giovedì 5 marzo 2026

Demonic Rage - "Desecration Rites" (La Maria del Tajo Promusica, 2020; Nihilistic Holocaust, 2025)

Una volta su queste paginette si parlava spesso e volentieri di metal estremo cileno, che per qualche tempo ha rappresentato una delle mie scene mondiali preferite. E così ecco che hanno trovato qui tanto spazio gruppi come Siaskel, Perversor, Dekapited, Samot, Profound Grave, Occult Pantheon, Totten Korps, Black Ceremonial Kult e tanti altri, recensiti anche su webzine diverse da Timpani allo Spiedo. Una di queste è HeavyMetalWebzine, dove ho parlicchiato, fra gli altri, dei Demonic Rage, dei quali recensii con un certo entusiasmo il primo e finora unico album, uscito nel 2013, "Venomous Wine from Putrid Bodies", ma il bello è che fino all'altro ieri non mi ricordavo di averlo recensito. Ciò che però è ancor più bello è che i Demonic Rage, a sorpresa, sono tornati fra i miei ascolti praticamente grazie a Gabriel, boss della francese Nihilistic Holocaust, label ma anche webzine dichiaratamente antifascista che per questo non disdegna di pubblicare pure roba grindcore (tipo i finlandesi Kouristus, che vi raccomando). Costui infatti mi ha chiesto di scrivere 4 righe su "Desecration Rites", un EP dei Demonic Rage originariamente sfornato in cassetta nel 2020 dalla loro compatriota La Maria del Tajo Promusica ma poi ristampato l'anno scorso, nel mese di novembre, in CD proprio dalla sua etichetta. Così, convinto della bontà del materiale, ho pensato bene di scrivere qualcosa di nuovo su questo terzetto nato nel 2001 la cui storia, prima e dopo il suddetto album, è letteralmente costellata di demo, split e uscite minori varie. Come l'underground metal più estremo comanda.

Ora, se la prima versione dell'EP conteneva, forse per allungare la brodaglia, pure parte di un altro EP, cioè "Consumed in Ultimate Sacrilege" del 2016, la nuova comprende invece 2 canzoni registrate nel giugno 2025 in sala prove. La sostanza però rimane sempre quella: un death metal grezzo e oscuro alla Incantation/Immolation con sezioni tendenti non poche volte a un doom pestilenziale, alternate però con altre a dir poco furiose in blast beat. A testimonianza di ciò soprattutto le prime 2 canzoni, con quella che apre il disco, "Condemned Resurrection", che spicca per essere di sicuro anche la più violenta del lotto. Al contrario, il doom si palesa specialmente nella curiosa "Sentenced to Suffer in Blood", una sorta di maledizione "cantata", nonostante il titolo, in spagnolo, anche se il suo testo è parecchio ripetitivo e, per giunta, strutturalmente tale canzone è un po' troppo statica e non porta a nessun climax degno di nota. Ancora più diversa è "Intense Infanticide", che della scaletta non solo è quella più dinamica ma anche quella più vicina ai dettami del death metal più tradizionale, il che è pure ovvio visto che non si tratta altro che di una cover di un classico degli Headhunter DC, storica band brasiliana attiva dalla fine degli anni '80. Ma, a differenza degli altri pezzi dell'EP, tutti incisi nel giugno 2020, la cover è stata registrata sotto forma di quartetto con una line-up totalmente differente, a eccezione del polistrumentista Abhorer, leader e fondatore della band in quest'occasione alla batteria come nei primi tempi dei Demonic Rage.

Fanno ancora più razza a sé, naturalmente, le 2 tracce eseguite in sala prove con la stessa formazione di buona parte di "Desecration Rites", ossia quella con Alejandro Delgado alla voce, Matías Torres alla chitarra e il buon Abhorer a occuparsi non solo della batteria, non solo del basso ma pure lui della guitarra. Entrambi i pezzi sono molto diversi l'uno dall'altro: se infatti "Submission by Sacred Heresy" ha un approccio più diretto e spietato visti anche i suoi quasi 2 minuti di durata, "Desecrating the Holy Divinity" è un vero tour de force di ben 8 minuti e mezzo circa, il quale dimostra sia le buone qualità compositive che il coraggio posseduti dai Demonic Rage, che fin dall'inizio della loro carriera non hanno mai avuto paura di districarsi in episodi più articolati pur non facendo chissà che cosa di tecnico, quindi comunque non aspettatevi impennate virtuosistiche alla Morbid Angel. Peccato però che queste 2 aggiunte non siano esattamente indispensabili, sia perché sono state pubblicate già nel primissimo demo dei nostri, uscito ormai addirittura nel 2004, sia perché la resa sonora lascia un po' a desiderare. Perlomeno fanno capire che i Demonic Rage sono ancora vivi e lottano insieme a noi.

Detto ciò, figa l'iniziativa della Nihilistic Holocaust, che ha tirato fuori per il mercato europeo quello che, a tutti gli effetti, è finora l'ultimo vero disco dei Demonic Rage, che infatti non pubblicano qualcosa di nuovo proprio da "Desecration Rites". Quindi spero che questa ristampa li risvegli un po' dal loro stato catatonico, inducendoli a far uscire qualcosa di inedito. Perché, ecco, va bene l'attitudine underground ma così pure basta, eh! (Flavio Er Coppola)

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