Se il 26 giugno io ed Elisa siamo stati al
particolarissimo concerto al DLF con quei pazzi dei Cyborgs come headliner, il giorno dopo siamo andati a una serata a noi più usuale, cioè di matrice hardcore punk, allo Strike, dove non andavo da non mi ricordo quanto tempo. Ma anche questo è stato un concerto molto particolare, nel senso che è stato fatto espressamente per festeggiare il 25° compleanno del Bencivenga, che, come ormai sanno anche i sassi, è stato purtroppo sgomberato il 16 giugno. A dirla tutta, questo concerto, come anche quello che si è tenuto 2 giorni prima all'Ateneo con i Mörtaio e i Ritrito (ovvero gli Attrito sotto altre spoglie), era stato organizzato proprio al Bencivenga. Fortuna quindi che tutte queste date siano state recuperate e pure spostate in altri cs/squat belli radicali. Ecco così che allo Strike abbiamo potuto gustarci gruppi spesso giovanissimi (più per anno di formazione che per età dei musicisti) come
Paperinx, Speedrone, Innesco e Tea Max. Ma vi anticipo che, essendoci allo Strike il divieto sia delle foto che dei video, troverete stavolta un'ACCURATA documentazione grafica gentilmente fornitami da Elisa, che si è prodigata a fare degli "scarabocchi", come lei li definisce, così da catturare per i posteri sia i gruppi che la bella atmosfera vissuta durante la serata. Quindi, ecco, beccatevi i suoi disegni e 'sticazzi delle foto!
Sta di fatto però che i Tea Max li abbiamo saltati ignominiosamente non essendo arrivati giusto in tempo ma, non sapendo una ceppa di loro, direi di andare a parlare subito degli Innesco, quartetto di nuovo conio diviso fra Bologna e Imola con già in repertorio un lavorino di 4 pezzi che promette tante belle cose come "
Demo 2026", pubblicato a maggio. Incazzati e veloci come piace a me, ci hanno deliziato con un hardcore metallico che mi ha ricordato alcune delle prime cose degli Upset Noise prima della loro svolta crossover thrash. Notevoli i loro testi, poetici ma anche ultra-politicizzati, uno su tutti quello di "Polveriera", una canzone piena di astio contro chi chiude i nostri spazi. Una band quindi schieratissima in tutti i sensi che, oltre ad aver suonato nel recente passato insieme ad altri gruppi romani come i
Failed, a settembre parteciperà al Bari Hardcore Fest per condividere il palco con i
Plague Bomb, i polacchi Møld, gli svizzeri Disarm e non solo.
Non fanno hardcore e manco vanno a velocità folli invece gli Speedrone, attivissimi sul fronte live ma che ho potuto vedere finalmente per la prima volta proprio in quest'occasione. Fanno una specie di pesantissimo e ossessivo sludge/doom metal un po' alla Eyehategod da loro definito "Heavy Junkie Blues", e non a caso il loro EP, uscito 3 mesetti fa ma per metà registrato dal vivo a novembre proprio presso l'Ateneo, l'hanno intitolato "
Junkie Blues". Parecchie le loro caratteristiche distintive, come un certo groove anni '70 e il cantato urlato e straziato con gli occhi iniettati di sangue del loro frontman, già visto nei
Blank¡ e che si è presentato in scena con un toppino. Memorabile però il momento in cui tipo 3 ragazze si sono più e più volte inchinate proprio davanti a lui come se fosse una qualche divinità blasfema ma ancor più memorabile è stato quando una ragazza ci ha regalato un po' di aria rinfrescante praticamente sventolandoci in faccia un ventilatorino, uno di quelli portatili che i turisti amano tanto portarsi appresso. E queste sono tutte cose che potete vedere nel disegno qui sopra di Elisa. Con incluso il cantante, in sostanza un "Urlo" vivente di Munch. Sì, vivente. Letteralmente.

Musica totalmente diversa con i Paperinx, noti trafficanti di un fastcore furibondo alla primissimi DRI e Septic Death con qualche tocco power violence come alla voce. Stavolta però si sono fatti vedere con un nuovo bassista, cioè nientepopodimeno che Diego dei Jittery, che sembrava alla prima prova ("No, è la seconda", come lui mi ha risposto a fine concerto mentre stava sbaraccando dopo avergli chiesto, scherzando, una domanda in merito) perché ogni tanto si è visto il chitarrista insegnargli palesemente i pezzi fra una pausa e l'altro. Il pubblico poi lo ha sommerso di improperi e insulti fra i più fantasiosi per tutto il concerto, e ovviamente in questo delirio ho preso parte pure io urlandogli tipo "Diego, datte all'ippica!", anche vicino a lui quasi a un centrimetro di distanza... ma in tal caso solo perché volevo godere un po' del ventilatore messo a fianco dei vari gruppi! Con i Paperinx si è quindi respirata un'atmosfera veramente goliardica e divertente, come loro solito, del resto, grazie anche al loro cantante, sempre pronto a fare discorsi fra un pezzo e l'altro, di natura anticapitalistica e antiautoritaria ma anche contro Topolino "amico delle guardie", ingentiliti da bestemmie sguaiatissime. Devastante poi il pogo, bello selvaggio, e inutile dire che, da amante delle sonorità "
più veloci!" quale sono, mi ci sono buttato pure io dopo aver tracannato un paio di birre. E c'è stato addirittura il bis, richiesto dal pubblico nei modi più demenziali, e durante questo momento io ho urlato anche un bel "Forza Roma!". A proposito, se mezza band aveva indosso la maglia della Roma, Diego aveva - sempre se io ricordi bene! - una polo della Lazio. Così, a buffo, senza senso. Ma così si spiegherebbe ancora di più l'"ostilità" del pubblico nei confronti di Diego ahahah!!!
Insomma, concerto figo, tanta partecipazione da parte del pubblico (per dire, anche gli Speedrone hanno smosso un bel po' di gente) e stili ben variati fra i differenti gruppi in scaletta, che hanno tutti suonato in onore del Bencivenga, cioè uno dei miei cs/squat preferiti di Roma. Peccato solo non aver visto i leggendari Tea Max, che non so neanche chi siano, ma spero di colmare prima o poi questa mia lacuna. Che sarebbe anche una lacuna di Elisa. Ma chissà lei come li avrebbe disegnati se non fossimo arrivati tardi? Chissà chissà...
Live report by Flavio Er Coppola
Disegni by Elisa
P.S.: notare che Diego è stato fatto immotivatamente da Elisa con i capelli cotonati da metallaro degli anni '80. Così se lo ricordava, dice lei. Ma vuole rassicurare voi lettori che ai Paperinx ci fosse proprio Paperino in persona al microfono. Invece, il batterista degli Speedrone è stato disegnato così lontano da tutto perché "le urla del cantante erano talmente forti che l'hanno spostato [il batterista] al locale a fianco" (Cit. Elisa). Ve l'avevo detto che questa era un'ACCURATA, anzi, ACCURATISSIMA documentazione grafica!
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