giovedì 12 marzo 2026

Play Fast 2: uscita la line-up definitiva!


Lo sapete, il primo Play Fast l'ho saltato e quindi sto aspettando con trepidazione la seconda edizione del festival più veloce di Roma che, atteso per il 28 marzo allo Spartaco, ormai ha raccolto lo scettro del vecchio Go! Fest. Infatti, diverso il nome ma identico l'approccio alla musica e al rumore per un festival che si preannuncia croccante per qualsiasi matto che va avanti a pane, pogo sfrenato e velocità disumane, anche perché da pochi giorni è uscita la line-up definitiva. In tutto ci sono 8 gruppi che vengono più o meno da un capo all'altro dell'Italia e quindi stavolta, purtroppo, manca qualsiasi ospite dall'estero ma sinceramente chissenefrega perché Pompeo e soci hanno messo comunque su un cartellone distruttivo capace di coinvolgere band sia stagionate che giovani e giovanissime, alcune delle quali hanno già partecipato a qualche Speed in Spartaco se non addirittura a qualche passata edizione del Go! Fest. Allora adesso scopriamo quali sono!

Il primo gruppo confermato sono stati i Disforia che, come si suol dire, non hanno di certo bisogno di presentazioni... ma qui le faccio lo stesso perché sì! Fra i primi a suonare crust in Italia essendo nati nel 2000, di questo quartetto romano/abruzzese mi ricordo in particolar modo, come se fosse ieri, il concerto che hanno fatto 2 anni fa allo Snia con la compagnia di ben 5 gruppazzi, fra cui i miei Quattro Lire Vigliacche nel nostro debutto live. Ci fu poca gente davanti ai Disforia ma il pogo, anche grazie alla presenza di qualche skin, fu veramente massacrante e intenso. Proprio come il loro crust tinto di grind e d-beat che è stato ultimamente immortalato in "Verso la fine/Shit for Brains", lo split con i greci Dishönor (già visti all'ultimo Marci su Roma) uscito lo scorso dicembre. Da citare anche il loro ultimo album, "Il nulla che avanza", stampato nel 2024 da varie etichette, compresa la bolognese ZAS Autoproduzioni, di cui vi dovete aspettare nei prossimi giorni una succosa intervistona su queste lercissime pagine.

Poi sono stati confermati i Floema, un terzetto di belle speranze appartenente alla nuovissima generazione grind romana. In realtà non fanno grind puro ma lo mischiano con ingenti dosi di un death piuttosto tecnico e intricato unito a influenze varie anche in pezzi monumentali lunghi persino 9 minuti, quindi con loro non aspettatevi roba tradizionale, bensì qualcosa dal piglio più moderno. Per capirlo meglio nel caso non li conosciate, ascoltatevi l'ottimo "Mass Murder Daydreaming", il loro album d'esordio autoprodotto nel 2024 che contiene addirittura easter egg videoludici, per la mia somma gioia visto che adoro i videogiochi da tempo immemore e per me questo è un punto in più per loro. Ma questo è stato un esordio a dir poco sorprendente prodotto da adolescenti praticamente alla loro primissima esperienza in studio e, se sono partiti in una maniera così spettacolare, non oso immaginare cosa potrebbero tirare fuori in futuro. Ah, caratteristica particolare: i Floema non hanno un bassista e ormai da anni se ne strafregano di averlo. Giusto così!

Ad amare invece moltissimo il suono del basso sono i Repulsione, quartetto bolognese nato nel 2003 che ha un modo tutto suo di concepire il grindcore, allo stesso tempo tradizionalista ma molto personale. Non hanno infatti nessun chitarrista in formazione ma, in compenso, hanno ben 2 bassisti, e tale peculiarità permette al loro grind colluso col power violence di essere molto grezzo, primitivo e cavernoso. Decisamente esemplificativo di ciò è il loro ultimo album, l'eccellente "Human Destruction Front", sfornato nel 2022 in una co-produzione che ha coinvolto anche la già citata ZAS ma anche una rinomata etichetta metal estrema romana quale la Despise the Sun Rec. E quindi, no, nonostante il nome, non sono per nulla un clone dei Repulsion. Ma questo già lo notai quando vennero a suonare qui a Roma sempre allo Spartaco in occasione del Go! Fest 9, in un concerto spaccaossa dove qualcuno tirò fuori addirittura un fenicottero gonfiabile manco stessimo all'Obscene Extreme. Dove i Repulsione hanno suonato nel 2011. Così, tanto per la cronaca.

Altro terzetto però privo di un bassista i milanesi L.UL.U, band power violence senza se e senza ma che non ho mai avuto il piacere di vedere dal vivo, e per questo sono molto curioso di vederli in azione. Molto attivi sul fronte live tanto da fare tour pure in giro per l'Europa, sono in verità una vecchia conoscenza del Go! Fest visto che, a 2 anni dalla loro fondazione, ci hanno suonato alla settima edizione, quella del 2018, quella, per intenderci, con Blanka di "Street Fighter" sulla locandina. Da segnalare che sono l'unico gruppo in cartellone con un esponente del gentil sesso in formazione, cioè Chiara, la cantante. Ma, detto ciò, di loro vi straconsiglio il loro ultimo dischetto, "Insight", un 6 pezzi pubblicato nel 2024, un lavoro a dir poco fulmineo e schizzato con un finale mooooolto bislacco per un gruppo del genere.

Dall'altro capo dello Stivale vengono gli Always Never Fun, da Palermo con amore power violento fin dal 2012. Purtroppo però non ho mai visto live neppure loro, e quindi, per ora, non posso darvi degli ANF nessuna info di carattere più personale. Ma, almeno, sono stati già ospitati su queste paginette grazie a Marina, che ne ha ben parlato su Timpani allo Spiedo #3 recensendo la loro ultima produzione, l'intensissimo e brevissimo split (14 pezzi spalmati in soli 8 isterici minuti) del 2023 diviso con i tedeschi Turtle Rage. Trovati comunque sempre fighi già dal nome, non scelto a caso perché è stato preso da un pezzo dei grandissimi Stupids, fra i primi gruppi inglesi veramente fastcore di sempre.

Ora di nuovo largo ai giovani grazie agli Ostiense, visti nel secondo Speed in Spartaco e per me sono stati un fulmine a ciel sereno. Mai visti né sentiti prima di allora, questi 5 ragazzi da Ostia Lido, e quindi dall'estrema periferia di Roma, sono stati infatti una vera sorpresa, e lo sono stati non solo dal punto di vista sonoro ma anche da quello del puro show. Per dire, in primis suonano una specie di noisegrind, seppur secondo me "ripulito" da troppe parti lente in stile beatdown ma il solo fatto che suonino un genere rarissimo da sentire nell'ambiente romano è già tanta roba. E in secundis, i loro concerti sono veramente caotici e folli, anche perché usano addirittura trapani o cartelli stradali che battono con tanta foga con un martello ma facendoli pure volare di qua e di là. Aggiungete a tutto ciò un feedback assordante e otterrete uno spettacolo noise moooolto pericoloso fisicamente anche per il pubblico. Però certo, se facessero casino eliminando del tutto o in parte il loro tanto amato lentume beatdown per me sarebbe meglio... ma quando fanno casino in blast beat, sono veramente una goduria allucinante! Nati da pochissimo, sono comunque ancora senza demo o altro ma fa niente perché sono un gruppo soprattutto da vedere, piuttosto che da sentire e basta.

Nuovi sono anche i Bazooka che, fondati nel 2024, sono in realtà una specie di supergruppo formato da volti conosciuti del LatinaHC. Questi 4 malitenzionati vengono infatti da esperienze come Tsubo (ci credete che in 20 anni che bazzico la scena non sono mai riuscito a vederli dal vivo?), Elephante, Obtego e SLUGS, e quindi non stiamo parlando di pivellini. Hanno già un demo all'attivo che promette tanto grindcore figo nel futuro prossimo venturo, e fanno un concerto via l'altro. Per esempio, la prima volta che li vedrò finalmente in azione non sarà al Play Fast ma sarà molto probabilmente fra 2 giorni, cioè il 14 marzo, quando metteranno a ferro e fuoco il Pank Rabbit di Frascati per una serata mezza grind capace di coinvolgere pure i Necroblast, altro gruppo di Latina che mi interessa parecchio scoprire. Particolare una cosa assurda che apprezzo dei Bazooka: sono infatti dei nerd pazzeschi visto che su Instagram promuovono spesso i loro pezzi attraverso delle clip prese anche da videogiochi come il seminale "Ghouls 'n Ghosts". E già solo questa cosa, credetemi, mi gasa un botto!

Last but not least, ariecco i Paperinx, che ogni tanto ricicciano fuori per il nostro ludibrio. Se non li conoscete, questi 5 pazzi sono tremendamente peculiari ma non tanto per la musica, che si può sintetizzare in un fastcore nevrotico, quanto per come si presentano. Infatti amano indossare vecchie magliette della Roma, usano maschere di Paperino e company (da qui il nome) ma, soprattutto, fanno di tutto sopra e sotto il palco, ragion per cui i loro concerti sono mega-spassosi. A questo proposito, mi torna in mente la loro esibizione al Marci su Roma del 2022 (qui in foto), durante la quale lanciarono verso il pubblico non mi ricordo che cosa, probabilmente anche del cibo, ma ovviamente gli astanti risposero al fuoco, con i 2 frontman, cioè Azo degli ormai sciolti Urto Nudo e Arturo dei Rogo (e come chitarrista c'è Ragno, ex-Gasse e ora nei Conflict Within), che si beccarono di tutto cantando e ridendo a crepapelle allo stesso tempo. Divertimento assoluto! Il loro messaggio però, piuttosto cristallino in pezzi che parlano di Pippo, Pluto, Topolino e così via, è molto più serio di quello che si potrebbe pensare, come dimostra il loro unico disco, un omonimo Ep registrato live allo Strike nel maggio 2025 e uscito poco dopo. Dove c'è in scaletta pure una loro hit: una cover super-adrenalinica di nientepopodimeno che "La Bamba". Così, a buffo.

E qui finiscono le presentazioni per un festival che a questo punto si preannuncia anche molto variegato. Ma il bello è che Pompeo e soci non si fermano mai, e infatti hanno già messo nel calendario un'altra serata a Roma prevista per il 9 aprile all'ARCI Magma con in line-up i Plague Bomb, gli inglesi Trading Hands (presentati coma "la novità più eclatante dell'affollata scena power violence albionica") e un ospite da scoprire. Però una cosa alla volta, e così per ora pensiamo al Play Fast 2. Ma intanto beccatevi pure la locandina del concerto di cui sopra!

Article and photos by Flavio Er Coppola (ma la foto degli Ostiense è di Jimmy Tool)

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