Vi ricordate con chi mi sono incontrato quella volta per avere il primo (e finora unico ma è da un po' in lavorazione il secondo) numero dell'ottima fanza black/death metal House of Nightmare? Ma con il buon Giorgio, un amico del fanzinaro, cioè Michele. E proprio Giorgio ha scritto lo stupendo live report che vi state appropinquando a leggere, a testimonianza del concerto che si è tenuto il 18 settembre all'Ateneo Occupato con le leggende inglesi Active Minds, di cui ho parlato, seppur brevemente, nel mio libro sul grindviolence intitolato "Più Veloce!", pubblicato nel novembre del 2024. A supportarli sia gli Speedrone da Frosinone con amore acidissimo, ormai sempre più presenti su queste paginette, e i romani Jittery, nuovi invece su queste paginette ma nati circa nel 2023 dalle ceneri degli Endless Reaction e autori l'anno dopo della demotape "Dung Beetle", con il chitarrista, Diego, responsabile anche di una fanza uscita recentemente, Subvert Punkzine, venduta proprio a questo concerto. Purtroppo però io non sono riuscito a presenziare, e quindi ringrazio un botto Giorgio per aver buttato giù 2 parole (in realtà molto più di 2 e scritte pure benissimo, in uno stile sintetico ma esaustivo) su questa serata. Allora io la finisco qui e quindi adesso diamo finalmente la parola a Giorgio. (Flavio Er Coppola)
--------------------------------------
Numerosi alberi e tante zanzare custodiscono questo piccolo gioiello di squat, l’Ateneo Occupato, nascosto all’interno di un’area verde di Dragoncello, tra Acilia ed Ostia. Un casale ridotto all’essenziale: niente palco, solo cemento delimitato dalle casse audio e niente birra alla spina ma solo un frigo con Peroni ghiacciate da 66cl a 2 euro e 50. Cosa desiderare di più per una fresca nottata punk-hardcore di metà settembre?
Ospiti speciali della serata gli Active Minds da Scarborough, Inghilterra. Due fratelli, chitarra/voce e batteria, che da metà anni Ottanta urlano slogan antitutto con allucinante velocità. Attitudine alla Discharge ma più veloce, batteria basilare ultra fast e riff infiniti di chitarra che accompagnano una voce rabbiosa ma con linee melodiche che rendono ogni pezzo distinguibile dagli altri. Tre quarti d’ora di fuoco con le luci del palco accese, come da richiesta della band, perché se no non vedono un cazzo e non riescono a suonare. Sul tavolino del loro merchandise tanti vinili, cassette e maglietta con il faccione di Brian di Nazareth, il vicino di casa di Gesù dell’omonimo film dei Monty Python del 1979, con l’essenziale slogan “Religion is Nonsense”.Dopo di loro, a chiudere la serata, i nuovi eroi dell’underground romano Speedrone. Nipoti bastardi di band di culto come Iron Monkey, per chi se li ricorda, e Eyehategod. Attitudine e tenuta di palco già matura, capaci di stordire il pubblico con suoni di chitarra strascicati, slabbrati e marci. Riverberi e fischi intervallano le urla del cantante perfettamente a proprio agio nella sua performance fisica immersa tra il pubblico, ipnotico nelle sue movenze con una voce che parte dai Carcass, latrando di disagio e anfetamine. Grande prestazione di tutta la band, intensa e sudicia. I numerosi ragazzi del pubblico, sia punk che metallari, sono tutti qui per loro.Menzione d’obbligo anche per il primo gruppo, che ha aperto la serata alle 23 circa: Jittery da Roma. Ragazzi dall’attitudine punk-hardcore stradaiolo anni Ottanta. Sono giovani ma anche qui con un livello di suoni, idee e capacità live notevoli. Basso in primo piano, precisione e bella voce.
Ultima nota per un’acustica live perfetta per tutti e tre i gruppi. Quando si lavora bene è possibile sentire live da paura anche in realtà underground così piccole e genuine.
Live report and photos by Giorgio








