Ad attendervi subito al varco trovate i Diserta!, che negli ultimissimi mesi non sono stati con le mani in tasca perché hanno rilasciato ben 2 produzioni: un curioso split con i Tuktu & the Belugas Quartet e un nuovo EP, il terzo della serie. Per chi non li conoscesse, si tratta di un trio alle prese con quello che potrebbe essere definito doomjazz, ossia una sorta di doom jazzato e strumentale senza chitarra ma con slanci noise e con il sassofono a dominare la scena, in un sound ricollegabile in qualche modo a quello degli Zu. Ma per la loro canzone "VII: Ombre su Spinaceto (Interludio)", praticamente ispirata all'omonimo quartiere capitolino, hanno scelto di scompaginare un po' le carte in tavola ospitando sia alla voce che ai sintetizzatori Antima, la cantante/chitarrista dei Fosso della Carogna, in tiro con le sue urla angoscianti e spettrali, aggiungendo così qualcosa di inedito al sound dei nostri. Ma molto bello l'inizio del pezzo, con un sax dai toni notturni e lounge che presto scollinano nel più caustico free jazz appena il discorso si fa più nevrotico. E devo dire che in questo modo il pezzo è talmente movimentato che i suoi quasi 7 minuti passano in fretta.
Ma passano decisamente meno in fretta i 10 minuti de "Gli occhi vitrei della notte", il pesantissimo, soffocante, ipnotico pezzo dei Fosso della Carogna in realtà già pubblicato nel loro primo lavoro, il demo in CD-r/cassetta del 2024 "Swamp Rehearsal 24" ma riregistrato per l'occasione con qualcosa di diverso, come si vedrà fra poco. Ora, questo è un terzetto da Fermo che ama scartavetrare i timpani dei propri ascoltatori con quello che loro definiscono "Necropastoral sludge". Premettendo che ho una certa idiosincrasia con tutto ciò che è "necro", tale definizione pittoresca si risolve qui in una nenia ultra-bradipica e ultra-opprimente resa particolarmente distintiva dagli inserti al sax di telodamare, il sassofonista dal macciocapatondiano nomignolo dei Diserta!, riuscendo così a rendere un pochino più arioso questo brano dei Fosso della Carogna. Ma giusto "un pochino", eh!
Peccato non avere a portata di mano il testo del pezzo dei Diserta! ma non credo proprio che racconti cose simpatiche. Sicuro è che il pezzo dei Fosso della Carogna è terrificante anche per via del testo, tutto incentrato in sole 8 righe su un abisso che praticamente inghiotte il protagonista attraverso uno specchio. Ma, passando a cose più allegre, mi piace un botto il fatto che entrambe le band si siano prestate a vicenda un proprio membro, riuscendo così a instillare nel sound dell'una qualche caratteristica dell'altra, per una collaborazione piuttosto peculiare e fantasiosa. Però è una collaborazione che è continuata nel frattempo anche in vari modi, tipo condividendo lo stesso palco nella stessa serata. Proprio questo è successo un mesetto fa, il 30 aprile, quando i Diserta! hanno praticamente fatto visita ai Fosso della Carogna suonando, insieme ai Sandstrikers, al CSA Officina Trenino di Porto San Giorgio, in provincia di Fermo. Ecco, arriverà il giorno in cui i Diserta! porteranno qui a Roma i Fosso della Carogna? Non si sa ma, intanto, facciamoci inghiottire dai folli 17 minuti di questo split! (Flavio Er Coppola)

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