martedì 17 febbraio 2026

Speed in Spartaco vol. 4 (7 febbraio 2026 @ CSOA Spartaco)


Il 20 dicembre 2025 ho rosicato un botto. Perché? Perché causa lavoro non ho potuto presenziare allo Speed in Spartaco 3, in realtà sponsorizzato come il 50esimo compleanno di Capò dei Neid, che suonarono accompagnati da gruppi della madonna uno più figo dell'altro quali CGB di Imperia, i fiorentini Carlos Dunga, i yButteroy e gli ebolitani One Day in Fukushima, che spesso e volentieri fanno tappa qui a Roma per le serate organizzate da Pompeo e co. Quindi sì, ho saltato ignominiosamente questo concertazzo maaaa... ma il 7 febbraio ho rimediato a questa cosa presenziando invece allo Speed in Spartaco 4, che è stato fighissimo, anche perché è stata una serata mezza barese con gruppi belli violenti come i crustoni Horrid Human Condition, che ho conosciuto proprio in tale occasione, e gli Antidigos, che non vedevo in azione perfino dal Questa è Roma 2019. 

Ma a far partire le ostilità non ci hanno pensato gli ospiti, bensì gli eroi locali The Cheapheads, che ci hanno allietato con il loro ormai classico hardcore californiano anni '90, sì melodico ma intensissimo, con un Teschio sempre in gran spolvero e un clima di festa già piuttosto evidente, come di solito avviene ai loro concerti. E comunque la loro autocelebrativa "The Cheapheads" è una canzone innodica che fa sempre gasare un botto. Nota di colore è stato un ragazzetto con il colbacco che, alla fine del loro concerto, ha preso possesso del microfono per fare un discorso politico che in realtà non mi ricordo su cosa verteva (forse sulla Palestina?) ma di certo la sua piccola intrusione è stata ben accolta dal pubblico.

Decisamente meno festaioli gli Horrid Human Condition, 4 ragazzoni provenienti da Monopoli, in provincia di Bari, che proprio l'anno scorso hanno debuttato con un album con i controcazzi come "Perpetual Imbalance", fra l'altro uscito sotto l'egida della Time to Kill Records. Con loro i toni si sono parecchio estremizzati grazie a un crust tinto di grind che mi ha ricordato parecchio i primi Extreme Noise Terror. Bella la varietà della loro setlist, visto che sono passati in tutta tranquillità da brevi rasoiate in blast beat a lente e agonizzanti nenie apocalittiche. Quasi inutile specificare quindi che ho cominciato a pogare proprio con loro, facendo anche una delle mie surfate ormai obbligatorie, con il cantante che si confondeva con il pubblico essendo stato più che altro sotto il palco a sgolarsi come un dannato.

Finito il loro concerto, sono uscito fuori e, mentre stavo bevendo una birra in dolcissima compagnia, mi si presentano 2 ragazzetti, fra cui anche quello con il colbacco di cui prima. E così, con mia somma sorpresa, vengo a sapere che sono 2 dei Toilet Brawl, praticamente l'unica band romana che sta tenendo alto in città il vessillo del mio amatissimo noisecore e di cui ho diffusamente parlato in Timpani allo Spiedo #3. Sappiate che stanno cucinando qualcosa di interessante per i prossimi giorni, e quindi, se interessati, seguiteli sulla loro pagina Instagram.

A ogni modo, la furia barese è continuata con i grandissimi Antidigos, quartetto super-militante dal nome che ho sempre trovato magnifico come sempre magnifica è la loro musica. Trattasi di un hardcore grezzo che non lesina legnate fastcore anche in blast beat e nemmeno inflessioni metalliche tendenti sia al thrash che al death metal, percepibile pure dal punto di vista vocale con qualche growl qui e là. Insomma, praticamente mi ricordano dei Milizia HC più cupi e più metal con un po' di incursioni nel crust e con un cantante dallo stile particolare che di base alterna urla stremate a parti pulite parlate. Peccato che non facciano uscire qualcosa di nuovo dal 2022, cioè dal bellissimo "L'amor mio non muore", ma questa scarsità di materiale viene sicuramente compensata dall'intensità dei loro live.

Però ancor più intensa è stata la prestazione (sessuale?) degli Underball che, senza Motoreddu alle prese LETTERALMENTE con prodezze teatrali ma rimpiazzato da un ottimo sostituto, hanno fatto divertire come matti tutti noi, pur essendo stati più... ehm... sobri rispetto ad altre volte visto che il solo Iavan ha mostrato, per pochi secondi, il culo. E fate conto che non li vedevo veramente da un bel po' di tempo, e quindi è stato figo tornare a cantare tutti in coro la loro "Dildo", vedere il Pecchia fare lo "sborone" con la sua chitarra e fare il circle pit dopo esser sceso dal palco, e pogare (e di nuovo surfare ma stavolta a un'altezza assurda!) come se non ci fosse nessun domani. Insomma, gli Underball hanno fatto un casino devastante e in sostanza hanno messo su una vera festa. E attenzione che hanno dei pezzi nuovi in cantiere ma, mancando Motoreddu, si sono "limitati" a suonare i loro ormai vecchi classici, fra cui, ovviamente, "Milf". Bene così lo stesso!

A questa festa però sono mancati i 612 Comma 2, anche loro in cartellone ma purtroppo hanno dovuto dare forfait. Fa niente perché questo Speed in Spartaco è stato a dir poco spettacolare, e anche per motivi extramusicali. Ora la testa va al prossimo appuntamento griffato Play Fast, ovvero la seconda edizione del festival omonimo da tenersi il 28 marzo sempre allo Spartaco per la quale sono stati già confermati gruppi come Floema, Ostiense, L.UL.U, Always Never Fun e Repulsione. Tenetevi aggiornati che sono sicuro che sarà bellissimo!

Live report and photos by Flavio Er Coppola

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