Era da un botto che non avevo un banchetto attraverso cui vendere la mia roba, cioè da quel concerto di 2 anni fa organizzato all'Init dalla Blue Nights Events con i toscani Loia. Ma rieccomi finalmente con un banchetto a questa sobria seratina all'Ateneo Occupato di Acilia di cui mi sto appropinquando a parlare, dove ho avuto la possibilità di condividere, per l'appunto, uno spazietto coi prodi Emanuele ed Elio (esatto, 2 di quelli che hanno fatto quel delirante report sul Kill the Brain!). Così facendo, loro hanno venduto le loro belle toppe autoprodotte mentre io le ultime 3 copie rimastemi di Timpani allo Spiedo #2 (ma vi avviso che moooolto di recente è uscito il 4, eh!), poi diventate 2 durante la serata grazie a un punk giapponese di nome Shiro che ringrazio infinitamente. Come ringrazio proprio Ema ed Elio per avermi proposto di condividere il banchetto, fra l'altro all'interno di una splendida situazione dove incredibilmente non ero mai stato prima come l'Ateneo. E come prima volta è stata decisamente figa, vista sia una line-up crust/grind capace di unire giovani leve e veterani, sia una cena vegan a dir poco squisita.
Prima del concerto infatti si poteva cenare con qualcosa a scelta fra, per esempio, insalata di farro, cicoria o focaccia. Ma anche con un piatto unico con tutto ciò a soli 6 €. E siccome io avevo una fame da lupo, ho scelto proprio quest'ultima opzione, impreziosendola con un'immancabile Peroni da 66. Luogo deputato a mangiare, fuori all'aperto intorno a una lunga tavolata, davanti al nostro banchetto, in una di quelle situazioni da infiniti pranzi/cene di famiglia, e questo per dirvi pure che aria accogliente e familiare ci sia all'Ateneo, anche perché si ha l'obbligo di lavare poi il proprio piatto e le proprie posate nella cucina dello squat, cosa non esattamente comune in tutti i cs. E una cosa interessante (almeno per me, beninteso) è che poi ho scoperto di aver mangiato davanti a uno dei chitarristi degli Scum of Society, che ho visto suonare veramente per la prima volta proprio in quest'occasione ma di cui in precedenza non sapevo proprio nemmeno le facce.Finito di cenare e cazzeggiato un po' anche con lo pseudo-bassista dei yButteroy di quella volta al Magma (e lui, per inciso, suonò con loro perché era il suo compleanno), a un certo punto abbiamo sentito dentro del trambusto spaccatimpani. Erano gli Ostiense. Eccoci quindi nella sala concerti, che è molto particolare perché ai lati ci sono delle piccole salitelle che se non ci stai attento rischi di sfasciarti il mento mentre poghi. Ma i più giovincelli del pubblico se ne sono altamente fregati di questo minuscolo dettaglio pogando quindi come dannati con gli Ostiense, durante i quali è successo di tutto. Tipo il cantante che ha più e più volte passato il microfono agli astanti, che si sono sfogati ulteriormente urlando non come dannati ma proprio come assatanati. O tipo uno dei 2 chitarristi, quello praticamente addetto al feedback assordante, che a una certa ha toccato il culo al cantante mentre questo stava urlando, facendolo così brevemente ridere. O tipo quando uno di loro ha tirato fuori un trapano e un martello, creando così ancora più noise ma stavolta non c'è stato nessun cartello stradale, finito chissà dove. Quindi tanto rumore per gli Ostiense ma anche tanta goliardia, alimentata anche dal fatto che i nostri si scambino qui e là gli strumenti, per un approccio caotico ai live che trova mille maniere, sempre più folli e selvagge, per esprimersi. Insomma, divertentissimi e intensissimi dal vivo ma temo che su disco mi romperebbero un pochettino i cojones. Perché, checché ne dicano loro, non fanno noisegrind nemmeno per sbaglio ma, al massimo, quello che io chiamerei "noisebeatdown". Sì, il noise c'è ma ci sono troppissime parti lente in beatdown con annesso riffing grattugiato e pochissime parti grind in blast beat. Si prega allora di aumentare a dismisura queste ultime a netto discapito del lentume di cui sopra. Perché Roma, visti sia il cambio di sound dei Toilet Brawl che l'inattività del mio progetto xSenselessxPositivityx (anche se ho in mente di riattivarlo...), ha bisogno del noisegrind non solo più propenso all'acufene ma anche più veloce. Ma intanto facciamoli crescere gli Ostiense, poi vediamo.Adesso però devo confessare una cosa: prima di questa serata non conoscevo affatto i Nihildum, cioè il secondo gruppo in scaletta. Sarà che suonano con il contagocce, sarà che lo fanno ancora meno a Roma e dintorni ma sta di fatto che prima non li avevo mai sentiti nemmanco di nome, almeno da che io ricordi. Eppure questo terzetto romano/berlinese, composto, fra gli altri, da Mario di fama Rattenkönig/Disforia (sì, in sostanza lui milita in tutti i gruppi crust capitolini!), è in giro da un po', con all'attivo un album pubblicato nel 2012 dal titolo di "Verso il nulla creatore". Li ho quindi scoperti in tale occasione e devo dire che mi hanno fatto una bella impressione. Fanno un marcissimo, puzzolentissimo e apocalittico stenchcore, cioè un crust punk piuttosto lento e decisamente metallico. In particolare, i Nihildum mi hanno ricordato moltissimo gli Axegrinder mixati con il sound torbido e maligno degli Hellhammer e quello massiccio dei Bolt Thrower, con in più delle tematiche assolutamente misantropiche e pro-estinzione (come si legge già dalla descrizione del gruppo presente sulla locandina) sputate da Matteo, il cantante/chitarrista, in tiro con un growl grezzissimo e ignorante che mi piace un botto. Peccato solo per un pogo praticamente inesistente, al massimo presente, ma molto blandamente, nelle parti veloci, fortunatamente non così rare nei Nihildum, nonostante Elio scalpitasse a pogare mentre io continuavo a bere la mia birra skankando però ogni tanto perché i Nihildum hanno delle parti piene di groove veramente notevoli. Ma pogo o meno, i Nihildum sono stati fighi, e su questo non ci piove.Un crust completamente diverso per gli Scum of Society, un quartetto diviso fra Latina e Marsiglia dal sound molto più martellante e stradaiolo, forte di un piglio rock'n'roll assurdamente contagioso tanto da aver scatenato un buon pogo. Fra i tanti pezzi suonati, fra cui un bis, ci sono stati, per dirne qualcuno, "La tua ignoranza il loro potere" o "Quale alternativa quale diversità", entrambi inseriti in "Elevation", il loro album registrato nel 2010 ma uscito solo nel marzo 2024, cioè poco prima che gli Scum of Society riprendessero a suonare dopo tanti anni. E io sono stato proprio in uno dei loro primi spettacoli post-reunion, quello del 25 ottobre di quell'anno al Forte Prenestino, dove condivisero il palco con i Drömspell in uno dei tanti loro "ultimi concerti". Soltanto che i Drömspell (a proposito, il loro cantante e fu batterista, Leonardo, adesso milita nientemeno che negli storici Eu's Arse!) effettivamente li vidi ma non gli Scum of Society, letteralmente sentiti in lontananza, con però il vocione rauco del cantante che comunque si fece notare parecchio. Ma eccome se li ho notati, e pure da vicino, all'Ateneo Occupato, dove mi hanno gasato un botto con il loro stile alla Motörhead, che vengono richiamati in molti modi, anche per la tendenza del cantante/bassista a posizionare un po' più alto del solito il microfono. Insomma, non me ne vogliano gli altri ma, per quanto mi riguarda, gli Scum of Society sono stati i migliori di questa serata-benefit per l* inguaiat* con la legge. Ma con un sound simile vinci facile con me!Però, in realtà gli headliner della serata dovevano essere i milanesi Atrox, già visti 3 anni fa allo Snia in un concerto dove a vederli fummo letteralmente in 10, ma purtroppo stavolta non hanno potuto presenziare causa motivi personali. Peccato, anche perché con loro la dose di velocità sarebbe aumentata ancor di più, per la gioia di noi maniaci della roba "più veloce". A ogni modo, per il 25 giugno, cioè domani, è stato messo su sempre all'Ateneo un concertino con 2 gruppi hardcore da fuori, entrambi da Trento: i Ritrito e i Mörtaio. Scopo della serata un altro benefit, stavolta per i l* arrestat* durante l'operazione repressiva del 16 giugno, quella che in sostanza ha fatto sgomberare il Bencivenga. Non so se ci sarò ma questa serata con chiacchierata pomeridiana sull'argomento di cui sopra non sembra affatto male. Ma chi può andarci, che ci vada senza tentennamenti!
Live report and photos by Flavio Er Coppola, anche se quella agli Scum of Society è veramente brutta ma non ho potuto fare di meglio.






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