Per dire, la giornata nel Parco Modesto di Veglia, dove si è svolto il concerto, è iniziata in realtà alle 9.30 con il fiore al partigiano in Piazza delle Camelie, da cui poi è partito il corteo alle 10.30 che però abbiamo perso essendo arrivati al parco più o meno verso le 14. Poi, durante il concerto, fra un'esibizione e l'altra, sono stati numerosi gli interventi politici, spesso giustamente anche lunghi, fra cui quello del collettivo che solo una settimana prima aveva organizzato quella 2 giorni antimilitarista ad Anagni pubblicizzata quella volta al Magma dai yButteroy. Insomma, tanti e interessanti i contenuti extramusicali.
Parlando ora dei contenuti prettamente musicali, ho seguito prima di tutto i Pegs, già presenti nell'edizione dello scorso anno di questo fest dove, per il ludibrio del pubblico, topparono clamorosamente "Tempi nuovi" dei Nabat perché il cantante non si ricordava il testo, e così suonarono semplicemente la parte del coro per un tempo quasi infinito, riuscendo però a coinvolgere n'oi tutti. Stavolta non hanno provato a fare i Nabat ma hanno suonato per bene dall'inizio alla fine la bellissima "Sfoglio i miei giorni" dei Kina (ma, in fondo, esiste un pezzo dei Kina che non sia bellissimo?). Come ai Kina, della vena poetica non manca nemmeno ai Pegs, e lo hanno dimostrato per esempio con l'energica ma commovente "Oltre il Ponte", pezzo profondamente antifascista inserito, proprio come la cover, nell'ultimo album del gruppo, "Oscurità", uscito appena 2 mesi fa per la Margini Records. Da vedere anche il video che hanno fatto della canzone, girato l'anno scorso proprio al Quarticciolo (qui per guardarlo).Dopo di loro ci sono stati Gli Ultimi, che in realtà ho provato a seguire per i primi 30 secondi del concerto ma, non me ne vogliano loro, mi sono annoiato subito e così li abbiamo salutati senza tanti complimenti insieme a una mia amica, Virginia. Il fatto è che Gli Ultimi sono amatissimi da una parte della scena punk romana e odiatissimi dall'altra. E io appartengo proprio alla seconda "fazione" perché, sì, belli i testi, bella l'attitudine ma musicalmente li ho sempre trovati ripetitivi. E live mi hanno sempre incredibilmente annoiato a morte. Assurdo poi che ZeroCalcare "sponsorizzi" spesso gruppi non esattamente di mio gradimento. Proprio come loro o i Bull Brigade ma vabbè, fossero queste le cose serie di cui parlare...
Però basta blastare (con affetto) Gli Ultimi perché è ora di parlare dei 666, apparsi quasi subito dopo e che volevo assolutamente vedere. Praticamente sono i Plakkaggio in versione metalpunkoi! tribute band degli 883 e tanti sono i pezzi che hanno proposto tratti dal loro finora unico album "Perché in fondo lo squallore siamo noi", fra cui l'immortale "Chi ha ucciso l'Uomo Ragno", "Jolly Blue", la speed metallona "Sei un mito", "Cumuli" e la spensieratissima "Rotta x casa di Dio". Dovrebbero aver fatto pure una cover dei Sodom ma non ho identificato la canzone, però di sicuro hanno suonato "Scolpito nel granito" dei Plakkaggio, l'intro di "Number of the Beast" degli Iron Maiden e in "Cumuli" proprio la parte corale di "Tempi nuovi", che ha soddisfatto la nostra astinenza da Nabat. Nell'ultimo pezzo - non mi ricordo quale - hanno pure invitato a cantare Giancane, che però mi è decisamente calato poco prima che suonasse proprio dopo i 666, come spiegherò fra qualche riga. Felicissimo però di aver visto, dopo averli sempre mancati, i 666, e spero di rivederli al più presto, anche perché sono belli intensi e divertenti. Il che è facile se suoni nei Plakkaggio. Che, per inciso, sono usciti di recente con un nuovo album, "Cosmo", che devo ancora ascoltare.Ma ora è il momento di blastare (e sul serio, e non per stupide questioni musicali) Giancane che, ascoltato per la prima volta solo qualche giorno prima grazie alla mia Elisa, si è reso protagonista di un'uscita che non ci è piaciuta per niente. Fate conto che, durante la pausa per il cambio palco, la presentatrice ci ha informato giustamente, anche solo per solidarietà con altre situazioni contemporanee, di 2 brutte notizie avvenute proprio in quelle ore: la prima durante un corteo a Roma Sud che ha visto dei manifestanti finire in ospedale per un'aggressione (si è poi scoperto che l'aggressore non è stato altro che quell'idiota sionista della Brigata Ebraica che ha esploso dei colpi di pistola ad aria compressa a una coppia dell'ANPI); e la seconda proprio poco prima sotto palco, con una testa di cazzo che ha molestato una ragazza nel pit. Solo che Giancane a un certo punto ha farfugliato qualcosa dicendo che volesse suonare e che se si stesse parlando troppo. La presentatrice ha risposto a tono ma con educazione affermando di essersi accordata con lui per parlare di queste cose prima della sua esibizione, al che Giancane ha replicato cercando di fare il simpatico con queste parole: "io parlo di nefandezze, voi di cose serie". E così la presentatrice, finito il suo discorso, lo ha introdotto al pubblico con una roba tipo "ora spazio a Giancane e alle sue nefandezze" ma solo una metà degli astanti lo ha applaudito mentre l'altra è rimasta ovviamente di ghiaccio. Mi sa che Giancane non abbia proprio capito il senso del fest ma adesso capisco perché io non abbia mai ascoltato niente di suo fino a qualche giorno prima, e sta di fatto che dal 25 aprile sia io che Elisa abbiamo deciso di boicottarlo.
Non a caso, salutati Virginia ed Emanuele che sono stati con noi quasi fin dall'inizio, siamo andati via intorno alle 21 mentre stava suonando Giancane ma anche perché ormai la parte punk era finita. Così siamo partiti in direzione Velletri, dove vive Elisa. Arrivati lì, abbiamo finito di festeggiare al Dopolavoro Ferroviario, per tutti DLF, l'unico spazio praticamente alternativo di Velletri, dove in passato hanno suonato gruppi come Underball o yButteroy e dove recentemente ci è stato pure ZeroCalcare. Tanta presabbene pure qui, con tanta gente, tanti carciofi alla matticella tipici del luogo (che però abbiamo perso essendo arrivati troppo tardi anche qui) e musica dal vivo con vari gruppi e artisti che si sono esibiti dalla metà del pomeriggio, fra cui una specie di band stoner/sludge dal nome sconosciuto che stava suonando proprio al nostro arrivo. Saranno stati forse i Crewing Cats? Boooh, in ogni caso, eccovi una foto del gruppo che ho visto. Ed è così che è finito il 25 aprile, stando un po' al DLF. Ma quasi inutile dirlo, è stato un 25 aprile a dir poco bellissimo. In tanti sensi.Live report and photos by Flavio Er Coppola




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