Infatti, gli Abuser, e scusate per il gioco di parole... abusano letteralmente delle orecchie degli ascoltatori! Provenienti dalla stupenda Breslavia, sono un quartetto nato nel 2018 e responsabile quest'anno di un devastante album di debutto uscito precisamente il 7 maggio in CD sotto il patrocinio dell'ottima etichetta spagnola Xtreem Music di Dave Rotten, che di estremo, come il nome della label può suggerire, se ne intende parecchio. Non a caso, gli Abuser, con questo "Blood Marks", che mi è stato proposto per una recensione dalla britannica Imperative PR (e stesso dicasi per gli indonesiani Symphobia e recentemente per i marchigiani Necrogore) fanno piazza pulita di tutto e tutti con un thrash metal così sanguinario e brutale da sfiorare spesso e volentieri il death, in un modo che potrebbe piacere a chi ama, come me, gente come Demolition Hammer, Dark Angel, Sadus, Morbid Saint, Kreator, e quindi anche, ovviamente, gli onnipresenti Slayer. Quindi, insomma, qua c'è violenza a palate, tanto che molte delle 10 canzoni contenute nel disco durano solo 2 minuti e poco più. Perciò l'intensità è spesso veramente bestiale, anche grazie non solo alle vocals al vetriolo, a metà fra quelle di Mille Petrozza dei Kreator e di Darren Travis dei Sadus, di Paweł (già visto nei primitivi Hexenaltar, trattati nello speciale sulla Godz ov War uscito su Timpani allo Spiedo #1) ma pure al drumming raramente così nervoso e caotico, alle volte quasi jazzistico nelle parti meno veloci, di quel pazzo iper-cinetico di Klimek. Ma tutta questa furia a tratti così incontrollata non impedisce agli Abuser di costruire ogni tanto trame ora più tecniche (come in certi pattern non proprio lineari dello stesso Klimek), ora più ragionate, dimostrandosi così un gruppo magari non così vario ma comunque abbastanza versatile.
Si segnalino quindi a questo punto sia la titletrack, forte di una sezione "tranquilla" con il basso insolitamente in primo piano (fra l'altro, suonato da Michał, ex-Terrordome e ora anche nei Pandemic Outbreak, attualmente sotto Godz ov War), sia "Fin de siècle", il tour de force dell'album, un mid-tempo con vari breakdown e una parte parlata con cui gli Abuser mostrano a tutti di non essere capaci soltanto di suonare sempre più duri e veloci. Ma sta di fatto che i miei pezzi preferiti sono proprio quelli, per l'appunto, "più duri e veloci": parlo di "Painbringer", dove le influenze death diventano più che palesi e dove c'è pure un urlo finale da antologia; e di "Monument of Atrocity", che ha perfino qualche accenno di blast beat un po' alla Gammacide. Da menzionare però anche "Struggling for Reality", notevole per certe fighissime linee vocali in stile scioglilingua, e l'autocelebrativa "Abuser", che ha in mezzo una pausa molto d'effetto utile per ricominciare l'assalto con ancor più foga.
Per farla breve, tutto questo vi basta per dare un'ascoltatina a questo "Blood Marks"? Se ancora no, vi potrei dire che la cattivissima copertina è stata curata dall'italiano Velio Josto, che ha lavorato con tanti gruppi già visti sulla vostra amata webzine/fanzine come Aggressive Perfector, Barbarian, Children of Technology, Nunslaughter, Sacrifizer, Seax e Warsenal. E se ciò non vi è ancora sufficiente, allora vi linko qui il video che gli Abuser hanno girato per "Suspended in Torture", traccia numero 2 del disco, mentre qua sopra trovate l'intero album, e così non avete più scuse. Ma se poi non vi basta nemmeno questo, allora fatemelo dire: di thrash metal non capite proprio un emerito cazzo! (Flavio Er Coppola)

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