A Pompeo dovrebbero fare una statua. Perché attualmente è l'unico che a Roma organizza, e pure con costanza, brutali concerti grindviolence facendo suonare anche gruppi da fuori se non proprio stranieri, altrimenti qui da noi sarebbe tutto o hardcore punk più o meno classico oppure oi!. Tutto bello eh, per carità, ma siccome il grindviolence è il rumore più figo che sia mai stato creato, i concerti di Pompeo e dei suoi compari del Play Fast sono una vera manna dal cielo per tutti gli appassionati del genere. E lo sapete quanto io lo ami, questo genere, tanto da averci scritto un intero libro sulle sue origini come "Più Veloce!", che il buon Pompeo ha comprato direttamente da me proprio durante questo matinée. Perché sì, l'ultimo Speed in Spartaco della stagione, di cui mi sto appropinquando a parlare, è stato un matinée. E quindi il concerto è iniziato verso le 17, con il sole ancora raggiante in cielo. E lo sapete anche che i matinée mi piacciono un botto? Fra l'altro, non andavo a una "pomeriggiata" (come si chiamavano i matinée all'epoca del Malatempora) da un sacco di tempo, e quindi questa situazione mi è piaciuta ancora di più.
Ora, i primi a suonare non sono stati i viterbesi Collo, originariamente in programma ma che hanno dato forfait per qualche motivo a me ignoto, ma i giovanissimi Lobovus, quintetto sludge di 16enni o giù di lì formatosi giusto l'anno scorso che già 3 mesetti fa si è esibito allo Spartaco in occasione del Dal Covo Fest. Ma io ed Elisa (e pure Jan, un suo simpaticissimo amico che ho avuto il piacere di conoscere proprio in questo concerto) abbiamo visto i Lobovus giusto negli ultimi 10 minuti circa della loro esibizione, e quindi mi piacerebbe approfondirli in futuro in qualche altra loro apparizione, anche perché ancora non hanno registrato alcunché. Però sono pesantissimi, e questo è poco ma sicuro..Ad avere (più di) un disco in carriera sono i Taste the Floor proprio del buon Pompeo, che ultimamente hanno terminato le registrazioni del loro nuovissimo disco, "Aimless Bound", promosso di recente con il video, piuttosto crudo, della canzone "Rats Hegemony". Fate conto poi che i nostri stanno cercando qualcuno per far uscire l'album, quindi aiutateli se avete una label o una distro. Ma in questo matinée a cercare di aiutarli in tutti i modi possibili è stato il fonico, che per tutto il concerto si è sforzato di far sentire la voce del cantante ma niente. Infatti, c'è stato un persistente problema al microfono praticamente fin dall'inizio dello show dei Taste the Floor, con la conseguenza che questi hanno fatto un concerto sostanzialmente strumentale visto che il loro cantante non si è mai veramente sentito, pur sgolandosi un botto. Nonostante questa magagna di natura tecnica, ci sono state comunque folate di pogo da parte dei più giovani ma è obiettivamente difficile non farsi coinvolgere almeno un pochino dai Taste the Floor dato che sono piuttosto intensi. Anche perché, insomma, vanno veloci come dannati con il loro fastcore tinto di thrash metal che mi ricorda un po' un mix fra gli Iron Reagan, i Cryptic Slaughter e i Systematic Death.La voce però eccome se è magicamente tornata con i toscani Donald Mortem, che con accento adorabilmente fiorentino (e io adoro Firenze, come praticamente tutta la Toscana, da me visitata in lungo e in largo fin da piccino) ci hanno scartavetrato i timpani con un bel power violence. E allora via con pezzi brevissimi e isterici con cambi di tempo a iosa, melmosi rallentamenti sludgy, momenti noisy, un cantato caotico (anche perché cantano tutti e 3) e animalesco pure da cavernicoli, ed ecco servito qualcosa di perfetto per i fan di gente come Spazz, Infest e Charles Bronson. E se tutto ciò non bastasse, hanno suonato anche una sorta di cover, ovviamente deturpata a dovere, di "Figli delle stelle" di Alan Sorrenti. E se questo non bastasse ancora, hanno dei testi ispirati a videogiochi come Metal Slug, che tante, tantissime volte ho giocato da bambino nella sala giochi dell'Hobby Park di Arcinazzo. E se questo non fosse assurdamente ancora abbastanza, la copertina del loro ultimo, omonimo disco, ormai uscito nel 2023, è ricalcata perfettamente su quella di "Biērmächt" dei Wehrmacht, fra i molti gruppi che ho intervistato per il mio "Più Veloce!". In breve, come cazzo si fa a non amare i Donald Mortem? E infatti, dopo aver fatto la mia solita razione alcolica, ho cominciato a pogare proprio con loro ed è stata veramente una bella pogata condita con un po' delle mie solite surfate.E per finire, per la serie "anvedi chi se rivede!", ecco i Conflict Within, che non vedevo da quella volta di un anno fa all'Init di supporto ai Milizia HC. Da lì qualcosa è cambiato, visto che i nostri sono diventati un quartetto con l'aggiunta alla seconda chitarra di Riccardo dei Gasse, e quindi si può dire che i Conflict Within siano ormai una specie di supergruppo composto da volti noti della scena hardcore romana e dintorni provenienti da formazioni come i viterbesi Ira, 612 Comma 2, Autodifesa Proletaria e Paperinx. Ma musicalmente poco se non per nulla è cambiato da lì perché propongono sempre quel death metal rancido ma brutale, suonato inevitabilmente con piglio hardcore, a metà fra i Grotesque e gli Autopsy che mi garba tantissimo, impreziosito fra l'altro da una cover devastante di "Black Magic" degli Slayer, cioè il pezzo più violento del loro "Show No Mercy", ragion per cui è anche quello mio preferito dell'intero album. A 'sto punto, non vedo l'ora che esca "House of Corpses", nient'altro che l'EP di debutto dei Conflict Within, di cui hanno ultimato le registrazioni 2 mesetti fa.Insomma, pure questo Speed in Spartaco è stata una bella situazione, e direi di organizzarne di più, di matinée, che mi sono sempre piaciuti visto che, fra l'altro, sono comodi veramente per tutti. Peccato però per i Collo, che non hanno suonato chissà perché. E, seppur il pogo non sia stato costante anche per il fatto che molti di noi provenissimo dal concerto spaccaossa dei Nerorgasmo, siamo stati comunque capaci di darci delle sportellate notevoli, soprattutto durante gli ultimi 2 gruppi. Anche se mi sono reso conto che negli Speed in Spartaco c'è sempre almeno un ragazzino che fa un po' di crowdkilling con qualcuno che se ne lamenta sempre. E quindi rega, bello l'entusiasmo e lo capisco ma anche meno, anzi, anche no con 'st'americanata del crowdkilling e non mi serve spiegare perché. Ma, detto ciò, finita la prima stagione degli Speed in Spartaco, mi sa che la seconda inizierà in ottobre con praticamente già annunciati i Retorsion, da subito noti come i Repulsion ungheresi. E già per questo è gravissimo non esserci!
Live report and photos by Flavio Er Coppola





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