martedì 24 marzo 2026

Bazooka+Cranial Torment+Void ov Existence+Necroblast (14 marzo 2026 @ Pank Rabbit)

Il 14 marzo ci sono stati a Roma e dintorni almeno 2 concerti fighi: quello all'Intifada coi Failed a presentare il loro tanto atteso album di debutto "Relight the Fire"; e quello al Pank Rabbit di Frascati all'insegna della brutalità più spinta grazie specialmente a 2 gruppi grind quali i Bazooka e i molisani Necroblast. Indovinate a quale serata sono andato? In realtà già ho anticipato settimane fa la risposta attraverso lo speciale sul Play Fast 2 ma comunque io e la mia ragazza non abbiamo avuto dubbi fin dal principio: invece di andare a una classica serata hardcore con gruppi già visti e rivisti fino all'ultimo osso rotto quali i No More Lies, i Rake-Off e i Frustrated con in più gli Hematoma, abbiamo preferito di gran lunga spaccarci i timpani con l'altro concerto, non solo grind ma pieno di band mai viste prima, fra cui 2 romane dal taglio più deathcore come i Void ov Existence e i Cranial Torment. E così abbiamo avuto pure la scusa di conoscere da vicino una realtà aperta da 2 anni come il Pank Rabbit, locale un po' chicchettoso con la birra media a 8 € e i cocktail fino a 12 ma vabbè, non lamentiamoci anche perché l'ingresso era onesto a 5 euri. E, soprattutto, la serata è stata bellissima!

Ora, il concerto è stato messo su dal Castelli Core, un collettivo dalle mille iniziative che ha la sua casa praticamente al Pank Rabbit e che in quest'occasione ha inaugurato le serate "Bone Breaker", cioè quelle dedicate espressamente "alle forme più brutali del metal" (e aggiungerei anche dell'hardcore). E, in effetti, già il primo gruppo in cartellone ha mostrato picchi veramente estremi di violenza. Stiamo parlando dei devastanti Necroblast, alfieri di un grindcore nevrotico, nichilista e rancoroso palesemente influenzato dai Cripple Bastards, di cui proprio alla fine hanno coverizzato l'immensa "Misantropo a senso unico", interpretandola con un odio assurdo e tangibile. Nati, se non sbaglio, agli inizi dell'anno scorso quando si divertivano a rifare pezzi degli amati/odiati Anal Cunt, i Necroblast mi hanno gasato un botto, e questo anche grazie sia alla prestazione animalesca e allucinata del cantante degna veramente di Giulio the Bastard, sia a delle sfuriate praticamente noisegrind presenti qui e là, con il chitarrista intento a violentare il proprio strumento. Particolarissima poi la formazione: si tratta infatti di un duo senza basso, con il cantante occupato nel doppio ruolo di batterista, cosa non facile già di per sé, e figuriamoci quindi nel grind! In ogni caso, i Necroblast sono stati una mega-sorpresa per me e hanno cominciato il concerto nel migliore dei modi. Peccato che non abbiano ancora registrato alcunché ma, per dirla con il cantante, "non abbiamo soldi", e di sicuro questa è una ragione in più per andarli a vedere live.

Dopo i Necroblast, io ed Elisa siamo usciti dal locale per stare un po' fuori e berci le nostre birre (ma quelle piccole a 5 €, eh!), anche perché poco interessati alla parte deathcore della serata. Questo genere infatti personalmente non mi fa impazzire sia per i troppi breakdown "grattugiati", sia per la troppa pulizia del suono che edulcora un po' tutto ma ciò non significa che i gruppi deathcore di questo concerto non abbiano qualche punto di interesse.

Per esempio, i Void ov Existence li avremo visti soltanto alla fine, cioè di base nei loro ultimi 2 pezzi se non ricordo male, ma hanno una maniera per certi versi curiosa di concepire il deathcore. Lo mischiano infatti con oscure sezioni black metal e, soprattutto, con le tastiere, e non a caso amano classificare la propria musica come "Symphonic Deathcore", e questa è una definizione più che azzeccata. Attenzione però che non hanno nessun tastierista nel proprio organico, visto che le tastiere le mettono su con le basi. Però, sinceramente, è stato bellissimo quando, alla fine del loro concerto, è stata tolta la spina dal computer. E sapete perché? Perché così si è creato, senza volerlo, un assordante e indimenticabile momento harsh noise che a noi fanatici del rumore e del grind è piaciuto un botto ahah! A parte gli scherzi, la band è letteralmente di nuovissimo conio essendosi formata addirittura a inizio anno ed è già in giro a far concerti, con il primo che si è svolto proprio nella serata di cui sto parlando. In più, questi 4 giovanotti hanno già prodotto qualcosina, cioè 2 singoli chiamati "Purest Form" e "Vestige" (che ha una copertina bella inquietante), entrambi ascoltabili su YouTube. Insomma, non mi piacerà tantissimo la loro musica ma si stanno dando da fare ed è giusto che sia così, e infatti adesso si stanno preparando per il 9 maggio per suonare al Traffic di supporto ai praghesi Abbie Falls... che fino a qualche minuto fa non sapevo nemmeno chi fossero!

Molto più tradizionalmente deathcore i Cranial Torment, che abbiamo seguito un po' di più anche forse per il nome fighissimo che si portano appresso e che mi ha fatto subito tornare alla mente l'omonimo gruppo death metal aostano dei primissimi anni '90. Ebbene, questi Cranial Torment si autodefiniscono "Slamming Deathcore" e, in effetti, "slammano" parecchio e hanno delle influenze brutal molto marcate, anche grazie al cantante, alcune volte alle prese coi pig squeal. Ora, non so se i tanti giovani in mezzo al pubblico si siano mossi durante i Void ov Existence dato che questi li ho visti praticamente solo alla fine ma ho notato finalmente un po' di movimento proprio durante i Cranial Torment. Con loro infatti c'è stato un pogo pure bello violento e all'"ammericana", compreso quindi di mosse kung-fu che manco Bruce Lee ma, per fortuna, niente crowdkilling che la trovo una pratica veramente idiota. In sostanza, i Cranial Torment sono la band che ha attirato più gente, e sono pure quella con la storia più bislacca. In sintesi, sono nati nel 2019 con il nome di Degloving come un collettivo un po' statunitense e un po' romano ma, dopo aver realizzato l'EP "Blood Dome" per la russa Vile Tapes Records, sono diventati un'entità completamente romana proprio in questi ultimi anni. Peccato però che non facciano uscire qualcosa di nuovo esattamente da quel disco ma credo che quel momento arriverà presto.

Finito il deathcore, si è tornati al rumore che amiamo di più: il grind! Infatti ecco finalmente sul palco i Bazooka, che sono parte del LatinaHC, un collettivo così carino che si preoccupa sempre di promuovere le iniziative altrui nella propria pagina Instagram. Avviso che loro sono stati il gruppo che aspettavo con più concitazione e devo dire che non mi hanno deluso per niente e, anzi, sono andati oltre ogni mia più rosea aspettativa. Hanno iniziato il loro set tranquilli, con un'intro lenta tanto per acclimatarci un po'. Ma poi, dopo che il simpaticissimo cantante ha detto qualcosa tipo "Siete pronti per il corso di salsa e merengue?", i Bazooka hanno cominciato a spararci senza pietà il loro grindcore vecchia maniera, così come dev'essere, senza tecnicismi, senza stronzate moderne, senza voci pulite, secondo uno stile che richiama un botto gruppi come i Napalm Death, i Terrorizer e i Repulsion. Hanno suonato ovviamente il loro demo del 2024 e altri pezzi per una buona mezzora almeno, e con un'intensità tale e una velocità a tratti così mostruosa ed esagerata che il locale pareva che dovesse collassare a momenti su se stesso. Bravissimo a dare questa sensazione il batterista, che quasi subito si è tolto la bella maglia dei Nails, come per dare un segnale che da lì ci avrebbe dato dentro come un folle, e così effettivamente è stato! Bravissimo poi il frontman a coinvolgere quelli del pubblico in prima fila, che ogni tanto li ha fatti urlare al microfono dandolo pure a uno di loro, invitandolo inoltre direttamente sul palco. Non nascondo poi che ha avvicinato anche a me il mic ma alla fine del concerto quando ho voluto richiedere un bis con un sobrio "'N'ANTRA, PORCODIO!", e così via a un bis eccezionale! Unica nota stonata: quei giovani in preda alle convulsioni durante i Cranial Torment non si sono palesati durante i Bazooka ma poco male, un po' di pogo c'è stato comunque, seppur più leggero. Ma, soprattutto, mi sono così letteralmente innamorato dei Bazooka che io ed Elisa abbiamo abbracciato il cantante, indi per cui non vediamo l'ora di goderceli al Play Fast. E anche, perché no, a Pasqua quando suoneranno il 5 aprile insieme ai tedeschi Whos Next in quel concerto messo su da Enrico de I Germi (locandina qui sotto).

In poche parole, non me ne vogliano le altre band ma sia i Necroblast che, soprattutto, i Bazooka sono diventati dei miei protetti, e dico "soprattutto" perché questi ultimi, come già sottolineato, posso vederli un po' di più. Però grazie ai Necroblast dalla ridente Venafro ho scoperto non solo che il Molise esiste sul serio ma nasconde al suo interno anche gruppi fighissimi. E pensare che prima di questo concerto credevo fossero di Latina pure loro! Insomma, bella questa mini-anticipazione del Play Fast durante la quale io ed Elisa abbiamo preso uno sticker a testa dei Bazooka, e quindi, cari miei, ci becchiamo fra 4 giorni allo Spartaco. Possibilmente in mezzo al pit. E ricordatevi che il "grind è amore".

Live report and photos by Flavio Er Coppola, a parte la foto ai Cranial Torment by Elisa.

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