Finita tutta questa pappardella d'introduzione, è giunta finalmente l'ora di parlare di questo disco, che di sicuro piacerà ai metallari estremi più sofisticati che si annidano fra voi. Perché lo stile dei Tria Prima, espresso in 7 pezzi piuttosto lunghi distribuiti lungo 42 minuti di musica, è piuttosto particolare proprio come i temi lirici. Di certo si parla di death metal. E di certo si parla anche di un death metal che si barcamena fra la vecchia e la nuova scuola, fra pura violenza anche in blast beat, melodie raffinate e un po' di breakdown qui e là. Ma la tecnica qui è sopraffina e tutti gli strumenti hanno praticamente la stessa importanza, tanto che viene riservato qualche assolo anche al basso, come nella curiosa intro della titletrack. E questa è una delle canzoni, cioè le prime 3 (le altre sono "Arx Fatalis" e "Actum Exitium", uscita anche come singolo), in cui compare la bionda Anira Sinebryukhova, cantante incredibilmente versatile capace di passare tranquillamente da toni operistici dal taglio stregonesco a urla violentissime, dando quindi al sound dei Tria Prima un piglio molto distintivo. E allora è un vero peccato che il suo apporto sia stato limitato soltanto a quel terzetto di pezzi dato che, da "Transmutatio" in poi, il disco perde un po' di mordente. Ma sicuramente non di fascino, anche grazie al contributo importantissimo, comunque non sempre onnipresente, delle tastiere, che donano invece alla musica del gruppo un carattere decisamente sinfonico, spesso maestoso e drammatico, esprimendosi forse al meglio nell'oscura e orientaleggiante "Actum Exitium", il mio brano preferito di tutto l'album. Che però, fino alla fine, non manca di riservare sorprese, e in questo senso è indicativa l'ultima canzone, "Porta Alchemica" che, seppur un po' troppo sfilacciata secondo i miei gusti, spiazza un botto per il suo passare schizofrenico da parti thrash metal anche piuttosto brutali a momenti atmosferici con basso sugli scudi, fino ad arrivare a un finale incredibilmente furibondo, stridente e noisy.
Insomma, "The Mortificatio" è un album non esente da difetti ma comunque affascinante e dal forte alone misterioso e mistico, rappresentando una sorta di via di mezzo fra i Septicflesh, i Nile e i Nocturnus, tutti gruppi interessanti anche dal punto di vista lirico, e trovo quindi giusto paragonare i Tria Prima a loro pure per questo, non solo per le affinità a livello musicale. Fra l'altro, c'è da dire che "The Mortificatio", nelle sue prime 3 canzoni, è pure un mezzo concept album su una strega che, accecata dal suo desiderio di potere, apre le porte fra il Paradiso e l'Inferno, liberando però una bestia che praticamente finisce di distruggere l'intero universo. E chissà quale altro concept basato sull'alchimia s'inventeranno i Tria Prima? Di sicuro stanno attualmente lavorando sul loro nuovo album, che sarà composto anche da 2 cover, una degli Amorphis e l'altra degli Obituary, e già queste sintetizzano più di mille parole le tante facce del loro sound così creativo e imprevedibile pure grazie ai loro ospiti, fra cui Evgen Vasilyev, ex-Bestial Invasion che si è occupato di suonare tutti gli assoli di chitarra presenti in "The Mortificatio". E non vi ho ancora detto che nelle prime 50 copie del CD vi è stata perfino inclusa la storia a fumetti della strega di cui sopra! Sarà meglio quindi tenerci aggiornati sui Tria Prima, che mi sa che con il loro autoproclamatosi "Alchemical Death Metal" ci riserveranno altre belle sorprese... (Flavio Er Coppola)

Nessun commento:
Posta un commento