Gruppi: Stige+Verano's Dogs+Krangs+Sbocco Nichilista
Data: 25 ottobre 2019
Locale: Trecentosessantagradi
Ingresso: 5 €
In barba al pallosissimo
sciopero dei mezzi di trasporto che
venerdì 25 ottobre ha colpito la città praticamente per tutto il giorno, alcuni coraggiosi se ne sono fottuti allegramente andando lo stesso al concerto estremo che si è tenuto al
360. A organizzare 'sta serata all'insegna della sobrietà ci ha pensato
Metal Against Shit di
Ulderico, cantante/bassista dei
Verano's Dogs, cioè colui che, insieme alla
Sycamore Shows, fece venire a
Roma gli anarco-black metallers inglesi
Dawn Ray'd. La scaletta, all'insegna del
metal estremo ma con qualche sana derivazione "
core", ha visto 4 gruppi alternarsi sul palco, fra cui proprio i Verano's Dogs.

Il primo gruppo a esibirsi sono stati i terrificanti
Sbocco Nichilista, giovane progetto nato nel 2015 che ha presumibilmente preso il nome dall'omonima canzone dei
Cripple Bastards. Devo dire che non li vedevo dal
16 maggio 2018, quando suonarono al
Malatempora (che purtroppo ha chiuso recentemente i battenti) in compagnia dei
Mefitica, in un concertino blasfemo nel quale il tatuatissimo cantante degli Sbocco, forse posseduto dal demone di
GG Allin, si spogliò rimanendo soltanto con le mutande! Stavolta il nostro si è "regolato" perché è rimasto solo con i calzoncini ma... ma
CHE CONCERTO! Infatti, gli Sbocco Nichilista ci hanno distrutto ben bene i padiglioni auricolari con la loro letale combinazione fra
black metal e
grindcore, suonando canzoni come la lenta (ma dal finale furiosissimo) "
Livore" con un odio incredibile e un'intensità pazzesca, e questo grazie sia, per esempio, alla come sempre indiavolata prestazione vocale del cantante, e sia alle velocità veramente esagerate di cui è capace il batterista. Ma poi, dopo colate di odio e violenza pura, il gruppo ha voluto finire il concerto con una
chicca insospettabile, cioè un pezzo spensierato più
hardcore punk dal testo divertentissimo in italiano, che inizialmente pensavo fosse la cover di un gruppo imprecisato perché è così differente dagli altri brani della setlist. Fatto sta che, a un certo punto, il cantante, vedendomi
fomentatissimo, mi ha praticamente
dato il microfono, e così
mi sono messo a cantare il ritornello, cioè urlando un dannatamente divertente "
E LA PALETTA NO!". A fine concerto, ho parlato con alcuni degli Sbocco, scoprendo che sì, "
La paletta no!" è...
è un pezzo loro! Minkia!

Dopo di loro, il delirio è continuato con i
Krangs, nati se non erro proprio quest'anno, e già con alle spalle un EP intitolato "
Party Thrash". Trattasi di un quintetto formato da brutti sporchi e cattivi birraioli della scena metal/punk romana visto che, per esempio, il batterista
Zibbo suonava nei
Movement (dico "suonava" perché pare che i Movement si siano sciolti o qualcosa del genere), il chitarrista
Carlo fa parte dei martellanti
Injury Broadcast mentre quel biondone di
Pecchia suona nei paladini del porno thrash metal
Underball. Inutile dire quindi che il concerto è stato veramente divertente, con i nostri sempre pronti a percularsi a vicenda e a dire battute, e anche intensissimi, grazie a un
thrashcore "
mai sotto i 230 bpm" che mi ha ricordato terribilmente gruppi seminali come i
Wehrmacht o i
Cryptic Slaughter. Figo poi l'utilizzo della doppia voce, che trasmette ancor più caos e intensità, visto che canta sia
Manuel (la voce principale) che proprio Carlo, il quale, fra l'altro, ha suonato per tutto il tempo sotto il palco, praticamente in faccia al pubblico.

Ed ecco i
Verano's Dogs! Non suonavano da un bel po', cioè da quando suonarono con gli
Scheletro al Malatempora nel
giugno di quest'anno. Questa relativamente lunga assenza dai palchi ha permesso loro di presentare 4 nuovi pezzi (fra cui la ormai famosa "
Cave Canem"). Dei nuovi brani mi è piaciuto un casino uno molto
black metal, una variazione importante nella loro setlist e anche benvoluta alle mie orecchie. La prestazione dei Verano's Dogs (che l'anno prossimo suoneranno nientepopodimeno che al
Grind the Nazi Scum, in
Germania, roba seria!) è stata molto compatta, solo che la
maledizione della cinghia volante (vedasi anche la loro serata con i
Sepolcro) ha colpito non una ma ben due volte il povero
Pompeo! Memorabile è stato il momento in cui Pecchia ha sostituito, scherzandoci anche un po' su, la cinghia di Pompeo con un'altra proprio
quando lui stava suonando!
Ma quanto amo 'ste serate underground, così imprevedibili e festaiole?

E poi è stato il turno degli
Stige da
Taranto (da non confondere con i toscani
Stige, che suonano del bel black metal vecchia scuola), che sono stati una
vera sorpresa visto che hanno spaccato di brutto con un
death metal massiccio e bello spietato tendente al
brutal. In particolare, mi è piaciuto un casino il modo violentissimo di suonare del batterista, e anche il growl profondissimo del cantante,
Antonio, che di quando in quando ha sparato delle urla laceranti, seppur sia stato letteralmente immobile per tutto il concerto. I nostri hanno suonato parecchie delle canzoni di "
Spekuldeathstroy", il loro secondo e ultimo album finora pubblicato nonostante esistano dall'ormai lontanissimo
2001. Fra l'altro, un po' di
pogo, anche se solo per qualche minuto e su richiesta di Antonio, c'è stato finalmente proprio con gli Stige. E sappiate anche che loro mi hanno fomentato così tanto che, modestamente, sono stato l'unico a fare
stage diving durante la loro esibizione ihih! C'è da dire inoltre che Antonio è una vecchissima conoscenza di
Timpani allo Spiedo visto che i suoi
Bestial Carnage (gruppo ormai defunto che suonava un ciccioso
death metal svedese di quelli che piacciono a me) furono ospitati in uno dei primi numeri di Timpani quando questa era ancora una
email 'zine, e senza dimenticare anche i suoi
Neka, ancora in attività. Ergo, è stato un
vero piacere conoscerlo di persona
dopo così tanti anni!
In parole povere, questa è stata una serata con
pochi ma buoni spettatori ma è stata bellissima, contando su una scaletta comprendente gruppi nuovi con un sacco da dire, ennesime ottime conferme e autentiche sorprese. Ogni altra parola è
superflua, se non quella che
dovete supportare gruppi come questi e serate come questa, di cui si ha sempre bisogno!
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