martedì 15 settembre 2026

City Kings+Speedrone+Lamina (8 settembre 2026 @ CSOA Strike)

Da un po' di giorni è finalmente ripartita la stagione dei concerti a Roma. E devo dire che, anche a giudicare dalla quantità e dalla qualità dei gruppi internazionali che hanno già suonato e che suoneranno, questa stagione è partita alla grande. Per dire, l'8 settembre allo Strike si sono scatenati i bostoniani City Kings, il 12 gli inglesi Gimic, e il 18 e il 25 si esibiranno, rispettivamente all'Ateneo Occupato e al Forte Prenestino, 2 leggende del punk britannico: gli Active Minds (di cui ho parlato nel mio libro sul grindviolence intitolato "Più Veloce!") e i Mob. Insomma, tanta, tantissima roba già all'inizio della nuova stagione. E i primi che io ed Elisa abbiamo visto sono stati, come avrete già capito, i City Kings, supportati da 2 giovani band di Roma e dintorni quali gli Speedrone e i Lamina. Anche se per vedere tutti loro siamo stati in un inferno. Letteralmente.

Eh, perché il concerto non si è svolto nello spazio enorme dove solitamente si tengono le serate allo Strike ma in una stanza dove siamo stati in tanti, tantissimi, anche solo per prendere una birra al bancone, localizzato davanti al palco a una distanza di pochi metri. E ha fatto un caldo veramente infernale, e poco o nulla ha rinfrescato il condizionatore presente in sala. Sempre che funzionasse davvero.

A ogni modo, in questa stanza, la stessa, per intenderci, dove si tenne metà dei concerti dei Questa è Roma 2019 e 2020, io ed Elisa ci siamo entrati mentre stavano già suonando gli Speedrone. Il che significa che abbiamo perso del tutto il primo gruppo in cartellone, i Lamina, che ancora non ho mai visto ma che hanno suonato anche all'ultimo Senza Tregua tenutosi a inizio anno. Peccato averli persi, anche perché l'anno scorso hanno debuttato con un omonimo EP in cassetta (qui per ascoltarlo) uscito per la No Hope Records di Antonio dei Plague Bomb contenente 5 tracce. Al loro interno un curioso punk rock spesso introspettivo e diviso fra melodia e squarci noise con qualcosa anche di cervellotico (come nella lunga "Prato fiorito"). Insomma, roba interessante e prima o poi vorrei riuscire a vederli live.

A seguire, per l'appunto, gli Speedrone che, a furia di un concerto via l'altro, sono diventati piuttosto amati dal pubblico, soprattutto dai più giovani, tanto da provocare a tratti un buon pogo, fatto dai più intrepidi in sala. E questo nonostante la loro musica sia di base lenta e ipnotica ma il fatto è che hanno dei momenti anche pieni di groove veramente irresistibili. E stavolta, a un certo punto, hanno accennato perfino, velocizzandola, l'immortale "Black Sabbath". Ma il reale punto di forza della band rimane per me lo scheletrico cantante, decisamente peculiare con i suoi occhi spiritati e le sue urla esasperate, in una maniera degna di Tomata DuPlenty dei grandissimi e geniali Screamers. E stiamo comunque parlando di un tipo che con il suo vecchio gruppo, i Blank¡ (visti una volta 3 anni fa in un localino all'ombra del centralissimo Castel Sant'Angelo, in un concerto recensito su Timpani allo Spiedo #1), faceva addirittura delle spericolate verticali. Ecco, come ci si può non gasare almeno un po' con gente mattissima come gli Speedrone?

Ma a far gasare in via definitiva il pubblico ci ha pensato una band ancora più diversa da tutte le altre: i City Kings. Da Boston con furore, ci hanno massacrato i timpani con uno speed metalpunk'n'roll super-motörheadiano da scavezzacollo e da pogo senza sosta garantito. Infatti, nonostante il caldo torrido, con loro ci si è ammazzati per bene nel pit, e pure io sono entrato, seppur brevemente, nella mischia, giusto alla fine, giusto per riassaporare dopo tanto tempo il gusto del pogo per future risse sotto e sopra il palco. E, a proposito di palco, sono tornato anche a saltare da lì, questa volta dopo che mi ci ha portato, facendomi surfare sopra un po' di teste, il mio ex-bassista nei QLV, Raffo che, da ex-rugbista, mi ha sollevato da solo come se niente fosse. Bravi quindi i City Kings a farci andare tutti allegramente e completamente di matto. E pensare che prima non li conoscevo affatto, e allora che bellissima sorpresa sono stati questi 3 ragazzi, fra cui è da menzionare per forza il cantante/bassista, che non solo canta con una raucedine alla Lemmy, ma ha pure una cespa di capelli a dir poco notevole. A questo punto, ascoltatevi il loro EP in vinile da poco uscito, "Chainsaw" (eccovelo qui su YouTube), comprendente addirittura una cover di "Dirty Deeds Done Dirt Cheap" degli Ac/Dc rifatta in un modo ancor più coatto rispetto all'originale.

Quindi, sì, rimanere in quella stanza è stata quasi un'impresa epica ma ne è valsa comunque la pena. E non solo perché il concerto è stato vario e stimolante a livello di proposte sonore, sempre molto differenti l'una dall'altra. Ma anche perché si è potuto vedere in azione un gruppo statunitense in pieno tour europeo dal 27 agosto al 12 settembre, toccando anche Paesi come Portogallo, Regno Unito, Svezia, Germania, Repubblica Ceca e Spagna. E non dimentichiamo che 2 giorni dopo, il 10, i City Kings hanno fatta tappa a Milano in occasione delle brulicanti "5 giornate DIY" che si sono svolte in quel periodo in città presso vari cs. E adesso, saltati i Gimic allo Sweet Bunch, quali sono i prossimi gruppi internazionali che io e la mia dolce metà vedremo live fra qualche giorno? C'è proprio bisogno di chiederlo? Ma, naturalmente, i polacchi Møld e Nonsanto il 17 settembre al Parco Schuster, in una serata targata Play Fast. Perché bello il punk, bello l'hardcore, bello l'oi!, belli i Motörhead ma il grindviolence sta proprio su un altro livello. Ma che su un altro livello... Proprio su un altro pianeta!

Live report by Flavio Er Coppola

Foto non pervenute causa politica "no foto no video" dello Strike

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