Praticamente un mesetto fa la colombiana La Caverna Records è tornata dopo un fracco di tempo su queste pagine, e quindi oggi, semplicemente, vi propongo questa seconda (e ultima) puntata dedicata a questa etichetta specializzata in ristampe di tesori metal estremi più o meno nascosti del passato. Più nello specifico, stavolta si parla di tutta la roba che ha fatto uscire lo scorso novembre. O meglio, "tutta" non proprio perché in questo articolo non ho incluso il nuovo album (e quindi non una ristampa) dei colombiani Cóndor, ossia "Aurë entuluva", e questo per 2 motivi: il primo riguarda sicuramente la sfera musicale, visto che il loro death/doom metal epico con influenze heavy l'ho trovato abbastanza palloso; e il secondo riguarda invece la sfera tematica, che mi è sembrata un pochino reazionaria e non credo che sia un caso che La Caverna consigli questo gruppo ai fan di quelle merde nazi degli Arghoslent, e questo paragone non è che mi abbia fatto impazzire. Mi hanno fatto però impazzire parecchio alcuni dei demo ristampati. Andiamo quindi a scoprirli!
SUPURATION - "SULTRY OBSESSION" (Autoprodotto, 1990)
Dei francesi Supuration ne ho sentito parlare per la prima volta taaaanti anni fa, cioè nel 2004 sul numero di febbraio della compianta
Grind Zone, al tempo l'unica rivista italiana specializzata nel metal estremo che si poteva trovare in edicola. E proprio sfogliando quel numero mi imbattei nella recensione del secondo album dei Supuration, "Incubation", salutato con toni entusiastici come un disco death metal innovativo e futuristico, oltretutto strampalato già dalla copertina che potete ammirare
qui. Ma devo dire che erano sufficientemente strampalati già agli inizi della loro infinita carriera, che continua tuttora. A testimoniarlo subito il loro primissimo demo, "Sultry Obsession", pubblicato nel 1990 ovviamente in cassetta e poi ristampato perfino in CD dal gruppo stesso che ne fece qualche mese dopo una versione in formato EP che, forte di una copertina sicuramente più bella rispetto a quella del demo, venne impreziosita anche dall'aggiunta di una breve intro acustica chiamata "Hyperthropia". Esattamente questa edizione è stata ristampata da La Caverna, che così facendo ha fatto riemergere in superficie dei giovanissimi Supuration alle prese con un death metal certamente più tradizionale rispetto a quello venuto in seguito, molto americano, parecchio tecnico e dinamico oltreché ben equilibrato fra le parti più violente anche in blast beat e quelle più lente e doom. A condire poi questa formula piuttosto classica non solo il growl estremamente profondo ed espressivo di Ludovic Foez ma anche i suoi testi, spesso dei mini-racconti horror belli suggestivi, come quello ambientato in alto mare della strutturatissima "Reveries of a Bloated Cadaver". Ma fin qui che c'è di "strampalato"? Niente ma ancora non vi ho detto nulla! Perché a mano a mano vengono a galla delle piccole sezioni non solo con la chitarra acustica ma anche con delle tastiere capaci di dare un tocco dark al tutto. Il death metal dei Supuration si fa così pure abbastanza atmosferico ma devo illuminarvi ancora sulla cosa più particolare: le stranianti e glaciali voci pulite che affiorano qui e là e che tanto possono ricordare i Cynic. Ecco quindi il seme del death metal personalissimo dei Supuration, ovvero questo lavoro composto da 3 canzoni (+ intro, come già scritto), la prima creatura di un gruppo formato praticamente da sempre dalle stesse persone quali i fratelli, entrambi chitarristi/bassisti, Ludovic e Fabrice Loez, e il batterista Thierry Berger. Ce ne fossero di più di queste band ultra-granitiche nell'underground sempre scosso da stravolgimenti di line-up!
PSY-WAR - "FROM DEEP DEPRESIONS TO THE BORDERS OF SUICIDE" (Sony Music, 1992)
E dopo i cubani
Sectarium, di cui vi ho parlato nella prima puntata, ritorniamo adesso in America Centrale, e precisamente nei bassifondi più malsani di San José, capitale della Costa Rica. Perché proprio qui si formarono gli Psy-War, un trio di depravati nato nel 1988 come una formazione noisecore che, fondata dal cantante/bassista Psychoneurotic, più avanti è approdata a un death/grind rozzo e malatissimo. Ed è proprio quello che si ascolta nella loro ultima democassetta, "From Deep Depresions to the Borders of Suicide", pubblicata nel 1992 addirittura dalla sezione centroamericana della Sony Music (eh, così pare, poi boooh). Al suo interno 11 tracce, fra cui l'intro acustica "Psychosomatic Disturbs", che dopo un minuto si fa abbastanza inquietante per l'entrata in scena di Psychoneurotic, il quale comincia a eruttare dei vocalizzi belli psicopatici che ben si adattano ai peculiari temi lirici affrontati a fondo a partire dal primo vero pezzo del demo, "Esquizoid Personality". Perché qui non si parla di politica, non si parla nemmeno di sangue e budella ma, piuttosto, si parla di vari stati mentali patologici, andando così dalla schizofrenia alla depressione anche in modi parecchio disturbanti tanto da toccare perfino l'incesto e il parricidio ("Grande Histeria"). Il cantato è quindi particolarmente violento e a volte veramente incontrollato, pieno di urla straziate che farebbero impallidire anche il soggetto de "L'urlo" di Edvard Munch, esposto in una copertina capace di sintetizzare alla grande il verbo degli Psy-War. E musicalmente questo verbo non è da meno perché è intensissimo, nonostante una produzione non esattamente brillante che va a inficiare parecchio la batteria, un po' debole e non proprio in primo piano. Eppure, gli Psy-War vincono e convincono comunque grazie a una foga assurda espressa in canzoni come la furibonda "Skinner Box", dall'approccio molto alla Repulsion dove blast beat si alternano continuamente a dei tupa-tupa thrashoni; o come l'isterica e caotica semi-strumentale di soli 51 secondi "Sex with God", strutturata intorno a uno schema superlento/superveloce. Non manca poi una certa varietà che porta anche alla costruzione di brani un po' più dinamici e complicati (sempre però a fronte di doti tecniche lontane certamente dall'essere irreprensibili) come "Inner Brain Warfare", che dura ben 3 minuti e mezzo impreziositi addirittura dall'unico assolo di chitarra presente nel demo. Viene quindi a formarsi un lavoro death/grind a dir poco affascinante, sì spietatissimo ma anche folle come pochi, e mediando il tutto con quella sensibilità terzomondista che riesce a rendere ancor più sozzo e psicotico l'intero discorso. Peccato allora che gli Psy-War si siano sciolti proprio nel 1992 senz'altro colpo ferire. E senza che i loro componenti partorissero qualcos'altro dopo la fine della band. Fa eccezione il solo batterista, Psychosurgeon, attivo fino a qualche anno fa nei Repulsive Death. Che, per inciso, consiglio di ascoltare senza se e senza ma.
DECIMATION - "BETWEEN 2 WORLDS" (Autoprodotto, 1992)

Un altro gruppo promettente morto nel 1992 sono i qui presenti Decimation, quartetto di breve corso proveniente da Kenosha, Wisconsin, autore, dopo 2 anni di esistenza, di un'unica demotape chiamata "Between 2 Worlds". Al tempo stampata in sole 50 copie, nei suoi 5 pezzi per 22 minuti viene espresso un death metal non esattamente puro. E nemmeno così violento, nonostante il nome possa suggerire il contrario. Ci troviamo infatti di fronte a un death dai frequenti sprazzi thrash, a tratti melodico, e piuttosto carico di tempi medi pieni di groove, ricordando così una sorta di via di mezzo fra i primi Messiah, i Cianide (senza però le venature crust) e i Deicide. Ciò però non significa che i Decimation non sapessero menare perché eccome se lo sapevano fare, anche con dei blast beat, come già si nota nella canzone d'apertura "Subliminal Adaption", dove c'è di tutto, compresa sia un'intro mezza melodica che delle parti acustiche. Ma subito di seguito viene "Two of Us", pezzo dal titolo curioso (purtroppo però non posso parlare dei testi non essendone in possesso) che rappresenta di sicuro quello meno veloce e spietato di tutto il lotto, pur essendo comunque piuttosto vivace e dinamico anche grazie a qualche assolo qui e là. Più avanti invece si trova "Pillars of Decay", che aumenta la buona varietà del demo grazie, per esempio, a un'intro acustica con tanto di voce pulita parlante prima che il cantante/chitarrista Steve Crane ricominci a sparare il suo classico growl di bentoniana memoria. Segnalo poi che proprio questi 2 brani sono quelli più lunghi del lotto visto che si attestano entrambi sui 5 minuti e 40 circa, segno che i Decimation non avessero paura di inoltrarsi in composizioni abbastanza articolate e impegnative, senza però sconfinare in territori veramente tecnici. E ci tenevano anche alla produzione, visto che quella di "Between 2 Worlds" è molto buona e con tutti gli strumenti al proprio posto. Eppure, Crane e soci (ovvero Tom Corso chitarra/voce, Dave Ross basso e Neil Vranak batteria), diedero forfait praticamente subito dopo questo demo. E poco altro avrebbero fatto i singoli componenti dopo lo scioglimento dei Decimation, visto che soltanto Steve Crane sembra aver continuato una carriera nel metal estremo fondando l'anno dopo i Dusk, gruppo tuttora attivo dall'approccio più sul death/doom. Meglio che niente. (Flavio Er Coppola)
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