Quando Pompeo di fama
Verano’s Dogs/Plague Bomb/
Go! Fest ha cominciato a diffondere la locandina di questo concerto organizzato da lui, quasi non ci potevo credere. Come i Milizia HC a Roma? Sul serio, uno dei miei gruppi preferiti nella mia città? Ma stiamo scherzando? No, non si stava scherzando, la cosa era molto seria. Aspettavo questo momento da tanto tempo, da quando nel 2008 scoprii per la prima volta i Milizia HC tramite
Punk4Free attraverso cui scaricai l’immenso “L’Inferno dell’uguaglianza”, il loro secondo album
qui recensito tempo fa. In realtà, ci andai vicino a vederli nel 2020 ma il loro concerto, previsto per i primi di marzo all'Ex-Snia, venne ovviamente annullato per motivi che oggi sanno anche i sassi. Ma stavolta no, nessuna pandemia, nessuna calamità naturale, niente di niente avrebbe rotto il cazzo. Perché sì, il concerto è stato fatto ed è stato emozionante. E ha visto alternarsi sul palco 3 band prima dei Milizia, ognuna col proprio stile, per una serata piuttosto varia metà hardcore e metà metal.
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Photo by xPositivityxEaterx |
I primi a esibirsi infatti sono stati un terzetto death metal di nome Conflict Within, al loro debutto dal vivo. Un set brevissimo per loro, visto che hanno suonato solo 3 canzoni + un bis praticamente richiesto da me, ma devo dire che mi hanno convinto un botto grazie a una mistura vecchia scuola fra la scuola svedese e quella americana, in uno stile comunque ancora ovviamente da definire fra i Grotesque e gli Autopsy. Ma è ovvio che mi sarebbero subito piaciuti dato che sono formati da facce note della scena hardcore capitolina: come al solito alla chitarra Giorgio dei 612 Comma 2 e degli Autodifesa Proletaria e al basso/voce Ragno dei Gasse e dei Paperinx mentre non esattamente identificato il batterista. Come fai a sbagliare con gente del genere?
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A seguire quei veterani dei
Whiskey & Funeral, che rivedo live dopo un
fracco di tempo. Pure loro in 3 e tutti a petto nudo. La loro musica? Sempre quella che propongono con convinzione da anni, ovvero una specie di death metal ad alto tasso tecnico e molto vario grazie anche a qualche inflessione black e thrash. E comunque quello che fa il batterista fa veramente paura!
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A questo punto però finisce la parte metal del concerto e inizia quella hardcore. Perché adesso è il turno dei Rogo, un quartetto che suona un accacì nero come la pece perfetto per chi si nutre di Nerorgasmo, Rudimentary Peni e di gruppi anche contemporanei come i milanesi Potere Negativo. Fra l’altro, a novembre sono usciti con il primo album, “In un mondo senza violenza”, che vorrei recensire in un futuro prossimo venturo anche per dei testi molto belli e per certi versi particolari perché parlano di diversità e di come ci si sente a essere immigrati in un Paese europeo.
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Da testi seri a testi seri, si passa finalmente a quelli dei Milizia HC che, inutile specificarlo, hanno spaccato veramente di brutto. Hanno suonato parecchi dei loro pezzi storici, e quindi molti dall’album suddetto. Ecco allora che ci siamo massacrati per bene al suono di “Avamposto di irrazionalità” (sempre più purtroppo attuale il suo testo, incentrato sulla questione palestinese), “Moda e opinione”, “Costanza”, “La mia strada”, la controversa “Amami” (che parla di amore tossico in termini anche belli forti), “Brucia” (assolutamente la mia preferita ma incredibilmente l’hanno suonata per prima), e altre canzoni tratte pure dal loro ultimo disco, il più che mai brutale “Arrendersi non è un’opzione”. A sorpresa hanno concluso le ostilità con una cover di “Raining Blood” degli
Slayer, mettendo così d’accordo i metallari e i punk presenti in sala, ma in quel momento stavo in fondo all’Init a fianco di un mio amico preso in pieno a un sopracciglio da una gomitata data per sbaglio durante il pogo.
Perché sì, il pogo c’è stato, un po’ timidamente prima dei Milizia ma soprattutto con loro, anche se non è stato così violento né partecipato, se non a metà set, visto il poco pubblico ma peccato perché me ne aspettavo decisamente di più.
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Se è per questo mi aspettavo anche di veder suonare i Milizia HC in un posto occupato, a loro molto più congeniale, piuttosto che all’Init. Ma ormai non importa comunque neanche questo dettaglio perché finalmente ho coronato il mio sogno di vederli live per la mia prima volta. E, alla fine del concerto, preso da manie di shopping, ho comprato un po’ di cose del gruppo, cioè la maglia e naturalmente il cd de “L’Inferno dell’uguaglianza”, cosa in realtà già preventivata settimane prima. Inutile dire altro che ormai ho perso le parole.
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Live report by Flavio aka xPositivityxEaterx aka Er Coppola.
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