lunedì 19 gennaio 2026

Nei meandri de La Caverna Records - PARTE 1


A volte ritornano, diceva quello. E alcune volte lo fanno anche bene, dico io. Tipo La Caverna Records, etichetta colombiana specializzata nel ristampare e riscoprire materiale metal estremo super-underground proveniente letteralmente dai 4 angoli del pianeta. Ebbene, dopo la roba pubblicata fra il 2018 e il 2020 qui recensita, La Caverna è tornata nel febbraio 2024 con 3 produzioni, tutte di gruppi colombiani quali Liturgia, Ataraxia e Barbarie Medieval. Ma il 2025 è stato un anno ben più prolifico che ha visto ben 2 tornate di dischi, la prima uscita nel mese di marzo e l'altra, contenente anche album effettivamente nuovi, in novembre. E in questo primo articolo dedicato a La Caverna Rec si parla della roba che ha visto la luce lo scorso marzo, sia perché banalmente è stata la prima che ho ascoltato, e sia perché può interessare direttamente chi fra voi è fissato a scavare nel metal estremo italiano più oscuro. In ogni caso, si tratta di vecchie cassette trasposte in CD, ossia il formato preferito da questa label, stampati in 300 copie numerate a mano. Quindi astenersi chi vuole a ogni costo il non proprio economico formato vinile!

giovedì 15 gennaio 2026

Questa è Roma 2026 (Roma, 10 gennaio 2026 @ CSOA Intifada)


E così pure il Questa è Roma 2026 è passato, ed è stato, come al solito, qualcosa di epico. Ma stavolta ho saltato sfacciatamente il primo giorno per tenermi il più possibile sano e integro per il secondo giorno, quello più lungo e impegnativo dei 2 visto l'inizio delle ostilità previsto perfino per le 17. Ma anche perché, detto sinceramente, mi interessava di più il secondo giorno in quanto tendente a sonorità più violente ed estreme grazie a gruppi come Collo, Fracture e Apoptosi, che erano quelli che più volevo vedere all'opera, e tutti loro sono stati fra i primi in scaletta a esibirsi. Parlerò quindi soltanto di queste band e di quelle poche altre che ho visto perché sì.

giovedì 8 gennaio 2026

Ma di splittini grind ne abbiamo?

Beh, eccome se ne abbiamo! E ve ne darò una piccola dimostrazione con questo articoletto in cui, da amante sfegatato di questo tipo di sonorità (insomma, ci ho scritto un libro di 536 pagine, mica cazzi!), vi parlerò di 3 split, ognuno con 2 gruppi a testa, di cui almeno uno italiano. Perché si sta avvicinando il Play Fast, il festival romano più grindviolence che ci sia anche perché figlio del compianto Go! Fest e la cui edizione si terrà fra 2 mesi, esattamente il 28 marzo 2026 allo Spartaco, uno dei miei cs preferiti. Purtroppo, il primo Play Fast, tenutosi il 19 luglio 2025 al Traffic, l'ho saltato ignominiosamente causa lavoro, e ho rosicato tantissimo anche per via dei tantissimi ospiti internazionali in cartellone, tipo i belgi Travølta o gli australiani Meth Leppard. Urge quindi rimediare quest'anno. Lentamente si stanno conoscendo i protagonisti del fest ma per ora sono stati ufficializzati soltanto i Disforia, gruppo meraviglioso con cui 2 anni fa ho avuto l'onore di condividere il palco insieme ai miei Quattro Lire Vigliacche. E allora trovo giusto cominciare questa vagonata di split con...

sabato 3 gennaio 2026

Linguini - "Silence is Golden" (Vina Records/I Dischi del Minollo, 2025)

Ultimamente ci stanno arrivando in redazione un po' di gruppi fissati con il noise. A Natale è infatti stato il turno dei Tartaro mentre oggi si fa la conoscenza di un gruppo dal nome innocuo ma dal sound a dir poco lacerante e doloroso: i Linguini. Nati nel 2019 come un duo senza basso che suonava cover dei GBH, si sono dati subito da fare realizzando l'anno dopo, fra un lockdown e l'altro, un dischetto di 11 minuti. Dopo un po' però hanno deciso di diventare un trio grazie all'aggiunta di un bassista e così arriviamo al 23 maggio 2025, data in cui i Linguini hanno pubblicato in vinile il loro primissimo album, "Silence is Golden". Con chi? Con 2 etichette discografiche una più strana dell'altra: la biellese Vina Records e la lancianese I Dischi del Minollo, che in passato ha avuto in scuderia una band come i Demikhov. Così, per farvi calare un po' di più nel contesto sonoro.

martedì 30 dicembre 2025

Evilcult - "Triumph of Evil" (Awakening Records, 2025)

Lo sapete, io ho un debole per il metalpunk brasiliano. Stress, Sepultura (i primissimi, non le mezze seghe che tanti conoscono oggi), Sarcófago, Dorsal Atlantica, Brigada do Odio, Olho Seco, Coléra, Ratos de Porão e tanti altri rappresentano una fra le scene estreme nazionali più prolifiche e talentuose di sempre, e il bello è che il Brasile sforna ancora oggi un'infinità di gruppi fighi, metal o punk non fa differenza. Ho quindi sempre delle aspettative altissime verso le band di questo Paese, e questa che mi sto accingendo a recensire non fa ovviamente eccezione. Ma devo dire fin da subito che gli Evilcult queste aspettative non è che le abbiano solo mantenute, anzi, le hanno proprio superate, anche perché dalla copertina mi aspettavo qualcosa di molto più tipicamente "brasiliano" in stile Sarcófago, e invece si tratta di qualcosa di diverso, seppur comunque sempre radicato negli anni '80. Ed è diverso anche grazie al fatto che "Triumph of Evil", terzo album degli Evilcult, sia stato rilasciato non dalla solita Cogumelo Records, che tanti capolavori di metal brasiliano ha tirato fuori, ma da un'ultra-esotica label, la cinese Awakening Records, nata nel 2018 per volere di tal Li Meng degli Ancestor. Insomma, dal Brasile alla Cina il passo non è mai stato così breve!

giovedì 25 dicembre 2025

Tartaro - "Sabazia's Tales" (No Hope Records, 2025)

Ho sempre trovato difficile dare una precisa definizione musicale ai Tartaro, fin dalla volta che li ho visti in quel famoso concerto a Valle Aurelia a Roma. Loro si autodefiniscono "noise rock" ma, detto francamente, non mi suonano così rumorosi e inascoltabili, anche se è pur vero che il mio concetto di "noise" è bello estremo visto che va, per esempio, dalla power electronics alla roba alla 7 Minutes of Nausea. E quindi mi sono trovato ogni tanto a definirli "sludgecore" mentre altri preferiscono l'espressione "post rock" e così via. Discussione sterile questa perché, qualsiasi sia la definizione usata, sta di fatto che, dopo 2 anni dal loro ultimo lavoro, questo duo laziale dalla ridente Anguillara Sabazia ha tirato fuori in questi mesi un nuovo disco, "Sabazia's Tales", realizzato in combutta con la romana No Hope Records, le cui produzioni sono tutte in free download sulla sua pagina BandCamp. E non dimentichiamo che questa etichetta è diretta da Antonio, bassista, fra gli altri, dei Diserta!, amiconi dei Tartaro con cui si trovano spesso a collaborare. Anche, immancabilmente, in occasione di questo disco.