mercoledì 27 maggio 2026
Diserta!/Fosso della Carogna - "Diserta!/Fosso della Carogna" (No Hope Records, 2025)
Ma quanto sono belli gli split? Sono belli perché suggellano la fratellanza fra 2 o più band, legate da una forte comunione d'intenti anche quando musicalmente sono diversissime. Ed è magari anche un modo, da parte di un gruppo, di farsi notare di più affiancandosi a un altro più conosciuto. È quindi con tanto piacere che mesi fa ho accolto la richiesta dei marchigiani Fosso della Carogna, che prima di questo contatto non conoscevo affatto, di recensire il loro split (qui per ascoltarlo) condiviso con i romani Diserta!, il cui iperattivo bassista Antonio l'ha fatto uscire in cassetta nel novembre 2025 con la propria No Hope Records. E già vi dico che il nome dell'etichetta è perfetto per descrivere questo split che, seppur composto da soli 2 pezzi (uno a testa), rappresenta un viaggio oscuro e straziante come pochi. Perché sì, questi 2 gruppi suoneranno in maniere molto diverse ma amano entrambi la lentezza e la cupezza più esacerbanti. Quindi preparatevi...
venerdì 22 maggio 2026
Tria Prima - "The Mortificatio" (Nocturnus Records, 2025)
Mi ricordo ancora quando, 4 anni fa, è scoppiata l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Mi ricordo ancora lo shock che provocò qui da noi il fatto di un Paese europeo attaccato e invaso da un altro facente parte esso stesso dell'Europa, cosa che non succedeva praticamente dalla Seconda Guerra Mondiale, cioè dai folli sogni espansionistici della Germania nazista, con il timore pure che il conflitto potesse espandersi ancora di più sul suolo europeo. Eppure, da lì l'Ucraina non solo non si è mai piegata ma ha continuato ad avere una vita propria, un proprio campionato di basket (così, per inciso perché sì), e quindi a contare pure su una scena metal piuttosto attiva e prolifica. Ciò viene confermato anche dalle richieste di recensione che ho ricevuto ultimamente da un paio di gruppi ucraini, in primis quelli di cui mi sto appropinquando ora a recensire: i Tria Prima. Che in realtà, presi individualmente, non sono nuovi a Timpani allo Spiedo, visto che il loro bassista/tastierista, Serhi D. D. Bondar, è stato già ospitato anni fa su queste paginette con i suoi Bestial Invasion, band thrash metal ultra-tecnica nonostante il nome, preso fra l'altro di petto da una canzone dei Destruction. Nel caso dei Tria Prima, invece, il moniker è sicuramente meno d'impatto ma decisamente più suggestivo, perché richiama non solo la stessa formazione a trio del gruppo ma anche gli elementi, cioè i Tria Prima per l'appunto, che di base, secondo la tradizione alchemica, formano la materia, ossia lo zolfo (l'anima), il mercurio (lo spirito) e il sale (il corpo), così come teorizzati da quel pazzo di Paracelso, medico, astrologo e alchimista svizzero del '500. E l'alchimia è proprio il tema ricorrente nei testi dei Tria Prima, come dimostra il loro album di debutto "The Mortificatio", uscito il 18 novembre 2025 per conto della Nocturnus Records, anch'essa ucraina.
venerdì 15 maggio 2026
House of Nightmare #1 (2025)
giovedì 14 maggio 2026
V/A - "Cold Still Earth - Frozen Dawn Records Compilation I" (Frozen Dawn Records, 1996)
Io adoro le compilation. Praticamente da sempre. Questo perché puoi conoscere in poco tempo tantissimi gruppi senza dover spendere un patrimonio, finendo magari di appassionarti, se non a tutti, a qualcuno di essi. Uno dei miei primi dischi metal comprati infatti è stata una compilation. La acquistai tipo nell'ormai lontanissimo 2005 dal mio negozio di musica di fiducia che si trovava sotto casa, il mitico Star Music, che aveva non solo una sezione metal piuttosto fornita ma anche un'altra dedicata ai dischi scontati di qualsiasi genere ma venduti tutti di base a 9.90 €. Fra questi, nascosti fra album pop e di world music spesso sconosciuti, c'erano delle chicche assurde ancor più sconosciute che avrei ascoltato fino allo sfinimento, consumandole, perché non avevo Internet e le finanze erano quelle che erano. Ma fate conto che tante di queste chicche le ho comprate a scatola chiusa, spesso senza sapere niente dei gruppi, e così mi facevo ispirare dai nomi di questi, dalle copertine, e da tutte le evidenze metal (preferibilmente estreme) che riuscivo a scovare semplicemente "leggendo" il disco. Eppure, con questo sistema primitivo, molto da "boomer" come verrebbe definito dai gggiovani di oggi, solitamente ci ho azzeccato, e così ciò che compravo lo avrei poi amato un botto, e non è un caso che, a distanza anche di 20 anni, molti di questi dischi io li ascolti ancora con tanto piacere. Come questa compilation death metal che mi sto appropinquando a recensire, "Cold Still Earth", pubblicata nel 1996 dalla Frozen Dawn Records e comprendente 6 band statunitensi una più interessante dell'altra, distribuite in un arco di ben 62 minuti per 16 pezzi. Insomma, preparatevi a un bel tuffo nel passato. E pure piuttosto sanguinolento.
sabato 9 maggio 2026
40esimo anno di occupazione/44esima Festa del Non-Lavoro (1° maggio @ CSOA Forte Prenestino)
Ho sempre un po' di apprensione quando devo andare al Forte Prenestino per i suoi eventi super-grossi tipo la Festa del Non-Lavoro. Perché sono sempre affollati a livelli assurdi e camminare e farsi spazio diventa un'impresa dal sapore epico. Questo 1° maggio non ha fatto di certo eccezione, e così io, la mia Elisa, Mark ed Emanuele, appena entrati, siamo praticamente subito andati verso il "bosco" del Forte, salendo quindi sui suoi sentieri immersi nella vegetazione e da cui ammirare dall'alto tutto il formicaio di gente accorsa per questo gigantesco evento anche musicale, visto che sono stati allestiti entrambi i grandi palchi all'aperto del cs. Rintanandoci però là nelle prime ore, ci siamo in realtà persi un botto di roba ma, in fin dei conti, 2 cose non volevamo perdere: i Zu e, soprattutto, i Varukers. E infatti siamo scesi appena avuto il sentore di questi ultimi, che personalmente aspettavo con trepidazione.
mercoledì 6 maggio 2026
Festa della Liberazione (25 aprile 2026 @ Parco Modesto di Veglia)
In questi tempi così bui dominati sia da un'incertezza assoluta verso il futuro che da una deriva autoritaria a livello globale sempre più preoccupante, festeggiare il 25 aprile diventa più importante che mai. E quest'anno lo si è festeggiato a Roma e dintorni in tanti modi e maniere, con un calendario veramente ricco di appuntamenti, tutti molto interessanti per un motivo o per l'altro. Per esempio, all'Intifada ci sono stati i Plakkaggio, al B-Folk i Malerba e I Germi hanno messo su una serata-benefit per la popolazione cubana mentre nella ridente Genazzano, nell'ambito di una lunga rassegna dedicata alla musica indipendente chiamata Fuochi nella Notte, si sono esibiti i Devasta e yButteroy. Io e la mia ragazza invece abbiamo scelto di andare a festeggiare al Quarticciolo, dove c'è stata una panoplia di artisti e gruppi fra i più diversi, fra cui addirittura Fiorella Mannoia, che hanno attirato una folla veramente enorme. Ma la parte musicale che più ci interessava era ovviamente quella punk, quest'anno abbastanza ricca al Quarticciolo grazie a gruppi come i grossetani Pegs, i tanto amati/odiati Ultimi e i fighissimi 666, visti finalmente per la mia prima volta dal vivo. Anche se la musica di per se stessa non era così importante, ed è spesso passata in secondo piano, com'è naturale che sia in un giorno del genere.
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