mercoledì 8 luglio 2026

Uncut Reality #1/#2 (2018/2024)

Come già scritto nella lunga intervista alla ZAS Autoproduzioni, a novembre ordinai un mega-pacco da quest'etichetta torinese comprando, fra gli altri, gruppi come i peruviani Atrofia Cerebral e i finlandesi YesMeansYes. Ebbene, un bel giorno di qualche mese dopo, decisi di cercare per il magico mondo dell'Internet qualcosa riguardo proprio gli YesMeansYes, di cui sapevo poco o nulla, anche perché la loro compilation griffata ZAS non contiene rilevanti notizie biografiche su di loro. E così mi sono imbattuto, per puro caso, in una recensione del secondo numero, uscito nel 2024, di una fanzine totalmente incentrata sulle sonorità grindviolence e noisecore, con qualcosina di harsh noise, chiamata Uncut Reality comprendente, guarda un po' il caso, un'intervista proprio agli YesMeansYes. È stato amore a prima (s)vista. Infatti, dopo aver saputo della sua esistenza, ho cercato se su Instagram ci fosse un contatto relativo alla fanza essendo già interessato a ordinarla. Detto fatto, mi è bastato digitare su Insta proprio "Uncut Reality" e così mi sono messo a chiacchierare quasi subito con il suo fondatore, il buon Žarko Gladić, da cui ho ordinato entrambi i numeri della sua creatura, l'uno sfornato nel 2018 e l'altro, appunto, nel 2024. Arrivatami finalmente il 12 maggio dopo circa 2 settimane, ho cominciato immediatamente a divorarla e devo dire che è stato veramente un bel viaggio nei recessi più oscuri ed estremi del noisegrindviolence. Ora vediamo perché!

Prima di tutto però, come mio solito, qualche dettaglio tecnico. Trattasi di una fanza in fogli A5 interamente scritta in un buon inglese e tutta in bianco e nero, con niente a colori. Layout ordinato, pulito, più minimalista nel primo numero ma più curato nel secondo, dove in ogni pagina, in ogni articolo, c'è uno sfondo per abbellire il tutto. In entrambi i casi, il pezzo forte è ovviamente rappresentato dalle interviste, alcune delle quali molto interessanti anche perché le domande coprono molti argomenti, dalle strumentazioni usate dai gruppi al cinema, spesso naturalmente horror e gore. Presenti pure altri articoli, come si vedrà, fra cui uno che si pone come obiettivo lo stesso del mio libro "Più Veloce!" trattando addirittura il suo stesso lasso di tempo che va dal 1982 al 1986 (e anche questo, come prevedibile, mi ha convinto a comprare la fanza) ma, a ogni modo, a concludere i numeri ci pensano sempre le recensioni, che parlano comunque di dischi fisicamente posseduti dallo stesso Žarko in formato CD, vinile o cassetta. Insomma, questa è una fanza scritta da uno che, dalla Serbia con amore rumoroso, ama alla follia la roba più efferata e brutale, trasmettendo un entusiasmo a dir poco contagioso.

Ora parliamo, più nello specifico, di ogni numero. Partiamo allora dal primo, quello paradossalmente più ricco di contenuti visto che ha praticamente tutto, anche in virtù delle sue 68 pagine mentre il secondo ne ha qualcuna di meno. Comunque sia, il primo numero comincia con un editoriale dove Žarko si presenta e così si scopre che la sua prima esperienza fanzinara è stata nel 2013 con la sua Metempsychosis, poi stoppata a causa di impegni personali come il lavoro e l'università, seppur ciò non gli abbia impedito di fare altre attività inerenti la musica come organizzare concerti. Ma, per fortuna, in seguito ha avuto l'idea di fare un'altra fanza perché in sostanza gli mancava toccare con mano un giornalino capace di dargli la sensazione di far parte di un gruppo ristretto di persone in possesso di queste piccole pubblicazioni cartacee, trovando quindi un senso di farne una ai giorni nostri così virtuali, ed è proprio ciò che ha spinto anche me a ripartire con la mia, di fanza. E quindi cazzo se ha ragione! Dopodiché, ecco una vagonata di interviste a etichette come la macedone Fuck Yoga Records e a gruppazzi come i canadesi Dahmer, gli spagnoli Denak, giustappunto gli Atrofia Cerebral (anche se la loro è un po' deludente visto che non ha svelato chissà che cosa), o i tedeschi Tumor (di cui è stato intervistato il simpatico Stoffel, anche negli Yacøpsæ nonché interlocutore molto logorroico ed esaustivo). Qui e là ci sono anche biografie più o meno lunghe di gruppi (tipo i brasiliani Morte Lenta) e label varie (come la britannica Noise Not War Records) scritte dai diretti interessati, e questa è una cosa molto piacevole e anche rara da riscontrare oggigiorno perché fa tanto fanzine anni '80/'90, pure a causa di un inglese non sempre ottimale da parte delle realtà non anglosassoni. E non mancano nemmeno dei live report, in tutto 2, con il primo che è focalizzato sul Grindmare, festival tenutosi in uno squat di Thessaloniki, quindi in Grecia, il 22 aprile 2017 con gruppi come gli ungheresi SxOxTxEx e i locali Raw Noise Apes; e il secondo sull'Optimalinija Kaos Panonia, festivalone tenutosi fra l'8 e il 10 luglio nella Novi Sad proprio di Žarko, nientemeno che fra gli organizzatori di quest'iniziativa che ha coinvolto un'infornata di band provenienti da mezzo mondo, dalla Spagna (Energumeno) al Giappone (Napalm Death is Dead e Cunts). Chiudono, come già detto, le recensioni, fra cui ci sono delle chicche allucinanti come l'unico disco dei veronesi Agonia, fra i pionieri mondiali del noisecore e di cui ho già raccontato vita, morte e miracoli proprio nel mio libro.

Parlando invece del secondo numero, questo ha 60 pagine, composte quasi prevalentemente da interviste, però mediamente più lunghe e incisive di quelle del primo numero, anche perché sono stati interpellati personaggi che noi della scena perfino romana conosciamo molto bene. Tipo nientepopodimeno che Paolo Petralia, cantante dei Colonna Infame, dei Comrades e degli '80s nonché boss della SOA Records responsabile in passato di qualche compilation grind (come "The Masters of Noise", stampata nel 1992 e forte di una scaletta comprendente band controverse come gli Anal Cunt e i Meat Shits ma pure i belgi Agathocles e gli australiani 7 Minutes of Nausea, oltreché un progetto di questi ultimi, gli End of Silence), fra l'altro intervistato da un collaboratore di Žarko, Raffaele Sironi. E proprio lui ha curato un interessantissimo articolo sul proto-grindcore che, infarcito di band già trattate in "Più Veloce!", me ne ha fatte scoprire addirittura qualcuna, primi fra tutti i britannici Suburban Filth, di cui ho parlato ampiamente nel nuovo numero della fanza, il 4, uscito di recente (a proposito, se ne volete una copia, contattatemi senza indugio). Il resto però, come già segnalato, sono tutte interviste, fra cui quelle a tipacci quali Miroslav Urbanec, cioè praticamente il fondatore dell'Obscene Extreme, la cui prima edizione si fece nel lontano 1999 essenzialmente per festeggiare alla grande il suo 25° compleanno; e a Kessi e Juha dei Taser, gruppo sorprendentemente sludge metal e dico "sorprendentemente" perché il primo suonava negli YesMeansYes ma peccato che alle domande su di loro abbia risposto in maniera telegrafica ma vabbè. Però un momento: Žarko ha intervistato pure l'iperattivo Mark Miszei, militante in un'accozzaglia assurda di band ungheresi, tipo i Crippled Fox o - UDITE UDITE! - i Retorsion, di cui ho comprato molto di recente il loro album ancora fresco di stampa, e fra l'altro pare che debbano suonare in ottobre proprio qui a Roma grazie al collettivo del Play Fast. Quindi meno tipologie di articoli in questo numero ma sempre di tanta roba si parla. Anzi, di tantissima roba anche grazie alla sezione recensioni, dove ci si imbatte in formazioni inserite nel mio tomo sulla mattanza grindviolence come i jerseyani Cyanamid, i brasiliani Ruidos Absurdos e Brigada do Odio e, infine, gli Atrofia Cerebral, infilati in uno split insieme a un loro vecchio progetto sempre di natura noisecore, gli Audicion Irritable. Devo forse continuare?

In breve: Uncut Reality è veramente una fanza notevole, che nel secondo numero è diventata ancor più bella da vedere e pure da leggere, anche grazie a interviste decisamente più approfondite. Unica nota stonata: l'intervista nel numero d'esordio ai Nihilist Commando, una one-man band finlandese guidata da Mikko Aspa, noto per i suoi Clandestine Blaze, gruppo vicino all'NSBM di cui il mondo potrebbe fare anche a meno. Ma pazienza, dato che Uncut Reality rimane meravigliosa e spero che Žarko continui quest'avventura con un terzo numero ancora più splendido. Anche perché il Rumore è figo e la Musica fa schifo! (Flavio Er Coppola)

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