lunedì 19 gennaio 2026

Nei meandri de La Caverna Records - PARTE 1


A volte ritornano, diceva quello. E alcune volte lo fanno anche bene, dico io. Tipo La Caverna Records, etichetta colombiana specializzata nel ristampare e riscoprire materiale metal estremo super-underground proveniente letteralmente dai 4 angoli del pianeta. Ebbene, dopo la roba pubblicata fra il 2018 e il 2020 qui recensita, La Caverna è tornata nel febbraio 2024 con 3 produzioni, tutte di gruppi colombiani quali Liturgia, Ataraxia e Barbarie Medieval. Ma il 2025 è stato un anno ben più prolifico che ha visto ben 2 tornate di dischi, la prima uscita nel mese di marzo e l'altra, contenente anche album effettivamente nuovi, in novembre. E in questo primo articolo dedicato a La Caverna Rec si parla della roba che ha visto la luce lo scorso marzo, sia perché banalmente è stata la prima che ho ascoltato, e sia perché può interessare direttamente chi fra voi è fissato a scavare nel metal estremo italiano più oscuro. In ogni caso, si tratta di vecchie cassette trasposte in CD, ossia il formato preferito da questa label, stampati in 300 copie numerate a mano. Quindi astenersi chi vuole a ogni costo il non proprio economico formato vinile!

HIGH SPEED DEATH - "DAMNED GENESIS" (Autoprodotto, 1991)

A sorpresa, fra le ristampe di marzo c'è, in effetti, pure quella dell'unico demo di un gruppo italiano, di Taranto per la precisione, composto da gente poi militante perfino nei grandi Gory Blister: gli High Speed Death. Nome strepitoso in grado di promettere ultravelocità a go-go per un gruppo che nel giugno 1991 registrò il promettente "Damned Genesis", una 7-track tape stampata all'epoca in sole 50 copie e qui riproposta con l'aggiunta di 2 registrazioni fatte in sala prove nel 1990. In ogni caso, questi 3 ragazzi (Rudy voce/batteria, Raffaele chitarra e Mauro basso) mischiavano la cupezza e la brutalità del death metal con le strutture e le parti moshate del thrash, con in più qualcosa di particolare per un gruppo del genere. Eccovi allora un po' di heavy metal ("Self-Destruction"), momenti melodici di marca vagamente speed metal ("Tenebral Abyss") e parti inaspettatamente atmosferiche con interminabili assoli di chitarra al seguito ("The Land of No Return"). Peccato però che la chitarra solista sia piuttosto debole nelle registrazioni in sala prove, che fra l'altro sorprendono per il cantato di Rudy, che non è in un bel growl selvaggio come nel demo ma rispetta più dei dettami thrash in stile Tom Araya. Insomma, a fronte sia di una titletrack comunque non proprio esaltante (vedasi il finale un po' deludente) che di 2 rehearsal track non proprio utilissime, il resto del disco convince grazie a un incrocio fra i Merciless e gli Slayer speziato con qualche trovata curiosa. Solo che gli High Speed Death morirono di lì a poco, reincarnandosi però per fortuna in una band immensamente più violenta: i Crepuscule.

CREPUSCULE - "HYBRID CANCER" (Autoprodotto, 1992)

Infatti Rudy e Raffaele, adesso occupato anche a suonare il basso, riunirono le proprie forze per mettere su un gruppo più in linea con il death metal floridiano, concedendo così poco sia alla melodia che alle vecchie vestigia thrash metal. Ascoltando quindi l'unico documento sonoro lasciato in vita anche dai Crepuscule, "Hybrid Cancer", assemblato privatamente nel 1992 sempre in 50 copie, affiorano alla mente gruppazzi del calibro di Deicide e Immolation ma pure gli svedesi Grotesque. Vale a dire: ferocia a tutto spiano con montagne di blast beat unita a una certa complessità, con in più dei tocchi dark capaci di rendere più malvagio l'intero discorso. Il tutto viene sublimato nei 6 minuti di "Altered Dimension", che contiene anche una breve ma molto evocativa sezione con dei sintetizzatori suonati da Rudy. A chiudere la scaletta del demo ci pensa però la successiva "Destructive Creation", una versione brutallizzata a dovere di un vecchio pezzo degli High Speed Death forte non soltanto di un testo che pare scagliarsi contro la guerra ma anche di una parte con le campane a morto, presente già nell'originale, resa qui più atmosferica e quindi più efficace. Aggiunta però alla fine una cover piuttosto particolare, registrata in sala prove: quella di "Deathcrush" dei primi, leggendari Mayhem, dove Rudy, invece di sparare il suo growl ora molto più corposo di prima, tira fuori delle urla straziate, avvicinandosi così parecchio alla prestazione di quel matto totale di Maniac. Finisce in tal modo la ristampa di "Hybrid Cancer", pubblicata nel novembre 2024, come "Damned Genesis" degli High Speed Death, anche in versione cassetta dall'italianissima Ripping Storm Records. Cercando in tal modo di ridare un po' di lustro a 2 band che si meritavano una sorte migliore. Soprattutto nel caso dei Crepuscule, sì molto più estremi ma anche molto più talentuosi rispetto alla loro precedente incarnazione.

SECTARIUM - "GOD'S WRATH" (Autoprodotto, 1993)

Andiamo ora di un anno più avanti ma cambiamo un'altra volta tipo di death metal e, soprattutto, spostiamoci in tutt'altro posto, stavolta molto esotico. Atterriamo allora in America Centrale, nella Cuba castrista, per conoscere i Sectarium, gruppo in un modo o nel'altro tuttora attivo e praticamente una vera istituzione per la scena metal estrema cubana, tanto che nel 2023 il loro primo demo, "God's Wrath", è stato interamente coverizzato da varie band locali per una compilation-tributo sfornata dalla storica etichetta messicana American Line Productions. Per giunta, "God's Wrath" è stato ristampato più e più volte nel corso degli anni, e nell'ultima occasione proprio da La Caverna. Registrato nel maggio 1993 e uscito poco dopo in totale regime di autoproduzione, "God's Wrath" dura ben 43 minuti, e quindi aspettatevi pezzi parecchio lunghi. E in questi si trova un death/doom metal ultra-primitivo e non proprio fantasioso ma a dir poco malato e opprimente, con i tempi che ora sconfinano nel funeral più abissale e ora vanno a furiose velocità anche in blast beat. Interessante il cantato, un growl quasi sussurrato, spettrale e tremendamente inquietante intervallato da rarissimi accenni di voce pulita narrante ("God's Wrath (Babylon Fell)") e focalizzato liricamente su temi quali terribili visioni apocalittiche dal taglio biblico e "abominevoli culti" lovecraftiani. Perché Lovecraft ha fatto scuola veramente dappertutto! Totalmente però fuori luogo gli assoli di chitarra, frequenti il giusto ma risultano comunque molto incerti e vanno veramente per proprio conto senza adattarsi all'estrema cupezza del riffing. Eppure, anche questi assoli "sbagliati" e "storti" concorrono a rendere affascinante il sound dei Sectarium che, avvicinabile parecchio a quello dei primissimi Tiamat (quelli di "Sumerian Cry", non di certo quelli pallosi gotici che sono venuti dopo!), ha quella caratteristica aura terzomondista latinocentroamericana in grado di donare al tutto una strana follia. Ed eccovi così il primissimo demo dei Sectarium, all'epoca un terzetto composto da Abel Oliva alle chitarre, Duviel Quiroz alla batteria e il compianto Franto Paul Hernandez al basso e alla voce, poi purtroppo assassinato a 26 anni il 2 gennaio 1997. Ma con questa ristampa lui in un certo senso rivive... e rivive anche per l'ennesima volta la leggendaria prima line-up di un gruppo che, nato nel 1991 con il nome di Nekrobiosis, risulta ormai operativo in Svizzera per volere di Abel Oliva, rimasto l'unico membro della band. Cambiano i posti, muoiono le persone ma lo spirito di realtà come i Sectarium rimane inscalfibile.

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