sabato 5 settembre 2026

Necrogore - "Ectoplasmic Rape Phenomena" (Awakening Records, 2026)

Facciamo un sondaggio: voi preferite il classico death metal svedese, cioè, per intenderci, quello di Stoccolma, o il death metal statunitense? Entrambi sono molto diversi, visto che, di base, il primo è molto sguaiato e punkettone mentre l'altro è più tecnico e violento. E proprio per la sua indole più punk e selvaggia, e quindi per me più pogabile, io preferisco, per l'appunto, il death svedese, anche per via dell'ignorantissimo suono di chitarra a motosega che caratterizza questo stile fin da quando il chitarrista dei Nihilist, poi Entombed, Leif Cuzner armeggiò con il suo pedale Boss HM-2 fino a trovare delle sonorità molto distintive che avrebbero fatto storia. Come avrebbe fatto storia anche il lavoro imprescindibile di Tomas Skogsberg, il produttore per antonomasia che sta dietro a tanti capolavori del death metal svedese, che ha un sound così peculiare anche grazie a lui. Ma tale attitudine punk di questo tipo di death metal è stata determinata dal fatto che molti suoi protagonisti avessero spesso un forte background punk. Per dire, il compianto Tomas Lindberg, venuto purtroppo a mancare l'anno scorso, è stata la voce storica non solo dei Grotesque, non solo degli At the Gates, ma anche dei Disfear, eroi mai tanto lodati del crust punk nei quali suona da decenni anche Uffe Cederlund degli Entombed. Poi, i Morbid, come molte band pionieristiche del genere, agli inizi riuscivano a essere capiti più dai punk che dai metallari, esibendosi quindi in centri sociali come l'Ultrahuset, famoso spazio occupato di Stoccolma attivo fra il 1980 e il 1988. Per fortuna, quest'accoppiata death metal svedese/punk continua ancora oggi grazie a gruppi come gli oggi recensiti Necrogore, terzetto marchigiano formato, fra gli altri, da Chris, il loro batterista, noto per la sua passata militanza in band crust come i Genocidio Chimico o in altre più sul death/grind come i Bloodraised (nati però come gruppo crust, tanto da aver diviso uno split perfino con i grandi Disforia) o gli SpermBloodShit. Nei Bloodraised anche il cantante/bassista dei Necrogore, Lucas, anni fa pure nei black metallazzi Acheronte. Inutile dire che tante di queste influenze le si sentono nell'album di debutto dei Necrogore, "Ectoplasmic Rape Phenomena", uscito il 20 marzo 2026 in CD per conto dell'Awakening Records, etichetta cinese che ho imparato a conoscere un anno fa grazie ai brasiliani Evilcult. E lasciatemi dire che 'sti cinesi rilasciano spesso dei dischi veramente favolosi. Compreso, naturalmente, questo.

sabato 29 agosto 2026

INTERVISTA AL PLAY FAST!

Era da un po' che volevo fare quest'intervista, e finalmente eccovela qui! Eccovi infatti l'intervista all'unico collettivo grindviolence romano presente in piazza, fra l'altro votato a un approccio alla materia il più possibile politicizzato. E a rispondermi è stato uno dei suoi agitatori, il buon Pompeo "Badfilingo" Pontone, un maniaco delle sonorità ultrafast coltivate anche suonando in gruppi passati e presenti come i mitici xKatexMoshx (visti una volta tanti anni fa in un delirante concerto al compianto Malatempora), i Dilution, i Verano's Dogs, i Taste the Floor e i Plague Bomb, oltre a portare avanti da qualche anno un progetto solista pieno zeppo di ospiti di prestigio come Badfeeling mentre da poco ha formato i Worn Teeth, terzetto power violence anche un po' belga e un po' tedesco. Insomma, un tipo che ha il grindviolence nelle vene, come dimostra non solo pure la sua Bad Feeling Records, etichetta attiva all'incirca fra il 2012 e il 2018, ma anche la sua militanza nel Go! Fest, collettivo che in un certo senso ha spianato la strada a quello del Play Fast. Tanti sono quindi gli argomenti trattati in quest'intervista, dalla fine del Go! Fest agli inizi del Play Fast, dall'attuale ricambio generazionale nella scena grindviolence al fenomeno, ormai praticato anche a Roma e dintorni da qualche giovane, del crowdkilling e così via, ma senza dimenticare un discorso visceralmente legato all'autoproduzione e ai centri sociali, da sempre importantissimo per tutte le realtà in cui ha preso parte Pompeo. Ma prima di farvi leggere ciò che lui ha da dire, devo fare una puntualizzazione: al momento di inviargli per mail l'intervista, mi ero completamente dimenticato che il primo Play Fast non si fosse tenuto alla Torre ma al Traffic, nonostante avessi segnalato la location giusta in un articolo di inizio anno su vari splittini grind, fra cui uno proprio con i Plague Bomb. E vabbè, errori che capitano. Anche se questo errore lo si trova per ben 2 volte nel corso di tale intervista...

mercoledì 26 agosto 2026

Mascharat - "Ars Aurea Mortis" (Remparts Productions, 2026)

È sempre bello quando un gruppo mi ricontatta, anche dopo anni, per inviarmi il suo nuovo materiale. È questo il caso dei milanesi Mascharat, che a gennaio sono usciti con un nuovo album, "Ars Aurea Mortis", pubblicato a una distanza di ben 9 anni dal debutto, recensito proprio su queste paginette con al seguito una bella intervista a questa misteriosa band. Perché sì, passano gli anni ma dei Mascharat ancora si sa piuttosto poco, in primis i loro volti, visto anche che non suonano praticamente mai dal vivo, rimanendo quindi di base una studio band. Però in loro niente è fondamentalmente cambiato, dalla musica a dei concept articolati e impegnativi che ruotano intorno alle maschere del carnevale veneziano e al suo folklore. E, ovviamente, anche "Ars Aurea Mortis", solo il secondo album di un'avventura iniziata nell'ormai lontano 2010, non fa decisamente eccezione. Ma una cosa che è cambiata in realtà c'è: l'etichetta. Se infatti l'album omonimo uscì per conto dell'australiana Seance Records, il nuovo per la francese Remparts Productions, label nata nel 2022 e totalmente specializzata nel black metal ma senza porsi barriere di sorta, andando così da quello avanguardistico a quello più tradizionale.

sabato 22 agosto 2026

Incongruo+Sleazy Bar (9 agosto 2026 @ Parco dei Caduti del 19 luglio 1943)

Fra la metà di giugno e gli inizi di agosto si è tenuta una bella, e direi anche insolita, iniziativa nel quartiere storicamente antifascista di San Lorenzo: un festival del cinema con dei concerti punk nel fine settimana organizzati dai ragazzi del Friccicore. E tutto questo nel Parco dei Caduti del 19 luglio 1943, vale a dire in una location all'aperto con ingresso totalmente gratuito. Ora, se il festival del cinema non l'ho mai frequentato, ho frequentato però per un paio di volte i concerti, dove hanno suonato spesso gruppi di un certo lignaggio appartenenti al panorama punk romano come i Bone Machine o i Klaxon. E proprio questi ultimi sono i primi che ho visto al parco, esattamente il 4 luglio. Di spalla i Santa Canaglia, formazione di recente formazione con un sound uguale sputato a quello degli Ultimi del primo periodo, con tanto dell'onnipresente Caciotta di fama The Cheapheads/LaCroce/Gozzilla al basso (che, per inciso, sorprendentemente non ha detto nemmeno una singola bestemmia quando ha fatto un discorso sul palco, e sollevando per questo l'ilarità del cantante/chitarrista!). Dopodiché, ci sono tornato soltanto il 9 agosto. Giusto per rivedere in azione 2 band che non vedevo veramente da un botto di tempo: gli Incongruo, intervistati su queste paginette 2 annetti fa, e gli Sleazy Bar.

domenica 16 agosto 2026

Agripunk: uscita la compilation benefit!


Ormai è risaputo che Agripunk rischia lo sfratto, come, in fondo, già segnalato su queste paginette nel live report riguardante il concerto dei Collisione a Pomezia. E, per questo, Agripunk sta facendo varie iniziative. Come "Siamo tutt3 Agripunk", la compilation benefit uscita anche fisicamente il 31 luglio, e realizzata per rilanciare con il botto la raccolta fondi partita qualche mese fa, stavolta con l'obiettivo di raggiungere la soglia dei 150.000 € entro il 31 agosto 2026, giorno nel quale Agripunk dovrebbe perdere un altro pezzo del rifugio, cioè il capannone 7, ovverosia la concimaia.

sabato 8 agosto 2026

Uraniavore Goatphago/Necromorbid - "Gasmask Goat Terror" (Blasphemous Arts Productions, 2025)

Fino a qualche anno fa, prima che Timpani allo Spiedo si desse di più all'hardcore punk, i gruppi afferenti al mio tuttora amatissimo bestial black/death metal erano all'ordine del giorno. Ecco così che a cadenza regolare parlavo di gentaglia come Black Witchery, Bestial Warlust, Revenge, Weregoat, Crurifragium, Necroblood, Necroholocaust, Nocturnal BloodInfernal Blast, Radioactive Vomit, Morbid Blood Kult, Profane Order, Goatchrist666, Barbaric Horde, Ruach Raah, Satanize, Pig's Blood, i romanissimi Intolerant e milioni di altri. E questo senza citare l'infornata di band simili recensite su HeavyMetalWebzine, alcune delle quali inserite pure qua, e lì la lista diventa ancora più lunga (Morbosidad, Sadistik Exekution, Sacrocurse, Abysmal Lord e bla bla bla). Ma su Timpani allo Spiedo ha trovato posto pure il gruppo capostipite di questo genere come i Blasphemy, che 7 anni fa scesero a Roma per un concerto costato un occhio della testa, cioè ben 35 € manco fosse una serata mainstream del cazzo. Però sì, ormai farò parte da anni della scena hardcore e avrò pure abbandonato i (pallosissimi) concerti metal ma, siccome il bestial black/death metal rimane uno dei miei generi preferiti in assoluto, ogni tanto roba di questa risma ritorna prepotentemente su queste lercissime paginette. Tipo oggi. E allora quest'oggi sorbitevi la recensione di "Gasmask Goat Terror", un succulento split tutto italico che, pubblicato nel dicembre 2025 solo in versione vinilica dalla Blasphemous Arts Productions di Gallipoli, vede darsi battaglia 2 band notevoli e bestiali fino al midollo: i marchigiani Uraniavore Goatphago e i toscani Necromorbid.