Prima di raccontarvi di com'è andato il Play Fast 2, vorrei parlarvi della serata al Friccicore che c'è stata il giorno precedente. Protagonisti 3 gruppi parecchio diversi l'uno dall'altro: i Mala Movida, i Methedrine e i Devasta. Non me ne vogliano però i primi, che comunque non suonavano live da un bel po', ero più interessato a vedere in azione le altre 2 band, mai viste prima dal vivo. Non avevo particolari aspettative su questo concertino ma devo dire che io e la mia ragazza siamo usciti dal Friccicore più che soddisfatti. E pure con un bel souvenir riguardante il gruppo di apertura.La mia Elisa infatti a fine serata ha comprato "Esco a fare errori", l'album di debutto dei Devasta recensito su Timpani allo Spiedo #3 grazie a Marina che ne ha parlato con tanto entusiasmo. Devo ammettere però che all'epoca non ascoltai il disco ma l'ho recuperato ultimamente proprio grazie a Elisa, e ho trovato sorprendente la differenza di approccio al punk rock fra l'album e il live. Dal vivo infatti hanno menato un botto scatenandosi con un hardcore melodico alla Pornoriviste contaminato con un po' di rissose parti thrash metal, anche se in realtà hanno dovuto suonare espressamente "più veloce" (come ho urlato io a loro) perché a un certo punto gli era rimasto poco tempo a disposizione. Su disco invece suonano in genere più "soft", proprio come pensavo prima del concerto. E così, appena ho cominciato a seguirli, mi hanno a poco a poco stupito, eseguendo spesso canzoni veloci e furibonde come l'antifascista "Noiconvoimai" (presente nel suddetto album) o la nuova "Non sento niente", per la quale hanno girato recentemente un video (qui per guardarlo). Ora, non so se abbiano virato verso una direzione più hardcore ma questa veste più veloce mi è piaciuta un sacco, anche grazie al loro batterista, da cui ho visto fare cose assurde che non si vedono spesso in giro. Solo che in verità si sono esibiti stavolta non in quartetto ma in terzetto perché a uno dei loro chitarristi "è esploso un timpano", come detto dal loro simpatico cantante/chitarrista. Senza di lui, hanno comunque fatto un vero figurone ma spero vivamente che si rimetta in sesto.Con tutti gli effettivi invece i Methedrine, quartetto di Udine già visto dalle nostre latitudini avendo partecipato al Questa È Roma 2025, anche se io li persi ignominiosamente. Sempre in giro a far concerti tanto da aver toccato perfino la Sardegna in 2 date a inizio aprile e con un mini-tour europeo insieme ai Warfare, storica band loro conterranea, previsto all'orizzonte, precisamente a fine maggio, in Paesi come l'Austria, la Germania e la Slovacchia, i Methedrine ci hanno allietato con il loro autoproclamatosi "Death Punk". Ovverosia: una mistura fra hardcore, rock'n'roll e thrash metal piuttosto selvaggia e intensa anche grazie a dei blast beat qui e là che dalle mie parti sono sempre cosa gradita. In pratica, dei Rake-Off (che, a proposito, il 20 aprile usciranno con il nuovo album "Total Venom" e mi sa proprio che sarà una bomba) ancor più violenti e applicati un po' all'hyper-fast crossover thrash di tipi come i Cryptic Slaughter o i Wehrmacht. Contando fra l'altro alla voce Arty dei Fanteria di Prima Linea, da pochi mesi nella band.
Soddisfatta quindi la mia curiosità di vedere all'opera 2 band per me nuove almeno dal vivo (anche se, a dirla tutta, i Devasta ce li ho avuti come sottofondo musicale quella volta di 2 anni fa a Villa Ada, pur senza seguirli sul serio), non è che fossi granché interessato ad assistere al concerto dei Mala Movida, già visti un sacco di volte e usciti il 2 aprile pure loro con un video, cioè quello di "Amo vivere a Roma" (qui per guardare anche questo). Ma alla fine io ed Elisa siamo scesi giusto per gustarci i loro ultimi 4 pezzi, fra cui l'antiautoritaria "Gaetano Bresci" e "Generazione Malamovida", un vero inno che fa sempre piacere ascoltare. Di pezzi però ne hanno dovuti scartare un po' visto che, come praticamente tutti i gruppi, hanno avuto problemi con il tempo, ragion per cui i Mala Movida non hanno potuto fare il bis tanto richiesto dal pubblico, anche da me ma direttamente al fonico, il buon Motoreddu degli Underball, che pure stavolta comunque ha fatto un lavorone regolando molto bene i suoni di ogni gruppo.
Insomma, è stata una bella seratina hardcore che ha attirato addirittura uno skin e un punk venuti da Bari, i quali di fatto sono stati gli unici del pubblico a pogare un po'. E che poi, non sorprendentemente, avrei rivisto il giorno dopo allo Spartaco per il Play Fast. Stavolta pogando come un dannato con loro e non solo. Aspettatevi quindi più avanti (forse domani?) un bel report sul festival più veloce di Roma. Ma per ora studiatevi per bene la setlist dei Devasta per i prossimi loro concerti che non si sa mai.
Live report and photos by Flavio Er Coppola.




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