martedì 5 maggio 2026

Signo Rojo - "Growth" (Majestic Mountain Records, 2026)

Allora, Timpani allo Spiedo esiste, in una forma o l'altra, perfino dal 2008 e in tutti questi anni mi ha permesso di fare una cosa ben specifica: quella di spaziare fra generi musicali anche molto differenti fra loro seppur accomunati quasi sempre da sonorità estreme, e quindi di parlare di tipologie di gruppi che molto probabilmente nemmeno ascolterei mai. Perché in effetti, se fosse per i miei orridi gusti musicali (o rumorosi che dir si voglia), su Timpani allo Spiedo troverebbe spazio soltanto la roba metalpunkoi! più brutale e veloce di sempre. Ma fortuna che poi mi arrivano richieste di recensione diverse dal solito che mi permettono non solo di non fossilizzarmi nella mia comfort zone ma magari anche di conoscere e apprezzare sonorità a me prima totalmente sconosciute, come è stato recentemente il caso dei Diserta! o dei Big Boss Man. È quindi grazie a questa forma mentis che anima praticamente da sempre Timpani allo Spiedo che oggi accolgo fra le sue paginette un interessante quartetto svedese dall'intrigante nome spagnolo che però suona un genere che non mi fa impazzire in quanto afferente al da me mai tanto amato slow metal. Ecco perciò a voi i Signo Rojo, formazione sludge metal nata nel 2009 in quel di Karlshamn, Svezia meridionale, che ha depositato finora in carriera 3 album, l'ultimo dei quali, "There Was a Black Hole Here", è stato rilasciato nel 2023 per conto della Majestic Mountain Records, una label loro connazionale specializzata in tutto ciò che è lento e pachidermico. E proprio questa ha tirato fuori il 17 aprile 2026 l'ultimo lavoro dei Signo Rojo, un bel singolo dal titolo semplice di "Growth".

Prodotta dal gruppo stesso nonché missata e masterizzata da uno dei chitarristi, Elias Mellberg, "Growth" parte lenta e tribale e poi finisce vivace e isterica, con un mood comunque sempre cupo e allucinato, anche grazie a dei cori un po' ipnotici presenti già all'inizio della canzone. L'atmosfera riesce quindi a dare una coerente forma sonora al testo, focalizzato non su strane sostanze psicotrope, su visioni deliranti o qualcosa di simile ma su qualcosa di ben più reale: quell'"americanata" odiosa, ossessiva e insaziabile fino a essere controproducente, dell'automiglioramento, attraverso la quale "più sì che no, le persone finiscono di incagliarsi, di ingannarsi o, peggio ancora, di essere sfruttati da sistemi che speculano sulle vulnerabilità", come affermato dal gruppo stesso nel comunicato che mi ha inviato. Abbiamo allora a che fare con un messaggio profondo espresso tramite un sound espressamente influenzato da band quali Big Business, Baroness e Neurosis (che da giovincello li ho ascoltati veramente un botto). Ma, oltre al senso del testo, mi piace moltissimo il lavoro del batterista, Pontus Svensson, capace di passare da lente danze sui tom-tom a parti più convulse ed energiche, e quindi ci sono delle dinamiche di un certo rilievo in questo pezzo di 5 minuti, di cui è stato fatto un bel lyric video che vi potete gustare qui sotto.

Detto ciò, non avrò scoperto per me nulla di assolutamente nuovo né di sensazionale ma i Signo Rojo meritano di essere attenzionati dagli appassionati dello sludge/doom. E, a giudicare dai singoli che stanno sfornando negli ultimi mesi, fra cui quello di "Close Your Mind" (qui per guardarlo) uscito nell'ottobre dello scorso anno, mi sa che loro stiano lavorando a qualcosa di più corposo. Chissà ma attendo fiducioso news da parte di questi 4 vichinghi. Intanto aspettatevi nei prossimi giorni su queste frequenze un altro gruppo di questo genere, ossia i marchigiani Fosso della Carogna. Forse questo è un segno che Timpani allo Spiedo stia diventando una webzine dedita allo slow metal? Giammai! (Flavio Er Coppola)

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