Sì, perché gli Eraser o vanno veloci oppure megaveloci, e molto raramente ci sono vie di mezzo. Per dire, nella prima parte non c'è veramente mai un attimo di riflessione, a eccezione della intro semi-strumentale "Carrions on the March", lento preludio per una serie di mazzate assurde, fra cui "Sarin Attack", la più hardcore punk in scaletta, e la micragnosa "Flamethrowaaaargh!", una canzoncina supersonica che si autodistrugge nel giro di 4 secondi di cui andrebbero fieri i 7 Minutes of Nausea.
Un po' più varia e per me migliore la seconda parte del disco, dove finalmente i nostri riescono a rallentare ogni tanto tirando fuori del doom disgustoso alla Autopsy, come in "Palermo's Burning Down", vero atto d'amore verso la propria città, mentre la "lunga" titletrack contiene dei mid-tempo thrash metal e spara pure uno dei rarissimi assoli distribuiti all'interno del disco. Da menzionare però anche "Latex Prison", che fa paura per la velocità maniacale a cui va Vinz, il batterista.
Insomma, la varietà non è esattamente il punto forte di questo disco, ma lo è di sicuro la violenza, visto che qui ce n'è a pacchi, e quindi l'intensità è a dir poco mostruosa. Ma il bello è che questa violenza estrema viene accompagnata da un certo umorismo nei testi, i quali trattano soggetti splatterosi e radioattivi, un po' alla maniera dei Repulsion, abbinati però con altri più socio-politici indirizzati contro la religione, gli sbirri e la classe politica ("Parlamentary Pigsty", da citare anche per lo spezzone preso dal film-culto "Pink Flamingos"). Non mancano poi delle storielle horror mega-trash come quella, divertentissima, di "The Man Who Taught His Arse to Talk", cioè una vera perla di testo.
Dette tutte queste boiate, aggiungo solo che l'album, inizialmente autoprodotto, lo trovate in tutti i formati, quindi non solo in vinile grazie alla tedesca Rødel Records ma anche in cassetta grazie alla greca Septic Aroma of Reeking Stench. Ma a chi, come me, non frega assolutamente un cazzo di tutti questi formati vintage, c'è anche la versione in cd offerta dalla romanissima Despise the Sun Records, gestita da Andrea dei Corpsefucking Art. E ora chiudo con 'sta recensione. Anzi no, la chiudo con una domanda: ma il titolo di "Harmony Dies" è per caso un omaggio all'omonimo gruppo brutal tedesco? Chiedo per un amico. (xPositivityxEaterx)
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