martedì 31 marzo 2026

INTERVISTA ALLA ZAS AUTOPRODUZIONI!


Qualche mesetto fa ho fatto la mattata di comprarmi un'infornata di CD noisecore dalla mitica ZAS Autoproduzioni, ormai storica etichetta torinese dedita alle sonorità grindviolence e dintorni. Nello specifico, ho acquistato le raccolte di gruppi seminali degli anni '90 quali i finlandesi YesMeansYes (una volta recensiti addirittura su Terrorizer da un tipo come Ian Glasper, vero guru del punk britannico), i brasiliani Mayhem Decay Cudgel, gli ecuadoregni Ruido de Odio e i peruviani Atrofia Cerebral, cioè tutte produzioni targate ZAS comprese pure di toppe delle band come negli ultimi 2 casi, con in più lo split del 2016 ristampato di recente proprio da questa label fra gli statunitensi Suppression e gli spagnoli Energumeno che mi è stato dato in omaggio. Capirete quindi che Marco, il simpatico e appassionatissimo fondatore della ZAS, è diventato all'istante il mio principale spacciatore di fiducia di roba ultraveloce e assordante, e non a caso mi sa che da lui farò fra poco un altro mega-ordine, visto che nel frattempo sono uscite altre cose sfiziose come leggerete a fine intervista. Peccato però che, per vari motivi, io non sia riuscito a pubblicarla in tempo poco prima del Play Fast 2 com'era nei miei piani iniziali giusto per far addentrare ancora di più nel rumore folle di questo fest ma fa niente. Perché finalmente da ora potete gustarvi questa lunga chiacchierata che ho fatto tramite la cara vecchia mail con il buon Marco. Ma mi raccomando: prendete nota di TUTTO quello che lui vi consiglia!

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Ciao Marco! Come stai? Allora, iniziamo quest’intervista con una domanda forse tanto banale quanto obbligatoria per rompere il ghiaccio: cosa ti ha spinto nell’ormai lontano 1997 a mettere su la ZAS Autoproduzioni e come hai iniziato?

Ciao Flavio! Qui abbastanza bene. Scusa se ci ho messo un po' a risponderti ma son sempre preso tra mille impegni. Ti riassumo la storia della nascita dell’etichetta: era ormai da un po' di tempo che mi ero avvicinato all'hardcore/punk frequentando concerti nei posti occupati della Torino dell’epoca (Delta House, El Paso, Prinz Eugene, L'Albero, Barocchio...) e comprando i primi dischi ad alcune distro DIY (Blu Bus e quella di Sweden degli Scum of Society foriera per me di tante prelibatezze crust e grind) quando per un fatto fortuito (un lavoro socialmente utile per disoccupati hahah!) conobbi Gianni “Batta” . Il sopraccitato “disoccupato” era uno dei pochissimi punk anarchici delle mie parti e gestiva ormai da anni un'etichetta/distro chiamata "Il Seme Produzioni”. Durante le nostre giornate lavorative mi spiegò come funzionava un’etichetta DIY e mi diede i primi ganci e da lì parti l’esperienza ZAS Autoproduzioni. Batta purtroppo non c’è più ma è soprattutto grazie a lui la nascita dell’etichetta e di tutte le nefandezze che ho fatto uscire in quasi trent’anni. Ai tempi non vi era Internet, i ganci per trovare gruppi ed etichette con cui interagire e scambiare materiale li si trovava sulle zine e nei flyer, che venivano dentro i pacchi e le lettere che ci si scambiava.
 

ZAS è un nome curioso. Che cosa significa esattamente? È per caso un acronimo?

Non ha nessun significato. Cercavo un nome breve e coinciso da lì è uscito ZAS.

La tua etichetta/distro è specializzata nell’hardcore estremo, e questo lo si evince anche semplicemente dal tuo bellissimo slogan, “Conspiring against music since 1997". Ciò significa che passi tranquillamente dal grind al noisecore, dal power violence al crust e così via, e questi sono tutti generi che anch’io amo da impazzire. Ma com’è nata questa tua passione verso queste sonorità? E quali sono stati i primi gruppi che ti ci hanno fatto appassionare e cosa hai provato quando li hai ascoltati per la prima volta?

All’epoca era una continua ricerca di gruppi quanto più veloci e violenti e tra il tape trading (scambio di audiocassette) e i primi ordini di dischi mi avvicinai all’hardcore estremo nelle sue varie sfaccettature. Ricordo lo stupore e la goduria quando un amico mi fece ascoltare il CD degli Agathocles “Black Clouds Determinate”. Credo che uno dei primi dischi ultracore su cui misi le mani sia stato il 7” “Not Just a Nightmare” degli inglesi Health Hazard, ancora oggi una mina di disco. Contribuì non poco ad appassionarmi al genere il concerto a El Paso di Dropdead e Cripple Bastards, che botta di vita!

Ma questa tua passione sfrenata verso l’hardcore estremo si è tradotta negli anni anche in altri modi? Nel senso che, oltre a pubblicare e distribuire dischi, hai mai suonato in un gruppo o fondato una fanza? Oppure hai mai organizzato concerti?

Non ho mai suonato ma negli anni ho avuto diverse esperienze fanzinare, molto spesso in collaborazione con altri: Cuic Cuic, La Pappa con il Pomodoro newsletter, United Forces, Flagello e forse qualcun’altra. Negli anni è capitato che gruppi mi abbiano chiesto un gancio per suonare in zona Torino e sia riuscito ad organizzargli una data allo Spazio Sociale VisRabbia di Torino assieme ai ragazzi del posto. Senza scadenze prestabilite, quando si riesce, organizzo il Peste e Corna Fest sempre al VisRabbia con gruppi che gravitano attorno all’etichetta.

Qual è stata la prima release che hai prodotto a nome dell’etichetta e che sensazioni ti ha dato a vederla stampata?

Le prime uscite ZAS sono state 4 cassette compilation di gruppi punk/hardcore italiani anni ’80:

- “Italian Old School Vol 1”;
- “Italian Old School Vol 2”;
- “Italian Old School Vol 3”;
- “All’Ombra della Mole”.

Con su gruppi come Negazione, Underage, Crash Box, Nerorgasmo, Declino, Kobra, Contrazione, Blue Vomit, Lanciafiamme, Rough, 5° Braccio... Il punk/hc italiano anni ’80 è stato una cosa imprescindibile.
La prima uscita più specificamente “extreme hc” fu un bootleg live tape con Dropdead/Crossed Out/Suppression, 3 gruppi che tuttora sono tra i miei preferiti. Le cassette erano duplicate in casa con la doppia piastra e in quegli anni credo di averne fuse almeno un paio. Queste furono le primissime uscite quando non avevo ancora tanti contatti con band, poi iniziai a fare uscire cassette “ufficiali” con gruppi che mi mandavano registrazioni dalle più svariate parti del mondo. Queste cassette le scambiai con gruppi ed etichette da tutti i continenti ed era una cosa fighissima.

Quali sono i valori che muovono la ZAS? E quindi, di conseguenza, quali sono i requisiti affinché si possa venir pubblicati attraverso la tua etichetta?

Guarda, l’etichetta è mossa esclusivamente da passione, e ci sto dietro nel tempo libero dal lavoro e dalle incombenze quotidiane. Sono tuttora legato al discorso dell’autoproduzione e i (pochi) ricavi dell’etichetta vengono reinvestiti in nuove uscite. Sono sempre stato legato a tematiche e valori anti-fascisti e anti-autoritari, quindi non collaborerei con gruppi contrari a questi principi. Dal punto di vista delle sonorità vedete le nefandezze che faccio uscire? Se siete un gruppo di musica pettinata evitate di chiedere una collaborazione.

Quali sono le tue produzioni a cui, per vari motivi, sei più affezionato e perché?

Non saprei dirti, per motivi diversi sono particolarmente legato a diverse mie uscite. Ti posso dire che sono molto affezionato alle 2 compilation di hc estremo/grind italiano. La prima, “Crash Mandolino aka Il Baco del Millennio”, comptape uscita nel 2000, e “Crash Mandolino 2.0 aka Italia Violenta”, compilation LP uscita 15 anni dopo. La prima comprendeva 34 gruppi tra cui Comrades, Society of Jesus, Nuclear Grinder, Bracco, Strage, Egotismo, Nagant 1895, Torquemada, Hatebox, Cripple Bastards, Kryptosexual Cancroid... La seconda 38 gruppi tra cui: Ape Unit, Death On/Off, Disforia, Grumo, One Day in Fukushima, Terror Firmer, Sposa in Alto Mare, Tsubo... Fu un lavorone per entrambe ma mi diede soddisfazione immortalare la scena estrema di quegli anni nella fucking Peninsula.

Negli ultimi anni tanti giovani e giovanissimi, praticamente in tutto il mondo, stanno mettendo su un botto di progetti hardcore anche estremi molto interessanti, e in Italia ormai ne siamo pieni. Penso, per esempio, ai milanesi Narkan, ai bergamaschi Apoptosi, ai monzesi Cranial Putrefaction, ai romani Floema e via dicendo. Ti sei mai spiegato le ragioni di tutto questo interesse da parte dei giovani verso questo tipo di sonorità? E ci sono altri gruppi di questo tipo che, secondo te, meritano le attenzioni di noi appassionati?

Per fortuna anche nell’ambito della musica estrema c’è un ricambio con nuove leve anche molto promettenti. Sono purtroppo una minoranza rispetto alla massa di giovanissimi “smartphone addicted” ma fanno ben sperare. La gioventù è proprio il periodo in cui uno è più attirato dagli “estremismi” (anche in ambito musicale), quindi la vedo una cosa a suo modo naturale, poi c’è gente come me e te che pur non essendo più teenager continua a piacergli un botto 'sti estremismi sonori. Di gruppi giovani, oltre quelli da te citati, ti direi gli Eraser (grindcore old school da Palermo), i Michael Khill (deathgrind da Modena) e i vari progetti solisti dell’amico Michele dalla Toscana tipo Yakisoba (goregrind) e Necrotized Mass (grindcore vecchia scuola).

Ho apprezzato molto il fatto che non solo hai preso subito in distribuzione “Più Veloce!”, il mio libro sulle origini del grindviolence ormai pubblicato nel 2024, ma che lo hai messo addirittura in primo piano, insieme ad “Hardcore Punk Giapponese 1980-1989” di Judah Altamont, nella pagina Instagram della ZAS. Ecco, per me è veramente un grande onore! Sebbene però non ne escano naturalmente molti, avresti pure altri libri del genere, anche non per forza usciti in Italia, da consigliare agli appassionati?

Come ti ho già detto in privato, con “Più Veloce!” hai fatto un lavorone enciclopedico. Un libro molto interessante che mi ha fatto conoscere gruppi che, pur avendo una certa esperienza in materia, non conoscevo. Libri in italiano sull’hc estremo/grindcore c’è ben poco oltre il tuo, mi vengono in mente la traduzione di “Choosing Death” di Albert Mudrian e “Killed by Noise” di Andrea “Capò” Corsetti sulla scena DIY grind/hc estrema italiana. Si trova molto più materiale sulla scena italiana anni ’80 hc/punk dall’enciclopedico “Dritti contro un muro” di Giorgio Senesi ai vari libri scritti da gente che suonava e/o bazzicava in quella scena come “No More Pain” di Antonio Cecchi dei C.C.M., “Come macchine impazzite” di Capra e Giaccone sui Kina, “Africani, Marocchini, Terroni" di Davide Morgera degli Underage, “Schiavi nella città più libera del mondo" di Laura Carroli dei RAF Punk, “Costretti a sanguinare" dell’ex-Virus Philopat… Ah, ho un libro chiamato “Goregrind Guidebook", molto bello, solo che è scritto in giapponese. Mi accontento di guardare le figure ahahah!

Cosa significa gestire un’etichetta ultra-hc nell’anno di (dis)grazia 2026? E quant’è cambiato gestirne una rispetto agli anni ’90 quando te hai iniziato?

Dal punto di vista pratico è cambiato tutto. Ad esempio nei '90 per organizzare uno scambio con un’etichetta in Giappone si mandava una bella lettera affrancata con la propria trade list e prima che lo scambio andasse in porto magari passavano 3 mesi. Per un giovane d’oggi sembra roba da Medioevo, un po' come quando da ragazzino mia mamma mi diceva che quando era piccola non avevano la televisione ed il bagno era sul balcone. Al giorno d’oggi con Internet e posta elettronica è tutto più comodo e veloce ma un po' più impersonale. Ricevere una lettera di Jan degli Agathocles piena di flyer o ricevere un promo tape dal Giappone dei Bathtub Shitter non sarà mai come ricevere una mail o un promo su WeTrasfer. Fino a 10/15 anni fa andavo molto spesso a concerti con la distro, capitava anche che partissi in solitaria per andare a piazzarla a qualche concerto alla Scintilla di Modena o al C.S. Dordoni di Cremona (R.I.P.) o seguissi qualche gruppo nel loro tour per qualche data. Un anno la portai anche all’Obscene. Ora sono diventato un orso e vado più poco ai concerti ed ancor meno con la distro. I dischi, tranne ad alcuni amici di zona o che passano a trovarmi, li faccio girare principalmente via posta.

C’è qualche consiglio che vorresti dare a chi vorrebbe mettere su un’etichetta come la tua?

Non saprei, vedo parecchie etichette che fanno un paio di co-produzioni e poi scompaiono, senz’altro non è un periodo propizio. Al giorno d’oggi i supporti fisici non sono molto ricercati ed è senz’altro più comodo ed economico scaricarsi i dischi su Internet. Delle volte sono proprio gente dei gruppi che chiedono un aiuto per stampare un disco i primi che non li comprano…

Cosa bolle in pentola ZAS? Ad esempio, quali sono i dischi in uscita?

Come al solito ci sono sempre un bel po' di novità in casa ZAS. Da inizio anno ho fatto uscire questi dischi:

AGATHOCLES/DROGATO Split 7” (Belgio veterani grind/mincecore vs U.S.A. grind/crust àla Destroy!/Disrupt/E.N.T. – Co-prodotto con altre etichette);

DISFORIA/DISHÖNOR Split 7” (Roma /L’Aquila crust/grind dal 2000 vs Grecia D-beat/crust – Co-prodotto con altre etichette);

STRANGOLATORI DEL GANGE “7 Pezzi” CD (mix tra Torino Hardcore e post-punk – Co-prodotto con altre etichette);

LOS VATICANOS CD (Roma brutal hardcore dalla fine anni '90. Raccolta dei loro vinili con librettone curato dall’ex-cantante Capoccia - Co-prodotto con La Corona di Spine);

LA HESS “Tombe disponible…” LP (Francia - Lyone hc/sludge con gente dei Civilian Thrower, Hordur, Lovgun e Fumist – Co-prodotto con altre etichette);

INDIGNATION “Modern Slavery” 10” (Amsterdam old school grindcore con gente dei Patareni e dei Matka Teresa - Co-prodotto con altre etichette);

SHITNOISE BASTARDS/SYMPHONY OF DESTRUCTION Split 7” (Malesia noisecore vs Indonesia grindcore – Co-prodotto con altre etichette).

A giorni mi arriveranno le copie della raccolta pro CD-R dei Necrotized Mass (grindcore vecchia scuola alla Repulsion) con su i 2 demo e 2 pezzi inediti. LTD a 100 copie numerate.
Nei prossimi mesi altra roba in arrivo tipo:

AGATHOCLES/MOTIVAZIONE Split tape (Belgio grind/mincecore vs Palermo metal-punk);

TAEL One side 12” (Norvegia drum & bass power violence);

ASSUR/GORUPTED Split LP (Belgio grindcore vs Francia goregrind);

ERASER/GLOBAL HORROR Split 7” (Palermo/Bordeaux grindcore vecchia scuola) + ho in lavorazione la discografiaCD di un gruppo giapponese grindcore anni ’90 e quella di uno dei primi gruppi pathological grindcore italiani ma non posso ancora fare nomi.

Ok, l’intervista sta finendo ma, prima di passare ai saluti, vuoi farci una bella TOP 10 dei tuoi dischi preferiti motivando anche le scelte? Lo chiedo anche perché sento che da te possano uscire fuori certe chicche da veri intenditori. Insomma, scatenati!

Guarda, non saprei farti una list dei dischi TOP 10 ma ti posso elencare alcuni gruppi estremi che sono sempre stati per me iconici:

Crossed Out - Il distillato perfetto del power violence, potenza e violenza come se non ci fosse un domani dagli States;

Yacøpsae - Velocità iperboliche dalla Germania. Sempre una furia, ho avuto anche l’occasione di vederli più volte dal vivo ed anche lì una bomba;

Dahmer - Grindcore dal Canada con testi tutti incentrati su serial-killers e mass murders. Imprescindibili;

World - Giappone noisecore, probabilmente il miglior gruppo del genere della seconda decade dei ‘90;

Dropdead - Hc estremo dagli States, ultra-incazzato e politicizzato. Visti due volte dal vivo a El Paso. Ricordo ancora Bob il cantante che scendeva dal palco e faceva roteare l’asta del microfono in mezzo al pogo come un invasato... Solo amore;

Gore Beyond Necropsy - Altro gruppo feticcio per il sottoscritto, grind/noise e quintali di follia giapponese;

Warsore - Australia grindcore da manuale, niente da aggiungere;

Lymphatic Phlegm - Brasile pathogrind freddo e malato, tra i migliori del genere;

Ruido de Odio - Grinding noisecore dall’Ecuador. La scena sudamericana ha prodotto un botto di gruppi strafighi noisecore e spesso, a differenza di altre scene, con un messaggio molto politicizzato e legato all’attitudine punk. Dei R.D.O. ho fatto uscire anche un doppio CD-R digipack con tutti i loro primi lavori;

Suppression - Il perfetto connubio tra grind/power violence/noisecore e harsh noise. La loro demo una meraviglia.

Ci sarebbero tanti altri gruppi che meriterebbero una menzione ma questi sono senz’altro tra i miei preferiti.

E quella era veramente l’ultima domanda! Ti ringrazio quindi tantissimo per aver risposto alle mie millemila domande e ora sentiti libero di aggiungere quello che vuoi. Ciao!

Grazie Flavio! Mi ha fatto molto piacere un’intervista da un cultore del genere come te. Ne approfitto per farmi un po' di pubblicità ahahah! Qui potete ascoltare molte delle mie uscite e tutte quelle più recenti ed eventualmente ordinarle (ma se le prendete direttamente da me scrivendomi una mail a zasdiy@autoproduzioni.net vi costa qualcosa di meno che non devo pagare le commissioni di BC): https://zasautoproduzioni.bandcamp.com. Per chi volesse ricevere, senza impegno, il mio catalogo con migliaia di vinili, CD e cassette grind/noisecore/hc/power violence/crust/sludge/gore... mi scriva una mail o mi contatti via FB (ZAS Autoproduzioni Records) o Instagram (marcozasautoproduzioni).

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