giovedì 23 aprile 2026

Winged - "Landscapes from the Afterlife" (The Ritual Productions/WarHell Records, 2025)

Fra i tanti, anzi, tantissimi gruppi di cui ho parlato nel mio primo libro, "Benvenuti all'Inferno!", tutto incentrato sulla cosiddetta "first wave of black metal", figura anche un gruppo catanese che è stato uno dei primi veri epigoni del black qui in Italia: i Sinoath. A dir poco leggendario il loro primo demo, "Forged in Blood", uscito nel gennaio 1991 e prodotto nientemeno che da Alberto Penzin degli Schizo, capace di dare una buonissima forma a "un black/death metal reso lugubre e orrorifico dalle tastiere" (Benvenuti all'Inferno!", pag. 105). Solo che poco dopo il loro bassista, Fabio Lipera, li lasciò, giusto per formare un altro gruppo black metal che, in uno scambio quasi continuo di musicisti, avrebbe spesso avuto in formazione qualche elemento proveniente dagli stessi Sinoath: i Winged. Che proprio l'anno scorso, esattamente il 12 settembre 2025, sono riemersi dalle tombe con "Landscapes from the Afterlife", il loro secondo album, sfornato dopo quasi 30 anni dal primo, "From the Arcane Burning Legions", uscito nel 1998 per conto della ormai defunta Tenebrarum Records di proprietà del buon Fabio. Sua però è anche la WarHell Records, etichetta che ha fondato nel 2013 e con la quale ha pubblicato roba come "Mefisto Manna" dei torinesi Nerocapra, da me recensito su HeavyMetalWebzine, nonché nel 2015 "Princeps Malis Generis" dei Byblis, originariamente stampato nel 2011 dalla svedese Salute Records. Ma fra questi dischi si è aggiunto anche, per l'appunto, il nuovo disco dei Winged, co-prodotto dall'olandese The Ritual Productions, che si è occupata di farne una versione in CD, e la WarHell, che invece si è occupata della versione digitale su BandCamp.

Liquidata finalmente questa lunga introduzione, "Landscapes from the Afterlife" esula un po' dalla mia ossessione per la brutalità più spinta per via di sonorità per la maggior parte piuttosto lente, che però mi convincono appieno grazie a un sound un po' particolare abile a emanare un'atmosfera parecchio solforosa e dark. Preparatevi infatti a 8 pezzi nei quali fa capolino un black metal ritualistico e cerimoniale contaminato spesso sia col doom che col death, creando così una via di mezzo fra i mostri sacri del black metal greco (Rotting Christ su tutti), i Samael di "Worship Him", gli Abysmal Grief e proprio i primi Sinoath. Anche perché pure gli stessi Winged fanno un deciso uso di sintetizzatori e di tastiere che danno un tocco un po' gotico/decadente e un po' horror alla loro musica, con i primi suonati da Fabio, qui chitarrista ritmico, e le seconde dal bassista Francesco Cucinotta, attualmente militante negli stessi Sinoath ma già passato su queste paginette con i palermitani Malauriu e con il suo folle progetto solista Felis Catus. A concorrere però a quest'atmosfera ci pensa anche il growling davvero lugubre e catacombale di Alessandro Riva, abbinato di quando in quando con le sue urla corvine più tipicamente black. Come di quando in quando emergono gli assoli di Gianni Cavallaro, presenti in tutti i pezzi anche con un certo gusto melodico di matrice un po' heavy metal, come nella funerea "Cemetery of Restless Spirits". Solo che in tutto ciò manca un vero batterista, e quindi in sua vece c'è una drum machine. Sì, lo sapete che non sono un grande fan delle drum machine ma Fabio l'ha ben programmata ed è stata pure mixata bene, e quindi non c'è proprio di che lamentarsi.

Parlando ora dei pezzi in maniera approfondita, i miei preferiti sono "Erszébet" e la seguente "They Walk Among the Living", entrambi appartenenti alla prima metà del disco, a mio avviso la migliore. Questo perché "Erszébet", una delle tante canzoni black metal dedicate alla sanguinaria contessa Bathory qui interpretata in modo molto teatrale dall'ospite alla voce Claudia Caudullo (pure lei nelle fila dei Sinoath), è parecchio particolare non solo per questa ospitata ma anche perché è il brano sia più tradizionalmente black metal del lotto a livello di riffing grazie a delle trame agghiaccianti e "nordiche", sia più violento grazie a delle parti veloci, anche vicine ai blast beat, un pochino più frequenti del solito, il che ne fa uno dei rari episodi dell'album ad averle (gli altri sono "Silentium" e "Primordial Fear") ma non aspettatevi comunque chissà che brutalità sonora. Invece, di "They Walk Among the Living" adoro moltissimo il riffing, con il 3° riff che si erge sopra tutti e che mi si è stampato per bene nel cervello, e senza dimenticare la sua andatura particolarmente zombesca e pure la sua aria così tremendamente minacciosa e opprimente, alimentata anche da un'intro dove ci sono sirene d'allarme aereo e urla di panico. Ma meritano più di una menzione "Silentium" sia per il suo testo basato sulle Tre Madri tanto care a Dario Argento che per i sussurri spettrali della Caudullo; "Cemetery of Restless Spirits" per le parti ossianiche di organo; e la conclusiva "On the Mystical Mountain", una strumentale molto evocativa dal passo lentissimo ai limiti con il funeral doom. Buona pure "Primordial Fear", anche se ha dei passaggi un po' troppo simili a "Silentium" per quanto concerne sia il riffing che la batteria. Ah, e non dimentichiamo infine che di "Silentium" è stato pubblicato un bel lyric video che potete gustarvi subito qui sotto.

In generale quindi tutto bello e ben congegnato ma peccato solo per le simpatie fascistoidi della The Ritual Prod, storica label attiva in qualche modo addirittura dal 1987 che però, seppur comunque già ospitata su queste frequenze per via dei toscani Nocratai, si è macchiata di aver pubblicato in passato, anche se raramente ma cambia poco, del materiale NSBM, in primis quegli idioti dei Lord of Evil, discutibili pionieri nazi della scena black polacca. Ora, anche di recente ho dovuto rifiutare delle richieste di recensione "semplicemente" a causa di etichette discografiche ambigue ma in questo caso ho ritenuto giusto supportare i Winged che, lontani da qualsiasi dubbia affiliazione politica, hanno pure pubblicato, dopo un botto di anni, un album con i controcazzi che ho apprezzato moltissimo nonostante un sound sepolcrale che pochissime volte pigia sull'acceleratore. E, a quanto pare, il gruppo starebbe adesso lavorando su un nuovo album con una formazione fra l'altro rinnovata per la presenza della new entry Riccardo Santoro che, pescato dal gruppo deathcore Darkvoid dove milita insieme ad Alessandro Riva, ha sostituito alla chitarra solista il pur ottimo Gianni Cavallaro. Ma adesso sorge spontanea una domanda: eventualmente questo nuovo disco uscirebbe per una label dal catalogo non opinabile dal punto di vista politico? Eh, ai posteri l'ardua sentenza... (Flavio Er Coppola)

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