Gruppo: Grand Theft Age
Titolo: Years of Fury
Genere: Hardcore Punk
Durata: 23.55 min
Data di pubblicazione: 22 ottobre 2016
Voto: 86/100
Comunicazione di servizio:
non c'è pace all'operazione
Spam Selvaggio, quindi sappiate, per chi ancora lo ignora, che il
24 marzo 2019 è uscito il mio libro "
Nel Segno del Marchio Nero", dedicato a raccontare la storia della "
first wave of black metal". Il libro è un
ebook e lo si può ordinare comodamente attraverso questo
link, e non solo questo visto che lo potete trovare anche su
Feltrinelli,
IBS,
Mondadori e bla bla bla. Daje, compratelo, non ve ne pentirete neanche per un millisecondo ihih!
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Sì, lo so che questo disco è del 2016 e che i
Grand Theft Age sono ormai morti e sepolti ma sinceramente
'sti gran cazzi! Questo perché "
Years of Fury" spacca veramente di brutto e, per giunta, l'ho comprato mesi fa dall'eccellente label abruzzese
THC DIY Prod, quindi quest'album merita una bella recensione su
Timpani allo Spiedo 'zine! Ma prima di passare alla rece vera e propria, c'è bisogno di qualche notizia biografica sui Grand Theft Age (da ora
GTA) per chi non li conoscesse: nati nel 2004 e morti subito dopo l'uscita di "Years of Fury", i GTA sono stati una
colonna portante dell'HC punk capitolino. Negli anni hanno suonato con molti gruppi fondamentali, sia italiani come i soliti
Raw Power (c'è forse qualche gruppo HC là fuori che non ha mai suonato con loro?), i
Crash Box e i
Payback, che stranieri come gli
Agnostic Front, gli
Slapshot e gli
U.K. Subs (nell'ormai lontanissimo 2005!). Il loro primo album, "
Sarà una risata che vi seppellirà", lo pubblicarono nel 2007 mentre il qui recensito "Years of Fury", rilasciato, appunto, nel 2016 in una co-produzione fra
Italian Shark Attack,
Rotten Inc. e
Professional Punkers (sul retro copertina si trovano anche i loghi di
Jimmy Jazz e
Good Night White Pride), è il terzo. Ma adesso basta con 'ste stronzate e vediamo in che modo i GTA hanno salutato (per sempre?) questo mondo crudele.