In effetti, il concerto del Defrag è stato molto particolare. Chiamato "Slowly We Grind" facendo il verso a "Slowly We Rot" degli Obituary, ha visto una line-up con 3 gruppi, di cui 2, cioè i Doomraiser e i portoghesi Soul of Anubis, essenzialmente doom ma con i Buffalo Grillz in mezzo totalmente ad cazzum. In pratica, un cartellone per me e per noi 2 non solo un po' senza senso ma pure troppo virato verso il doom, genere che entrambi aborriamo quasi come la peste essendo noi dei mega-appassionati del grind e di tutto ciò che è "più veloce", e quindi i Buffalo Grillz sono stati l'unico buon motivo per andarci, anche perché non li avevo mai visti prima di questo concerto. E perciò non ci ha fermato nemmeno l'ingresso a ben 12 €, un pochino troppo essendo noi abituati alle situazioni punk a 5 € dove ti vedi anche 3.000 gruppi, fra cui qualcuno pure di livello internazionale. Ma, in fin dei conti, che cosa aspettarsi da una situazione metal se non, per esempio, prezzi altini?
Detta tutta questa manfrina, il concerto è cominciato con i Soul of Anubis, un duo voce/chitarra e batteria in quei giorni in tour per promuovere il loro terzo album "Ritual". Di loro però posso dire pochissimo perché siamo arrivati quasi alla fine della loro esibizione ma, da quel poco che ho sentito, fanno sludge, che preferisco un pochino di più rispetto al doom classico essendo più aggressivo e pure più imparentato con l'hardcore ma poco cambia, sempre di roba lenta si tratta e quindi non mi fa impazzire.
Mi hanno fatto invece impazzire i Buffalo Grillz, che sono tornati a suonare proprio per questo concerto, per il quale si sono presentati con una formazione per metà rinnovata, con, se non erro, Cinghio alla chitarra ed Enrico alla voce a costituire il fulcro originale della band. Si sono esibiti per una mezzoretta circa, durante la quale hanno eseguito pezzi da tutti e 3 i loro album, compreso "Manzo Criminale", qui recensito ormai taaaaanti anni fa, di cui hanno suonato roba come "Forrest Grind" e la spassosa "La canzone del sale", sorta di cover de "La canzone del sole" di Lucio Battisti mezza cantata da Enrico con il naso letteralmente attappato. Divertentissimo e peculiare il suo modo di esibirsi, fatto di corsette sul posto, strani gesti, maschere giapponesi indossate per canzoni ben specifiche, e momenti in cui mima, per esempio, di stare alla guida di una macchina, seppur sapessi già delle sue trovate live avendolo visto all'opera con i suoi Undertakers. Fantastico poi il batterista, di cui mi sono praticamente innamorato grazie alla sua capacità di essere una mitraglia umana combinata a un'ottima tecnica. Insomma, i Buffalo Grillz mi hanno talmente gasato che sono stato praticamente l'unico a richiedere loro, urlando, di fare un bis. E sapete come mi ha risposto Enrico? Con uno stanchissimo ma deciso "vaffanculo" ahah! A sua discolpa, mi pare che subito dopo, sempre direttamente dal palco, si sia scusato. A ogni modo, un bis non sarebbe stato affatto male, anche perché i Buffalo Grillz sono riusciti a tratti a scatenare folate di un discreto pogo, il che non è così scontato nelle situazioni metal. E poi cazzo, perché non suonare un bis in un'occasione speciale come una reunion dopo un po' di anni? Ma vabbè, così è stato e stigrancazzi!Finito di suonare comunque l'unico gruppo veramente interessante del concerto, sono saliti sul palco i Doomraiser, quintetto ultradoom sabbathiano già visto al Questa è Roma di 2 anni fa. Sì, sono bravi e sono praticamente prodotti dalla Time to Kill Records dello stesso Enrico, che sempre 2 anni fa ha fatto uscire il loro sesto album "Cold Grave Marble", solo che un conto è vederli in una situazione punk, e un altro è vederli in una situazione metal, il che per noi, non proprio dei patiti del doom, sarebbe equivalso a sorbirci qualcosa di altamente soporifero. E quindi, allibiti da troppo metal, troppo doom, troppo poco entusiasmo e "troppi" bis negati, siamo andati via letteralmente durante il secondo minuto del primo pezzo dei Doomraiser. Sì, sul serio. E così cos'abbiamo fatto? Siamo tornati al nostro habitat naturale, cioè in una situazione decisamente più nostra, decisamente più punk, ovverosia...
... al Communia. Siamo entrati lì verso mezzanotte senza pagare l'ingresso non essendoci più nessuno alla porta, come succede sempre nei cs appena superata una certa ora. Arrivati però così tardi, ci siamo persi naturalmente i primi 2 gruppi della serata, cioè i Diossina Boyz e gli Eternal City Noise.
In breve, carino ma niente di che il concerto al Defrag ma fighissimo quello al Communia. Nel primo però devo dire di aver finalmente conosciuto, proprio subito dopo lo show dei Buffalo Grillz, Michele della House of Nightmare insieme al suo amico Giorgio. Qualcos'altro da dire non ce l'ho più, e quindi non mi rimane che chiedervi di rimanere sintonizzati su queste paginette perché vi aspetta da leggere pure il live report sui Nerorgasmo. Perché sì, praticamente ha suonato la loro cover band ma è stato un concerto veramente spaccaossa. Soprattutto per chi è stato sopra e sotto il palco!
Live report and photos by Flavio Er Coppola
Video by Elisa





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