Sì, ok, è passato quasi un mese dal concerto di cui vi voglio parlare oggi ma 'sti cazzi, io qui faccio ciò che mi pare e piace. E poi è stata una bella serata, messa su dal collettivo skin Old Crew insieme ai tipi della VDT Crew a sostegno di Boxe Contro l'Assedio, un progetto pugilistico pro-Palestina, e quindi perché non parlarne anche adesso? E come motivo più semplice e mondano, posso addurre pure una line-up di tutto rispetto che ha visto scatenarsi sul palco giovani e diversamente giovani, unendo così diverse generazioni romane di punk e skin che in totale allegria se le sono date pure di santa ragione sotto palco. E non dimentichiamo che la locandina della serata è stata curata da Zero Calcare. Così, per dire.A cominciare questo gala di buone maniere ci hanno pensato proprio i più giovani della combriccola: i 612 Comma 2. Visti già mille volte (come quasi tutti i gruppi in cartellone) ma stavolta devo confessare che li attendevo parecchio con una certa qual curiosità perché avrebbero suonato per la prima volta con un bassista nuovo. E non con un bassista nuovo così a caso. Mi ha fatto strano infatti non vederli con Greta, con loro fin dall'inizio. Ma mi ha fatto ancor più strano vederli con Raffo, il bassista dei miei Quattro Lire Vigliacche, tutto concentrato a suonare canzoni che ormai conosciamo a menadito come "Mattanza all'Idrovolante", dedicata con tanto affetto all'omonimo pub di Ostia con chiare simpatie fasciste, e l'innodica "Ostia Lido Hardcore", che è sempre divertente da cantare a squarciagola. Insomma, nuova formazione dei 612 approvata ma peccato non aver potuto vedere il loro set per intero perché sono arrivato al Defrag appena in tempo per gustarmi i loro ultimi 10 minuti. Però sempre meglio tardi che mai!A seguire uno dei miei gruppi oi!core preferiti degli ultimi anni: i Casus Belli. Questo quartetto nato nel 2023 mi ha sempre gasato un botto fin dai miei primi ascolti dell'eccellente "Demo 2024" e, non a caso, consigliai sfacciatamente i Casus Belli ai ragazzi di Smashing Boville quando questi stavano cercando un po' di gruppi da far suonare il 14 dicembre 2025 all'Eden, pub della ridente Frattocchie, in una serata dove abbiamo preso parte pure n'oi QLV, anche se poi i Casus Belli sono stati purtroppo costretti a dare forfait per motivi personali. Al Defrag però eccome se hanno suonato, ed eccome se mi hanno gasato un botto pure in tale occasione con il loro mix infuocato di hardcore e oi! alla Colonna Infame con qualcosina di metal e, soprattutto, un cantato in growl da skinhead avvelenato che mi piace da impazzire. Intensissimo il loro set, pieno di vecchi pezzi come "Pensa", "Non mi hai comprato" o "Non tornerà" ma anche nuovi come "Vivi veloce... muori!", tutti comunque infilati nel loro raccomandatissimo primo album "Ex Pugna Resurgo", ormai uscito nel novembre dello scorso anno. E qua già vi dico che la loro è stata per me una delle prime 2 esibizioni più fighe di questa serata. L'altra ve la dico più avanti.Finalmente ora con la compagnia della mia ragazza, Elisa, nonché del nostro amico Mark, entrambi arrivati durante i Casus Belli, mi sono visto per un po' gli '80s, supergruppo con membri almeno dei Colonna Infame (risorti ultimamente ma ormai si ostinano a non esibirsi a Roma, mannaggia a loro!), dei Plakkaggio e dei Rake-Off specializzato in cover dell'oi! italiano degli anni '80, per l'appunto. Ecco quindi che hanno eseguito roba ormai da anni nel loro repertorio come "Lavoro" degli intramontabili Nabat o "Rivolta" dei Plastic Surgery, cioè l'unico gruppo al mondo amato e tributato sia dagli skin anarchici che da quelli fasci di merda ma vabbè. Però passano gli anni ma gli '80s sollevano sempre degli infiniti cori collettivi perché i loro concerti rappresentano comunque una bella scarica di hit che in sostanza conosciamo tutti, sia grandi che piccini di tutta la famiglia di teste pelate. E non solo loro.Fra i grandi figurano sicuramente i Klaxon ma questi sono talmente grandi da essere stati recensiti su un vecchissimo numero, datato 1984, della mitologica Maximum RocknRoll, la storica fanza statunitense. Con loro si è approdati a un oi! indubbiamente più leggero e melodico ma non meno interessante, con una setlist che ha preso un po' da tutta la loro lunghissima carriera, fra cui la bellissima "Skinhead Oi", una delle mie canzoni preferite dei Klaxon (che però purtroppo non suonano sempre) insieme alla violenta "Fottuto", di certo la più hardcore che hanno nel carniere. E qui e là si sono divertiti a suonare pure le loro usuali cover dei Clash ("I'm So Bored with the USA", se non erro) nonché la stupenda "New Age" dei Blitz, che fa scatenare sempre il pubblico. E fra il pubblico c'era anche Giallo dei Dalton, che a un certo punto i Klaxon hanno invitato a salire sul palco per cantare insieme una canzone ma non mi ricordo quale. Ma ciò che ricordo senza ombra di dubbio è una generale presabbene che con i Klaxon non manca veramente mai.Presabbenissimo pure, com'era da prevedere, con i Gozzilla, tanto che in un dato momento si è palesato uno sul palco con il costume da T-rex, che poi ha pogato facendo anche una surfata sulle nostre teste. Perché sì, il pogo vero, pure bello intenso, c'è stato in realtà solo con i Gozzilla e ovviamente mi sono buttato nella mischia anche io, facendo altrettanto ovviamente le mie ormai classiche surfate ma mi sembra di averne fatta almeno una già coi Klaxon. A ogni modo, è impossibile non pogare con i Gozzilla e con il loro arrembante street punk ad alto tasso rock'n'roll sempre presente nel loro stile, al proprio meglio in pezzi devastanti e dai titoli spesso verbosi come "Mi hai proprio rotto i coglioni", "L'erba cattiva non muore mai", "Fatti una bevuta, il Vaticano brucia" e molti altri. Però la loro setlist sarà la stessa ormai da secoli e non propongono più pezzi nuovi ma i Gozzilla sono sempre i Gozzilla e va benissimo così. E così ecco svelata l'altra esibizione che mi è piaciuta di più. Ma non poteva essere che questa!
Finito il concerto, sono tornato a Velletri con Elisa e Mark, giusto per fare una nuova visita con lei a Roma il giorno dopo per la meravigliosa iniziativa, con ingresso a offerta libera, di Boxe Contro l'Assedio che si è tenuta presso il Parco Nomentano, fra l'altro promossa durante la stessa serata da un ragazzo poco prima (se non ricordo male) dei Gozzilla. Si è trattato praticamente di un triangolare di pugilato che ha coinvolto pugili italiani, irlandesi e, soprattutto, palestinesi, con un po' di musica dal vivo dopo gli incontri di boxe. Io ed Elisa però siamo stati lì essenzialmente per questi ultimi e, pur essendo io un (moderato) appassionato di boxe, non avevo mai visto dal vivo degli incontri, e devo dire che è stata un'esperienza notevole, anche perché alcuni di questi sono stati piuttosto spettacolari e belli combattuti. Per giunta, c'è stato pure un pugile della palestra del DLF di Velletri che ha steso il suo avversario letteralmente in 2 secondi. Insomma, ci è piaciuto un sacco questo binomio insolito fra musica e boxe e sarebbe interessante vederne altri, di incontri. Magari, chissà, proprio al DLF, dove ogni tanto ne organizzano un po'.
Live report and photos by Flavio Er Coppola







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