sabato 6 giugno 2026

Nerorgasmo+Mala Movida (16 maggio 2026 @ CSOA Forte Prenestino)


Reduci dalla doppietta Defrag/Communia, il 16 maggio io ed Elisa siamo andati imperterriti al Forte Prenestino, dove si stava svolgendo la nuova edizione del Tattoo Fest. E proprio nel secondo e ultimo giorno di questa manifestazione c'è stata la reunion dei Nerorgasmo, il che ha attirato un bel po' di punk lerci fino al midollo anche grazie all'ingresso a soli 5 €. Insomma, l'occasione era ghiotta, anche perché quella dei Nerorgasmo, già celebrati tempo fa su queste paginette da Marina in un sentitissimo articolo, sarebbe stata espressamente l'unica data italiana (ma, in realtà, proprio l'unica data in generale, a quanto ho capito), e quindi perché non andarci?

Ad aprire per i Nerorgasmo ci sono stati i Mala Movida che, come da programma, hanno avuto a disposizione ben 50 minuti circa ma noi abbiamo assistito giusto alla seconda parte della loro esibizione, quindi più o meno gli ultimi 20 minuti, appostandoci seduti a un tavolo dietro al palco. La loro setlist è stata la solita ma, suonando per un tempo più lungo di quello usuale, hanno potuto proporre qualcos'altro. Tipo una bella dedica a Massimo dei Tear Me Down attraverso la cover de "Nei tuoi occhi", uno degli inni di punta del gruppo viterbese. Fra i pezzi propri, da segnalare "Ossa rotte", che ha degli slanci fastcore davvero niente male ma magari di questi ce ne fossero di più nei Mala Movida, il cui sound è più che altro in mid-tempo. Fra l'altro, per eseguire tale canzone il batterista si è messo alla voce sparando una voce rauca e piuttosto aggressiva che mi è piaciuta molto mentre il suo posto è stato preso da uno non ben identificato che però ha fatto svolto bene il suo mestiere.

Ma ora è il turno di parlare dei Nerorgasmo, per i quali praticamente tutti noi stavamo lì. Premetto che non sono d'accordo con questo tipo di reunion che non vedono più elementi fondamentali nella line-up. Infatti, per quanto mi riguarda, far resuscitare i Nerorgasmo senza il povero Luca Abort, fra l'altro il co-fondatore della band, non ha tantissimo senso e proprio per questo dettaglio conosco gente che si è rifiutata di andare al concerto, e non è un caso che il Marinaio, scherzando, abbia definito il giorno prima al Communia questi Nerorgasmo la cover band di loro stessi. Alla fine è stata un po' un'operazione revival, un'operazione nostalgia, e poco cambia se alla chitarra ci sia ancora l'altro loro fondatore, Simone Cinotto, mentre alla batteria Francesco Di Lecce, con cui i Nerorgasmo registrarono il loro primo e unico album datato 1997. Al basso invece abbiamo trovato Francesco "Franz" Goria dei Fluxus ma chi ha dovuto fare le veci dell'insostituibile Luca Abort? Il buon Luigi "Gigio" Bonizio, di fama Church of Violence e, soprattutto, Arturo, che hanno suonato all'ultimo Questa è Roma. E stiamo parlando di gente che ha già preso parte alle ultime reunion dei Nerorgasmo, fra cui questa al Forte, fatta per onorare sia Luca che Marco Klemenz, il bassista dell'album venuto a mancare nel 2018. Ma i Nerorgasmo, con o senza Luca, rimangono un bel pezzo di storia dell'hardcore italiano, e quindi perché non vederli comunque almeno una volta nella propria vita? Anche perché Simone e company hanno fatto un concerto notevole, e questo è impossibile negarlo.

Solo che dei Nerorgasmo abbiamo visto paradossalmente l'ultima mezzora del concerto dato che prima siamo stati un po' in giro per il Forte a chiacchierare con amici e conoscenti vari. Nonostante poi i miei propositi iniziali di pogare come un matto, alla fine non l'ho fatto proprio e così, già in verità entrambi un po' abbioccati, ci siamo rimessi dietro al palco a gustarci i Nerorgasmo in santa pace. Anche perché sotto al palco c'è stata, com'era da prevedere, una bolgia infernale, e degli amici miei, ottimi pogatori, si sono perfino ritirati da lì narrandoci di un pogo gigantesco e insolitamente duro tale era l'entusiasmo, con qualcuno che ha rischiato addirittura di rimetterci le penne saltando dal palco. E vedere, per una volta tanto, tutto questo spettacolo da fuori è stato piuttosto salutare ahah! Ma, in quanto a impegno, non si è risparmiata nemmeno la band, che ha eseguito uno dopo l'altro un sacco di classici dei Nerorgasmo, fra cui "Passione nera", "Distruttore" (coverizzato giusto il giorno prima dai No More Lies), "Io mi amo" e tanti altri. E c'è stato pure (almeno) un bis ma non mi ricordo quale e prima di farlo c'è stata anche una meritata pausa, durante la quale una ragazza ha preso il microfono per essere allontanata quasi subito dopo e successo qualcos'altro che non ho ben capito. E questo è quanto.

Alla fine è stato un concerto figo, anche per il caos che ho intravisto sotto palco. Personalmente però non è stato così emotivo ma in questo credo che sia insuperabile il concerto dei Kina del 2019 sempre al Forte ma quella reunion sì che aveva per me perfettamente senso essendoci tutto il trio originale. Ma almeno così ho visto finalmente all'opera i Nerorgasmo, seppur non quei Nerorgasmo ma chissenefrega, ormai lo sapete come la penso. Solo che io ed Elisa ci eravamo talmente abbioccati che abbiamo preso la macchina per tornare nella ridente Velletri praticamente quasi subito dopo la fine del concerto. Giusto per essere il più possibile pronti per il matinée che si sarebbe tenuto il giorno dopo allo Spartaco. E lì sì che ho pogato come un matto!

Live report and photo by Flavio Er Coppola

Nessun commento:

Posta un commento