C'è un filo - immateriale e teso che collega le attitudini di esseri umani infestati da caratterialità diverse che si unisce quando si trovano accanto - è l'istanza basica dell'unirsi dentro una visione comunitaria, nel perimetro di un concerto condiviso - che li rende simili, vicini, solidali. Somiglianti anche nelle dissonanze - guidati dai medesimi valori, nel sostenere le stesse lotte sociali, nel ricordo di qualcuno che continua a pulsare dentro al rumore, negli ideali, dentro un permanente pensiero.
Questa è la cronaca, senza filtri, della mia esperienza al Senza Tregua Fest, giunto alla sua quarta edizione. L'annuale kermesse, nel cuore del Quadraro, al CSOA Spartaco, una staffetta unita nel nome della controcultura dal basso, nel nome dell'autogestione e nel ricordo di Claudia Acciarino. Prenderò in considerazione la prima serata, quella a cui ho partecipato, di venerdì 30 gennaio, una serata all'insegna dell'autoproduzione - volumi alti, parole come pietre, circle pit ed acufeni vari.




