venerdì 15 maggio 2026

House of Nightmare #1 (2026)


Bambine e bambini, oggi vi voglio raccontare una storiella. Un bel giorno, esattamente il 15 dicembre 2025, un certo Michele mi ha contattato tramite Instagram dicendomi di star leggendo il mio primissimo libro "Benvenuti all'Inferno!", e anche di essere interessato sia al mio secondo lavoro, "Più Veloce!", che alla fanzine cartacea di Timpani allo Spiedo. E con l'occasione mi ha detto pure di avere lui stesso una fanza, la House of Nightmare, e infatti mi ha contattato proprio attraverso la pagina Insta della sua prediletta creatura. E quindi gli ho risposto proponendogli di scambiarci le nostre rispettive fanze di persona, visto che entrambi viviamo a Roma e dintorni, e lui ha accettato prontamente. Solo che, per un motivo o per l'altro, ancora non ci siamo conosciuti dal vivo ma, almeno, qualche giorno fa ci siamo scambiati le fanze grazie a un suo amico, Giorgio, che per questo è venuto a trovarmi sotto casa. E così, finalmente, ora ho nella mia collezione quest'ottima fanza, il cui primo numero è uscito giusto l'anno scorso. Ma il bello è che questa non è soltanto una fanza ma anche qualcosa di più. Qualcosa come addirittura un'etichetta discografica.

Prima però, come al solito, qualche dettaglio tecnico. Trattasi di una fanza, scritta ovviamente in italiano, di 72 pagine in formato A4 con una bellissima copertina a colori disegnata a mano da Maria Chiara Franzi, che ha curato tutto l'aspetto grafico. Layout e impaginazione molto ordinati e puliti, per un look piuttosto asciutto e moderno, se vogliamo freddo, senza decorazioni particolari, solo sfondo bianco e caratteri neri ma con qualche foto a colori a vivacizzare un po' il tutto. Insomma, lo stile è molto vicino a quello di altre fanze contemporanee come la Unholy, con la differenza però che il buon Michele ha deciso di mettere su pure una label denominata, molto semplicemente, House of Nightmare Records. Prima release della stessa, la ristampa sia in CD che in cassetta di "Compendium Maleficarum", l'unico demo, datato 1995, dei baresi Necromion. E di questi, per non farsi mancare proprio niente, ha stampato pure una bella maglietta. In pratica, stiamo parlando di un vero lavorone, uscito tutto insieme, fanza compresa, nel luglio 2025, con gli articoli che si possono comprare ognuno separatamente dagli altri.

E adesso arriviamo al punto focale della fanza: le interviste. House of Nightmare infatti si basa sostanzialmente solo su di esse, per le quali sono state create 2 sezioni ben distinte: la prima sui gruppi e la seconda sulle etichette discografiche (e non solo, come si vedrà). 10 le band interpellate, tutte più o meno appartenenti alla scena black/death metal italiana degli anni '90. Fra di esse, proprio i Necromion, che prima non conoscevo affatto, e vale la stessa cosa per altri gruppi come, in ordine di apparizione, i sassaresi Calvary, i torinesi Nihili Locus, i termolesi Maleficarum, i molfettesi Tenebrae Oboriuntur e i Dawn of a Dark Age di Agnone, nel Molise, strana band black metal che usa addirittura il clarinetto ma in realtà anche l'unica eccezione essendosi formata nel 2014. Diverso il discorso per altre formazioni già ospitate su queste stesse paginette come i genovesi Detestor, i tarantini Funeral Oration (inclusi pure nel mio "Benvenuti all'Inferno!") e i baresi Cruentus mentre i Natron, conterranei di questi ultimi, sono forse il gruppo più di prestigio dell'intera combriccola.

Meno nutrita ma certamente non meno interessante la sezione delle label, tutte in verità nate dai primi anni 2000 in poi ma comunque ancorate a una concezione vecchia scuola del metal estremo sia dal punto di vista musicale che da quello attitudinale. 4 le etichette discografiche intervistate da Michele, fra cui la romana Despise the Sun Records di Andrea Cipolla dei Corpsefucking Art, da cui ogni tanto mi rifornisco di bella roba dai suoi banchetti durante le mie ormai sempre più rare scorribande a concerti metal; e la fiorentina Ripping Storm Records, dall'approccio più metalpunk perché gestita da Borys dei Barbarian (che da poco sono usciti con il nuovissimo album "Rock of God" per la portoghese Dying Victim Productions) ed ex-socio di Koppa nell'Agipunk. Da segnalare però anche le altre 2 etichette presenti: la bresciana Masked Dead Records di Matteo Antonelli, che porta avanti anche un progetto editoriale come la fanzine black metal Sulphur, con cui ristampa antiche gemme nascoste del genere; e la The Oath di Cassino che però, oltre a ristampare vecchio materiale, ha il "difettino" di non poco conto di produrre ogni tanto roba NSBM e simili (Graveland, Frangar...) che qua, come sapete, non è proprio la benvenuta. Chiude la rassegna un'altra eccezione, inserita fra le label, che conferma la regola: il Museo del Black Metal Italiano, noto canale YouTube bannato qualche mese fa per motivi stupidi (il solito algoritmo idiota...) ma di recente riattivato per fortuna in qualche modo.

Detto tutto ciò, le interviste sono molto esaurienti e scavano nel profondo, ripercorrendo per filo e per segno le storie delle band anche con dei ricordi personali di Michele riguardo, per esempio, vecchi concerti delle stesse a cui ha assistito, magari in posti come lo Stop Over di Giovinazzo, teatro negli anni '90 di numerose serate seminali che hanno visto come protagoniste bande come Natron, Opera IX e molte altre. Le domande, sempre puntuali, sono quindi molto personalizzate e si adattano ai vari interlocutori, trattando anche tematiche come il tape-trading, l'avvento del digitale, l'utilizzo preoccupante dell'IA anche nel fare musica, o le motivazioni psicologiche che spingono gli appassionati a comprare di più le ristampe dei dischi passati rispetto alle uscite nuove. Insomma, tanta tanta roba, e si vede che Michele si è impegnato un botto anche nel proporre interviste da cui trarre molti spunti d'interesse.

In breve, supporto totale a quest'iniziativa, nata da un super-appassionato di metal estremo che già alla tenera età di 13 anni scriveva per una vecchia fanza barese, la Pluvia Metalli, e che ben 30 anni dopo ha deciso di ridare sfogo alla sua vulcanica vena fanzinara creando questa House of Nightmare. Di cui è attualmente in lavorazione la seconda uscita, e da questa mi aspetto grandi cose. Però, a forza di leggere questa e altre zine (di recente mi è arrivata anche la serba Uncut Reality, tutta dedicata al rumore grindviolence), mi sta tornando sul serio la voglia di ripartire pure io con la fanza di Timpani allo Spiedo, di cui per ora mi sono rimaste solo che pochissime copie del secondo numero. Qualche ideuccia ce l'ho però chissà... (Flavio Er Coppola) 

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