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lunedì 26 marzo 2012

Male Misandria - "E.DIN" (Analisi testi)

Questa era una cosa che volevo fare da molto tempo, visto che i Male Misandria mi hanno sempre affascinato dal punto di vista lirico. Quindi, stavolta troverete non la solita recensione di un disco ma più che altro un’analisi dei testi di certe canzoni, visto che vi si beccano delle citazioni particolarmente interessanti, soprattutto per uno come me, in quanto studente di Filosofia de La Sapienza. Spero in ogni caso di aver fatto un buon lavoro, specialmente considerando che è la prima volta che faccio una cosa del genere. Inoltre, per approfondire il discorso, invito chi non conosce i Male Misandria a leggere la recensione del loro album "E.DIN".

Però, prima vorrei avvisarvi tutti circa la nuova uscita del gruppo, ossia lo split con il solo – progetto black canadese Malveillance edito dalla Suffering Jesus Productions. Il disco contiene ben 13 pezzi (7 inediti – stranamente in inglese – mentre il restante dei vecchi brani datati 2007, fra cui la cover di “Nazi Go Home” dei Crude SS) del terzetto friulano.
EARTH RESET:
in questo pezzo vi sono dei chiari riferimenti a Zecharia Sitchin, scrittore dell’Azerbaijan naturalizzato statunitense e morto 2 anni fa.

Lui è degno di menzione per due motivi:

1) per aver scritto un libro, dal titolo “Il Dodicesimo Pianeta” (perché “dodicesimo”? Perché a quanto pare i Sumeri e i Babilonesi chiamavano ogni tipo di pianeta con il termine MUL, compresi il sole e la luna), nel quale ha tentato di dimostrare l’esistenza di un pianeta dal nome Nibiru che, collidendo con un altro pianeta, Tiamat, avrebbe praticamente originato la Terra. Inoltre, Nibiru, seguendo una particolare orbita ellittica, rientrerebbe nel nostro sistema solare ogni 3600 anni, e nel 7° compimento di questo ciclo dovrebbe collidere appunto con la Terra, evento previsto guardacaso in una data ormai famosa, ossia…. indovinate un po’?

2) per essere stato uno dei sostenitori della cosiddetta “Teoria dell’Antico Astronauta” secondo cui gli extraterrestri sarebbero i principali artefici dell’evoluzione dell’umanità.

Entrambe le vedo però come tesi altamente discutibili, vuoi perché Sitchin non era ad ogni modo uno scienziato pur pretendendo di esserlo, vuoi perché Nibiru a questo punto si dovrebbe assolutamente vedere, vuoi perché giustificare l’evoluzione umana attraverso l’aiuto degli alieni mi pare una cosa molto semplicistica. Infatti, basterebbe pensare all’estrema anonimità dell’essere umano, che rispetto a tutti gli animali non ha un’abilità particolare che lo distingue se non l’intelligenza, che per me costituisce l’unica giustificazione accettabile circa (l’apparentemente inspiegabile) sviluppo della razza umana.

CONVINZIONI:
qui con molta probabilità è stato citato (o è più che altro un’ispirazione?) Epicuro, filosofo greco vissuto tra il 341 e il 270 a.c., secondo cui la nostra rappresentazione della realtà dipende semplicemente dalle nostre sensazioni, capaci come sono di determinare “quali cose siano da cercare” (il piacere) e “quali da evitare” (il dolore),

I Male Misandria effettivamente potrebbero essere più o meno considerati degli epicurei, non soltanto per il tema del cuore e delle sensazioni ma anche per il rifiuto di ogni tipo di ideologia precostituita (“Coerenza”) così da permettere l’unità fra persone anche molto diverse fra loro (a tal proposito, faccio notare che Epicuro, ad un certo punto della sua vita, aprì una scuola, conosciuta come “Il Giardino”, nella quale convivevano insieme persone di ogni tipo, perfino donne e schiavi).

SCRIBA:
il pezzo si conclude con la frase “fai ciò che vuoi”, che ha una duplice fonte:

1) la principale è quella dal 2° libro (1534) di “Gargantua e Pantagruele”, una serie di romanzi iniziata nel 1532 avente come protagonisti due giganti, appunto Gargantua, il padre, e Pantagruele, il figlio, e scritta dall’autore francese Francois Rabelais. “Fai ciò che vuoi” sarebbe il motto del monastero di Jean de Entommeurs (in francese, Fracassatutto!), il frate aiutante di Gargantua nella cacciata dell’esercito nemico dal regno di Utopia;

2) il Liber Oz dell’occultista inglese Aleister Crowley, manifesto anarcoide nel quale si proclama non solo la deificazione dell’uomo (altro tratto distintivo dei Male Misandria come si può evincere dal testo di “Idolima”) ma anche il suo diritto totale (completamente condivisibile) di fare quello che vuole, anche “uccidere coloro che volessero negargli” tutto questo.

HOMO HOMINI HOMO:
qua la citazione è veramente elegante, visto che riguarda il filosofo politico inglese Thomas Hobbes, che aveva una stima così scarsa degli uomini da aver partorito la massima Homo Homini Lupus, ossia “l’uomo è lupo per l’altro uomo”.

Il tutto parte dalla semplice osservazione dell’uomo quale creatura fondamentalmente egoista, brutale, sempre con il bisogno mai soddisfatto di prevaricare gli sugli altri in modo da esser avvantaggiato rispetto a questi. Da qui si arriva alla conclusione secondo Hobbes riparatrice, ossia la nascita di uno stato civile per mezzo di un contratto nel quale gli individui alienino tutti i propri diritti (tranne quello alla vita) a un sovrano assoluto così da perseguire meglio la pace.

COERENZA:
con un po’ di fantasia, il testo di tale brano rimanda all’anarchico individualista Max Stirner, colui che arrivò a vedere in ogni tipo di ideologia (e non solo) il perseguimento di un falso disinteresse fondato su una supposta pretesa di verità che interessa di fatto soltanto un numero ristretto di persone, le quali sono fra l’altro ingabbiate in un sistema ideologico creato nonostante tutto da loro stessi.

In base a queste premesse che limitano l’individuo, Max Stirner si definiva un egoista, ossia una persona che non crede in nulla ma soltanto ai suoi istinti e alle sue voglie (“Vomit Soapbubbles”), rifiutando di conseguenza ogni idea prevaricatrice sull’individuo (la Libertà, Dio, il denaro – da cui il disprezzo per i cosiddetti “egoisti involontari”, ovvero persone che, nonostante si curino soltanto dei propri interessi, sono ossessionate dall’accumulo di denaro).

IN STAGIONE DI GUERRA:

stavolta entrano nel discorso addirittura i Crass, grande gruppo anarcopunk inglese che dal 1977 all’84 fungeva praticamente da centro informazioni contro la politica repressiva della “Donna d’Acciaio” Margaret Thatcher (chi ha visto il recente film con Meryl Streep?).

Il rimando è più specificatamente alle raccolte poetiche crassiane del 1984, ossia “Acts of Love” e “Ten Notes on a Summar Day” (le ultime produzioni ufficiali del gruppo), con le quali i nostri mostrarono una volta per tutte che le proprie invettive non nascevano dall’odio bensì dall’amore disperato per un’umanità che si disprezza fin troppo.

Altra caratteristica in comune con i Crass è l’utilizzo della voce pulita femminile… e guardacaso avviene proprio in tale pezzo.



MySpace:


http://www.myspace.com/malemisandria


BIBLIOGRAFIA:


De Bartolomeo/Magni - "Filosofia Greca e Filosofia Romana", Atlas;


Thomas Hobbes - "Leviatano", Laterza;


Max Stirner - "L'unico e la Sua Proprietà", Adelphi;


Massimo Introvigne - "Indagine sul Satanismo", Mondadori;


il caro vecchio Wikipedia, sia riguardo la parte su Zecharia Sitchin, sia quella su Rabelais (prima o poi devo comprarmi il libro!).

mercoledì 6 luglio 2011

Intervista ai Male Misandria!

Prima o poi doveva succedere. Quest’intervista infatti è la prima nella storia della webzine ad essere stata fatta inizialmente attraverso FaceBook e poi sul più pratico Msn. Inutile dire che è decisamente meglio così.

Risponde Von Pontr, voce/chitarra dei Male Misandria.-------------------------------------------------------------------------------------------------------
La prima cosa che mi salta in mente di chiederti riguarda la lunga stesura dei pezzi dell'album. Cioè, 3 anni di lavoro instancabile, solo che tra il 2007 ed il 2008 avete pubblicato ben due opere. Ecco, come mai nessuno dei 25 brani inediti è stato mai pubblicato prima in uno degli ep precedenti?
I pezzi scritti nel 2007 (pre – “Volizione”) non sono stati contenuti nell’E.P. semplicemente per una questione di tempo...volevamo che l'e.p. suonasse come un lampo: quando ci dicono: "l'ho messo su e non mi sono neanche accorto dell'inizio che era già finito", è il risultato voluto. Per fare questo abbiamo selezionato le canzoni che secondo noi ci stavano meglio per suscitare questo effetto.

Quindi avevate intenzione di partorire un album già 3 anni fa?

Sìsì ma come dico spesso nelle interviste il "deve suonare grind" lo lascio volentieri ad altri gruppi. Noi volevamo solo sfogare quello che avevamo dentro, è suonato così perchè le emozioni dentro di noi suonavano così.

A questo punto quali credi siano le differenze fra voi e chi suona un grind cosiddetto più ordinario? Vi sentite più vicini alla follia di gente come i Converge, Locust ecc...?

Le differenze più che nell'arrivo sono evidenti nel tragitto. Ovviamente per noi è il solito ripetere di non voler avere gruppi di riferimento nella composizione, non voler avere tematiche di riferimento. Finora abbiamo sempre espresso quello che magari altri gruppi fanno di tutto per non ammettere, senza dover far di tutto per piacere a qualcuno. Facendo così ovviamente ci attiriamo vagonate di disapprovazioni ma fa parte del gioco... comunque apprezzo molto i gruppi che hai citato sia per l'originalità e il menefreghismo con cui propongono sempre cose nuove.

La voglia di evolversi in effetti è una gran brutta bestia. Non oso immaginare come sarete fra qualche anno!
Mah guarda, credo che l'evolversi in un gruppo è ciò che lo rende vivo, gruppi come per dire gli Agathocles o gli Anaal Nathraakh (che rispetto ed apprezzo musicalmente), che non han mai cambiato una virgola in quello che fanno, rendono proprio il loro gruppo "un progetto studiato a tavolino" e son le cose che voglio proprio evitare.

L'ostilità mi sembra che l'abbiate sollecitata ancor di più non solo esternando testi incredibilmente un pochino più espliciti del solito ma finalmente anche cantando quasi totalmente in italiano. Non mi dire che una scelta del genere è nata proprio da quest'osservazione!
Mmmh… ma più che ostilità io non mi voglio separare dall'ascoltatore, se testi come quelli di “Non Siete” ti fanno incazzare è un bene e dovresti ringraziarmi perchè ho toccato un punto in te che ti fa star male interiormente e che non vuoi accettare. Il nostro non è odio ma voler solo mettere davanti agli occhi le anomalie che vediamo nella gente. Cioè quello che vogliamo dire non è il solito testo “fuck off and die!”, “il mondo è una merda e mi alieno ad ascoltare Merzbow in autobus”, il nostro è uno “SVEGLIA!” detto da un amico.

Però è anche vero che nonostante tutto "In Stagione di Guerra" sembra quasi fare il verso ai Crass. Ovvero un modo per dire che "il nostro odio è per la verità amore per l'umanità" dato che te ne preoccupi urlando fino allo stremo...e si sa quanto i Crass fossero anarchici fino al midollo.
Sìsì è quello che ho voluto spiegare prima.. comunque non credo che l'aiuto verso il prossimo abbia una valenza politica. Tutte le fazioni politiche tendono ad aiutare il prossimo, chi solo della propria nazione, chi solo del proprio ceto sociale, chi di tutti. Noi con la politica com'è intesa fino ad oggi non vogliamo centrare in quanto per noi è anacronistica

Non vorrei rovinare la sorpresa ai lettori, ma che mi dici però di un testo come quello di "Earth Reset"? Sbaglio o qui c'è qualche riferimento al pensiero dello scrittore israeliano Zecharia Sitchin? Per esempio, i 3600 anni, i sar...?
Sìsì esatto, mi fa piacere che tu abbia colto questo piccolo particolare. Ho letto diversi libri suoi e credo che la sua teoria sia complementare per i dubbi di interpretazioni di correnti cristiane e pre cristiane!

Come rispondi a quanti lo tacciano di divulgare pseudo - scienza?
La scienza secondo me arriva fin ad un certo punto: cerca di descrivere da fuori tutto ciò che fa parte della natura, ovviamente descrivendolo da un punto di vista umano e quindi attraverso solo i nostri 5 sensi. La scienza denigra tutto ciò che non è osservabile e dimostrabile, quindi è un po' limitante considerare non esistente tutto ciò che non riusciamo a percepire con i nostri occhi.

Tuttavia credo che i San Tommaso ci siano dappertutto e non solo contro Sitchin, quindi è anche inutile dilungarsi troppo. E’ questione di elasticità mentale. La nostra mente cerca di farci passare per sbagliato ogni nostro cambiamento interiore. Anche Tesla (geniale fisico serbo naturalizzato statunitense morto nel 1943 che oggi viene apprezzato in lungo e in largo. Su di lui è stato fatto recentemente anche un bel film, “The Prestige” del 2006. Nda Claustrofobia) veniva reputato un mongoloide, ma se fosse stato accettato probabilmente oggigiorno avremmo 2 centrali elettriche ogni 20 case :)

Sì ma secondo te l'umanità non riesce a credere all'esistenza degli alieni o più che altro alla teoria dell'antica astronauta secondo cui noi non siamo altro che prodotti di una civiltà superiore aliena?
Mah, credo che questo sia soggettivo: c'è chi crede agli alieni ma non alla nostra creazione per mezzo di loro... non saprei risponderti con precisione.

Questo tipo di tematiche come si ricollegano alle altre rivolte alla politica (in senso indiretto) e alle debolezze umane?
Beh, sicuramente al controllo dell'umanità da parte di un'elitè in contatto con forze superiori. Oltre a Sitchin mi piace molto Icke (David Icke, scrittore britannico, che infatti è un sostenitore della teoria del complotto secondo il quale i cosiddetti Illuminati – una setta segreta che in passato, ossia nel XVIII secolo, è realmente esistita nella Baviera - stanno tuttora attuando un piano per il controllo totale del pianeta. Nda Claustrofobia) che tratta molto di questi argomenti.

Spiegati meglio.
Il fatto che i potenti cerchino sempre di farci sentire a disagio terrorizzandoci attraverso i loro sistemi mediatici. Il risultato di tutto questo è una schiavitù che, a loro parere, ci farà accettare meglio una possibile dittatura mondiale prossima.

Comunque per non subire gli effetti di questo bombardamento bisogna svegliarsi, e il vero risveglio non consiste nel guardare “Zeitgeist” (un cosiddetto web film diretto da Peter Joseph e di cui sono stati girati 3 episodi, di cui l’ultimo uscito proprio quest’anno, ossia “Zeitgeist: Moving Forward”. Nda Claustrofobia), anzi, fermarsi a ciò è proprio quello che vogliono imporci indirettamente.

Le vostre provocazioni d'altro canto non si fermano di certo ai testi ma anche per le scelte musicali in senso stretto. Per esempio, "In Stagione di Guerra" risulta imbottita di 6 minuti di puro silenzio. Non è che in effetti ci ha messo lo zampino John Cage?
No per niente, non so neanche chi cazzo sia! I 6 minuti di silenzio son stati messi semplicemente per far credere che fosse finito il cd.

Quindi come si spiega il frammento punk con cui si chiude veramente l'album?
Non è che l'abbiamo fatto per introdurre qualcosa di semplice ma solo perché in quel momento pensavamo di fare questa cosa senza pensarci troppo sopra.

Quel che è certo è che è molto in linea con il vostro sentire l'arte.

Più che altro il vero pezzo finale (intitolato “Skins”[come la serie di MTV guardacaso. Nda Claustrofobia]) ci ricordava l'estate e il divertimento, e così l'abbiamo messo come se fosse un post - comprensione del disco. Quindi più che un finale lo definirei un post – finale.

Una specie di congedo in sostanza.

Una frase d'effetto dopo i ringraziamenti di un libro direi

…e che ben contrasta fra le altre cose anche con la suggestiva copertina. Cacchio, avete scomodato addirittura il buon vecchio Hieronymous Bosch! In che modo si lega questo "furto" al contenuto dell'album? Inoltre vi sentite un po' affini con il cattolico Bosch?
Beh, essendo ogni canzone indipendente dalle altre e bene o male descrivente incompletezze umane ci sembrava d'obbligo mettere un trittico del genere, non sarei riuscito a pensare di meglio per descrivere il disco.

Ci sono molte ipotesi sulle credenze religiose di Bosch: si dice che abbia fatto parte anche di sette religiose e congreghe come "La nostra signora" ma secondo me non era cattolico, lo legherei piuttosto allo gnosticismo.

Invece da dove provengono quelle inquietanti illustrazioni che campeggiano qua e là nel libretto?
Le ho trovate su un libro che stavo leggendo in quel periodo. Ci stavano bene con i testi e aiutavano la comprensione a parer mio. Il libro è “psicologia ed alchimia” di Jung

Tutte queste belle cose inerenti il booklet spero non siano destinate a cambiare con un'ipotetica ristampa ora che avete finalmente un'etichetta alle spalle…
Dopo aver leccato il culo a Bosch per 3 risposte vorrei dirti che forse cambieremo grafica per la ristampa …

Oddio, perchè? Già c'è qualche idea per la grafica o è ancora tutto ancora vago?
E’ tutto vago. Mi piacerebbe riuscire a mettere qualcosa di De Sacchis (Giovanni Antonio de’ Sacchis, pittore friulano morto a Ferrara nel 1539. Nda Claustrofobia) ma vedremo ma devo ancora parlarne con gli altri.

Sì ma sempre di opere altrui si tratta! Non è che dietro alla scelta di De Sacchis c'è il fatto che lui era guardacaso di Pordenone?
C’entra sì! Mi piacerebbe riuscire a fare un tributo a questo grandissimo pittore.

La ristampa per la precisione quando dovrebbe uscire?
Tra la fine dell'anno e l'inizio del 2012, non si sa di preciso la data ancora.

A proposito della Suffering Jesus Productions, come cacchio siete riusciti a firmarci? Vi siete anche un po' lasciati prendere da certi gruppi eccentrici dell'etichetta, come i Blackthrone o gli Eliminator?
Beh, semplicemente abbiamo spedito il nostro disco alle etichette più affini.. C'è un'altra band della mia zona sotto Suffering Productions (Sidus Tenebrarum) e mi han parlato bene di ‘sta label, quindi abbiamo provato a fargli sentire il nostro materiale. A dire il vero Edith della Suffering ci ha proposto solo uno split con Malveillance inizialmente, poi ha deciso anche di stamparci il full.

Beh, mi sembra che la collaborazione sia già cominciata bene. Immagino che vi è preso un colpo appena saputa la notizia....
Haha beh oddio un colpo no.. Siamo stati felici di essere stati valorizzati dopo un sacco di no di etichette italiane che apprezzo.

...e tutti i vostri detrattori libertari vi odieranno ancor di più sapendo che i Malveillance hanno fatto parte per un po' di tempo della scena black nazista canadese....
una specie di vaffanculo definitivo?

Nono del passato di Malveillance ce ne freghiamo sostanzialmente. Ha fatto uscite nazi ma ora ha pubblicamente detto che non gliene frega più niente, quindi sarebbe da stupidi basarsi su quello per mandare affanculo qualcuno. Tra l'altro non vogliamo mandare a fanculo proprio nessuno... Le etichette che ci han rifiutato hanno avuto i loro buoni motivi per farlo e rispettiamo le loro decisioni.

Cosa dobbiamo aspettarci con questo split? E soprattutto la vostra partecipazione riguarderà solo brani inediti?
Sìsì solo brani inediti.. le tracce son più metal e compatte delle precedenti. Non ci son canzoni sotto il minuto e mezzo. Questi pezzi sono più articolati di “E.DIN” sia concettualmente che musicalmente. Stiamo pensando anche di inserire 4 brani pre – “Übermensch” (primo ep del gruppo. Nda Claustrofobia), che ho registrato quando avevo 16 anni circa.

Non credi che così facendo ci sarà troppa differenza tra i pezzi vecchi e quelli inediti in tutti i sensi?
Sìsì ci sarà di sicuro ma anche Malveillance metterà dei suoi brani vecchi. Lo split avrà una prima parte di nuovi inediti sia nostri che dell'altro gruppo e poi diciamo un bonus di alcune canzoni vecchie.

Beh insomma, il futuro sembra radioso.
Hahha a quanto pare sì. Ma il mio obbiettivo principale è di riuscire a fare un nuovo full - length con qualche etichetta entro il 2012.

L'intervistona è finita! Vuoi mandare un ultimo saluto agli avidi lettori di Timpani Allo Spiedo?
Abbiamo dovuto aspettare un po' per via dei soldi per pagare lo studio più che altro, ciao e grazie!

sabato 25 giugno 2011

Male Misandria - "E.DIN" (2011)

Recensione pubblicata l'11 Maggio 2011 sulla mia pagina FaceBook.

Album autoprodotto (20 Febbraio 2011)
Formazione (2006): Von Pontr, voce e chitarra;
Puja, basso;
Magris, batteria

Provenienza: Pordenone, Friuli – Venezia Giulia

Canzone migliore dell’album:
senz’appello l’incubo de “L’Amore Perso”, che dopo un po’ diventa pura paranoia anche grazie a Von Pontr che urla quasi all’infinito lo stesso titolo del brano.

Punto di forza dell’album:
l’abilità dei Male Misandria di aver saputo estremizzare l’assalto attraverso accorti miglioramenti e talvolta imprevedibili novità così da creare un vero e proprio inferno sonoro.

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Curiosità 1:
quando mi è arrivata qualche mese fa per posta una copia dell’album, vecchi ricordi si sono scatenati nella mia testa. La copertina infatti non è altro che il “Paradiso Perduto” di quel pazzo pittore olandese del ‘500 Hieronymus Bosch, il cui “Inferno Musicale” (presente ai lati del booklet proprio come il “Giardino dell’Eden) all’età di 12 anni mi fece una tale impressione da averne per un po’ di tempo una paura glaciale. Ma quello che più mi ha sorpreso è stata la fedeltà nel riproporre il “Trittico del Giardino delle Delizie”, che si compone dei 3 dipinti sopra accennati, sul booklet stesso il quale infatti si apre a mo’ di finestra proprio come la monumentale opera sopraccitata. Però, invece che la Terra spoglia vi si trovano i seguenti versi, curiosamente in inglese (e spero che la mia traduzione sia il più possibile corretta):

“Quando siamo nati noi abbiamo cominciato a crescere
Quando siamo morti abbiamo cominciato a capire
Quando siamo rinati abbiamo cominciato a vivere”

Curiosità 2:
L'album sembra prendere il nome da un libro pubblicato nel 2002 da un certo Elliott Rudisill, "E.DIN, Land of Righteousness", di cui a quanto pare non esiste un edizione tradotta nella nostra lingua. Ma il significato dello strano termine "E.DIN" mi è ancora sconosciuto.

Nota:
faccio presente che i Male Misandria dopo tanto tempo hanno trovato un’etichetta discografica disponibile a supportarli il più possibile: stiamo parlando della canadese Suffering Jesus Productions, che fra l’altro ha nella propria scuderia altri gruppi italiani, ovvero gli heavy metalloni The Pistons e i blackettoni Sidus Tenebrarum.

I Male Misandria li avevamo lasciati con “Volizione”, un disco estremo e intollerante come solo pochi gruppi riescono a partorire. E soprattutto un esempio di come si possa dire qualcosa di nuovo senza fare un confusionario melting pot di stili tra i più differenti ma cercando “semplicemente” di sputare fuori ciò che noi metallari estremi amiamo di più: la violenza sonora, il puro attacco frontale. Solo che questi 3 ragazzi osano esternare tale comune obiettivo in una maniera completamente folle, avendo persino il coraggio di combinare in modo perfetto l’irruenza selvaggia del grind con la tetra solennità del black metal. Una combinazione che sta riscuotendo ultimamente un successo inaspettato in terra italica, vedasi il solo – progetto purtroppo sciolto Orifice (questo in una modo molto a sé stante e tutto particolare), Deprogrammazione (poi riunitisi negli O), Noia ecc… ecc…. E’ anche vero che con molti di questi gruppi, tutti ben decisamente distinguibili fra di loro, si sta procedendo ad un’operazione volta a “riscoprire” il fascino della madrelingua, residuo proveniente dalla cultura punk – hardcore che alcuni di essi si portano fieramente addosso. Come è un residuo della stessa cultura il carattere serio e intelligente di molti testi scritti dalla succitata gentaglia (ovviamente non sto parlando di tutti), criptico nella migliore delle ipotesi, ma spesso lontano da qualsiasi tipo di ideologia fatta e finita.

I Male Misandria rappresentano con molta probabilità il lato più violento di questa giovane corrente nostrana. Ma forse anche il lato più tecnicamente valido, questo considerato pure in rapporto alle velocità assassine a cui solitamente i nostri vanno (per esempio ascoltatevi il riffing thrasheggiante e isterico di “So I’m Cook”) e nella loro capacità di cambiare tempo senza nessunissimo problema (infatti, questi ragazzi non hanno perso l’accortezza di dosare in maniera perfetta e saggia il nudo e crudo impatto con strategici tempi meno sostenuti che qui e là fanno capolino) e soprattutto in maniera fluida e con poche pause. E, se non possono essere classificati come i più completi, sicuramente da questo punto di vista hanno fatto passi da gigante, anche affinando le parti più vicine al death metal (come in “Somni Specus” – che contiene un’introduzione lenta e a dir poco minacciosa su cui si staglia una voce parlata stranamente in inglese – o “Nella Culla della Speranza”) se non richiamando addirittura il brutal da stadio terminale come in “Certezze”. Influenze che si posano magnificamente con le sonorità di base del gruppo (che in ogni caso dominano) e che si dimostrano utili a renderlo più indomabile possibile.

D’altro canto bisogna dire che con quest’album non si è voluto soltanto rendere più dura e violenta la formula precedente ma sono state introdotte parecchie novità, alcune delle quali potrebbero essere delle ottime basi di partenza su cui costruire le future produzioni:

1) prima di tutto, ci sono incredibilmente non una ma ben due canzoni che poggiano per la maggiore su ritmi meno indiavolati del solito, ossia la già citata “Somni Specus” (che fra l’altro è collegata direttamente con la successiva “Convinzioni” visto che la voce parlata è presente anche in quest’ultima) e la contraddittoria e crassiana “In Stagione di Guerra”, indubbiamente l’episodio più curioso del lotto che guardacaso funge da coda dell’album;

2) in “Homo Homini Homo” si sperimentano invece nell’introduzione delle tastiere “angeliche” che non soltanto collidono stupendamente con l’assalto subito successivo ma anche con i campioni di lupi che abbaiano in maniera veramente poco simpatica;

3) ha assunto finalmente un ruolo melodico pure il basso, seppur solo in “Coscienza”, dove per un po’ si stacca dal ruolo di seconda chitarra caratteristico del metal costruendo in tal modo un’ottima linea nei primi momenti del brano, che fra l’altro è uno dei più lunghi (dura poco più di 3 minuti);

4) questa è una novità in parte visto che rientra perfettamente nei canoni black ma è da menzionare il fatto che si è notevolmente allargato lo spettro d’azione del riffing riguardante tale genere. Infatti, nei Male Misandria mancavano le melodie più disperate e gelide, lacuna che è stata riempita in pezzi come “Alba”, la pazzesca “Daltonico” e soprattutto “Amore Perso”, le cui melodie alla fine diventano spaventosamente cupe e frastornanti nella loro terrificante dissonanza;

5) anche questa è una novità in parte visto che fino a “Volizione” le liriche sono state divise fra l’italiano e l’inglese. Ma finalmente l’italiano è diventata la lingua base dei Male Misandria, anche se qualche titolo potrebbe trarre in inganno.


La finale “In Stagione di Guerra” merita una trattazione a sé essendo non solo come già scritto la più coraggiosa del lotto ma purtroppo anche quella in un certo senso meno convincente, più che altro per due trovate un po’ incomprensibili per le mie orecchie (un effetto voluto? Ho paura di sì!).

“In Stagione di Guerra” non è soltanto il secondo e ultimo brano nel quale le velocità assassine prevalgono per pochissimo. Sì, perché in esso vi si trova per la prima ed unica volta una voce femminile recitativa molto in sintonia con il tema dell’amore che finalmente viene trattato con assoluta nonchalance. Di conseguenza i toni si fanno delicati e compassionevoli. Solo che l’episodio possiede due finali comunque non troppo dissimili né dal punto di vista emotivo né da quello musicale (beh, più o meno). Due finali? Forse è ora di spiegarsi meglio: il primo avviene in corrispondenza dei primi 3 minuti. In seguito il tempo passa a dismisura manco si stesse emulando John Cage. In parole povere si ascolta solo il crudo silenzio (oddio, se non abitassi in una zona importante di Roma forse me lo gusterei meglio ‘sto silenzio…). Per 6 – 7 minuti. Dopodichè, ariecco la musica che distrugge debitamente i timpani (grazie al….?) nonostante si tratti di un punk poppeggiato e strumentale tutto sorretto dalle semplici variazioni della batteria tutta concentrata sui tempi medi. Passato circa un minuto, è finito tutto.

Ora vorrei sapere dai diretti interessati l’utilità di fatto senza sbocchi e senza un reale sviluppo emotivo del secondo finale, e quindi qual è il senso del silenzio? Inoltre, sarà pura speculazione ma il canto del cigno dell’album ribadisce gli stessi concetti del primo finale aggiungendo poco o niente. Ossia si rallenta gradualmente il ritmo (anche se nel secondo ciò è quasi impercettibile dato che è tutto merito della sola batteria) e in entrambi i casi non c’è un vero e proprio climax emotivo, almeno non in senso classico visto che si gioca tutto al contrario. Sottolineo ad ogni modo (giustamente per non essere frainteso) che la prima conclusione funziona a meraviglia, eliminando lentamente l’aggressività e la violenza per poi proporre poco dopo il tipico finale impazzito caro a metal e al rock in generale.

Se si deve però ritornare ai netti miglioramenti, allora non posso che applaudire il lavoro vocale di Von Pontr (a.k.a. Darius a.k.a. MM oppure come cazzo volete), il cui massimo esempio di pazzia imbottita anche da urla stridulissime si può rintracciare in “Daltonico” dove si ha quasi la sensazione che lui stia per abbandonare questo mondo senza speranza. Il nostro stavolta ha fatto un buon uso frequente delle sovraincisioni (comprese quelle tra urla e grugniti belli rozzi) nonché dell’effettistica, visto e considerato che per esempio non sono pochi i momenti in cui lo si sente sbraitare ora da un’uscita adesso dall’altra dello stereo (o delle cuffie, s’intende).

La produzione guardacaso è molto diversa da quella di “Volizione”. E’ decisamente più pulita, i vari strumenti sono stati ben equilibrati fra di loro (ascoltare il basso è sempre un gran piacere!), e le frequenze sono costantemente e spaventosamente alte. Oddio, non è che quest’ultima caratteristica mi piaccia particolarmente in quanto così facendo si alza la potenza della propria musica in maniera quasi artificiale. D’altro canto, risulta molto adatta ad esemplificare la carica profondamente nichilista e provocatoria del terzetto. Che ha già dimostrato di essere potente ed incisivo con la produzione sporca di “Volizione”….

Voto: 90*
Claustrofobia
Scaletta:
1 – Sangue del Mio Sangue/ 2 – So I’m Cook/ 3 – Amorfe/ 4 – Earth Reset/ 5 – Somni Specus/ 6 – Convinzioni/ 7 – Non Siete/ 8 – Homo Homini Homo/ 9 – Scriba/ 10 – Alba/ 11 – Vomitsoapbubbles/ 12 – Nella Culla della Speranza/ 13 – Come Creta/ 14 – Cometa/ 15 – Certezze/ 16 – Daltonico/ 17 – Money Turns Into Paper/ 18 – L’Amore Perso/ 19 – Coscienza/ 20 – Coerenza/ 21 – Idolima/ 22 – Noi/ 23 – Incendio/ 24 – Jizo/ 25 – In Stagione di Guerra

MySpace:
http://www.myspace.com/malemisandria

*Il voto è stato una decisione piuttosto difficile. Perché, se confrontato con il 95 al tempo dato a “Volizione”, il presente album dovrebbe essere considerato un seppur minuscolo passo indietro, nonostante nella recensione si parli di una sfilza infinita di miglioramenti e novità. Di fatto non lo è, anzi, ma comunque rimane importante la conclusione poco convincente di “E.DIN”. Mentre nella precedente opera simili dubbi non mi attanagliarono per niente la capoccia. Quando si dice la pignoleria….

venerdì 6 novembre 2009

Intervista ai Male Misandria


(Avreste mai immaginato che
i Male Misandria fossero così
...."normali"? Comunque, da
sinistra verso destra: S.P.,
Dario e M.M.)

Una curiosità: la seguente intervista è stata la primissima della storia della rivista in cui addirittura poco più di 10 punti non hanno conosciuto risposta. In teoria infatti doveva essere la più lunga che io avessi mai fatto (54 punti) ma poi essi sono diventati 13 in meno. E' comunque difficile superare il record dell'intervista dei Veil, che furono così (e giustamente) logorroici che le pagine da leggere sono addirittura 16....il tutto con "soli" 36 punti!

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1) Prima di cominciare, vorrei farvi i miei più enormi complimentoni per aver dato ai posteri un demo che è un autentica bomba provocatoria, rumorista e coraggiosa nel proporre delle sonorità così originali.

Dario, voce e chitarra - Grazie mille per i complimenti e a te per l'intervista e il tempo dedicatoci!
2) Presentate, con una breve biografia, i Male Misandria ai lettori di “Timpani Allo Spiedo”.

Allora l'idea di formare i Male Misandria mi venne verso il 2007 quando avevamo tutti circa 16-17 anni e suonavo con un gruppo thrash/black (Esequie). Inizialmente volevo fosse una one-man band, ma poi, dopo aver realizzato "Übermensch", ho preferito chiamare Magris alla batteria, anche lui già impegnato in un progetto thrash metal (Athwart) e Puja al basso nell'estate 2008. Con questa formazione incidemmo "Volizione" nel Novembre 2008.

3) Di cosa parlate nei testi? Chi è, o chi sono i loro principali artefici? E da chi siete influenzati, anche dal punto di vista puramente formale, per farli?

Ci viene difficile spiegare gli argomenti trattati, essendo molto vari. Comunque i testi sono scritti un po' da tutti e tre (“Volizione” però ha praticamente solo testi miei eccetto uno di Magris). Non ci riteniamo influenzati da nessuno nel comporli anche perchè come puoi vedere sono tutti molto differenti.

4) C’è qualche motivo per il quale preferite parlare di tematiche simili invece di trattare i classici temi ormai tanto famosi sia del grind (il gore per esempio) o del black metal (anticristianesimo…)?

Il motivo è che noi scriveremmo di questi argomenti anche se facessimo un altro genere musicale, perchè è ciò che ci interessa esprimere, il nostro obbiettivo non è suonare grindcore o black metal, ma di comporre quello che istintivamente ci rappresenta. Se fossi intonato ci avreste già visti a TRL.

5) Sbaglio a dire che non solo dai versi ma anche dallo stesso linguaggio, bizzarro, tremendamente oscuro e, secondo me, efficace, che utilizzate si nasconde in voi un indole decisamente e spietatamente misantropa? Se sì, cos’è per voi la misantropia? E’ la vera ed autentica filantropia, considerando che, almeno in taluni casi, si odia l’umanità in modo costruttivo in quanto si pensa ad un futuro migliore per lei? Comunque, perché avete scelto di utilizzare un così difficile linguaggio?

I testi contenuti in "Volizione" sono stati scritti in diversi momenti in cui sentivamo di esprimere concetti differenti. Le liriche composte e utilizzate per comporre le tracce non vogliono essere incentrate nella misantropia. Personalmente, e penso di poter parlare anche per gli altri membri del gruppo, non ci riteniamo misantropi (come non detto. Nda Claustrofobia).Il linguaggio, come hai detto te "difficile", non è stata una scelta "a tavolino" ma è stata una via naturale per incentrare al meglio il soggetto dei nostri versi.

6) Adesso vorrei parlare dei testi più da vicino, partendo da “Enkel”. Sinceramente, io non riesco ad associare il titolo della traccia con ciò che dice la voce. Non è, comunque, che la parola enkel l’avete presa dall’afrikaans? Se sì, che c’entra la caviglia (appunto, enkel in afrikaans) con il testo?

Enkel significa singolo in olandese... il nostro bassista ha origini olandesi quindi ci ha tradotto in un termine più figo di singolo lo stesso concetto.

7) Come avviene la composizione dei vostri pezzi e quanto è durata la loro stesura? Chi li ha composti principalmente? Quale è il pezzo con cui più avete, come dire, “litigato”? Ci sono state un po’ di “scazzottate” in fase di composizione?

Solitamente la base della canzone la compongo io a casa, poi ci si ritrova tutti assieme per decidere se modificare, aggiungere o toglierci qualcosa. Dirti precisamente quanto è durata la stesura dei brani è complicato, anche perchè alcuni non sono stati inseriti in "Volizione", ma faranno parte di future uscite..magari split. Alcuni brani sono stati completati in 2, 3 giorni (es. “Siamesic Stirner”), altri fatti in 10 minuti d'orologio (“Sole”, “Comunicazione”). Comunque i miei periodi di alta creatività sono seguiti da periodi di scazzo totale, quindi usualmente ci troviamo ad editare 3 brani alla volta.
Non abbiamo mai litigato per nessun pezzo, fortunatamente ci piace lo stesso stile di cose e a parte qualche episodio di contrasti in finezze, non abbiamo mai avuto da ridire.

8) Dove avete registrato i pezzi ed in quanto tempo? L’esperienza come è stata? In questo caso, invece, quale è stato il brano più “palloso”?

Abbiamo registrato e missato i pezzi in circa una settimana e mezza, registrati nella sala prove di un nostro caro amico, Kast (Muy temible) che voglio ringraziare per la professionalità e per il prezzo irrisorio che abbiamo pagato per registrare l'e.p. (soli 80 €). Nessun brano è stato realmente palloso.. nessuno dura più di 2 minuti e mezzo quindi si può dire che non ci siamo neanche resi conto di registrarli.

9) A mio avviso, la vostra musica è decisamente interessante dato che non solo tirate fuori una combinazione selvaggia e schizzata tra il black metal ed il grindcore (caratteristica già piuttosto rara), ma stuprate letteralmente i timpani dell’ascoltatore attraverso dei rumorismi che dire devastanti è un crudelissimo eufemismo. Inoltre, personalmente ho ravvisato sonorità mathcore (“Comunicazione”), influenze provenienti dal death metal melodico (“Dio”), come pure incursioni in un thrash metal violentissimo (l’inizio di “Dio”) ed anche nel doom (ancora “Dio” ma anche l’inizio di “Siamesic Stirner”) e forse c’è anche qualcosa di metalcore, o qualcosa di simile, nella canzone appena citata. I brani più grind (per riff ed impatto sonico), comunque, mi sembrano “Comunicazione”, “Noosphere” e la monolitica “Natural Death”. Strutturalmente parlando siete anche qui pazzescamente vari, passando così dalla più completa libertà di “Comunicazione” in cui le differenti e brevissime soluzioni (veramente tante) si concentrano in 28 secondi, alla più classica, ed a mio avviso, “metallica” “Siamesic Stirner”…ma non solo. I vostri brani di solito si concentrano in tempi ultra-sparati e, nonostante questo, dimostrate una tecnica sbalorditiva, senza errori e sbavature (almeno a quanto sento io) coniugando perfettamente tecnicismo, rumorismo e potenza, un po’ come nelle formazioni di estrazione mathcore. Insomma, per me fate del rumorismo un’arte. Mi sono comunque dimenticato di qualcosa? Quali sono le vostre influenze (credo che siano piuttosto innumerevoli) e da quali membri del gruppo partono? Come definite la vostra difficile musica? Siete stati influenzati, tra gli altri, dai Black Witchery?

Grazie mille per le parole usate! L' E.P. è stato registrato quasi interamente in presa diretta quindi sono contento che non ci siano sbavature o erroracci. Non saprei come definire lo stile dei Male Misandria se non singolare e priva di limitazioni. Di influenze sul serio ce ne sono tante e disparate.. ascoltiamo tutta la musica senza nessuna sorta di pregiudizio e cerchiamo di compattarla, preferirei evitare di fare la lista dei gruppi che più ci hanno colpiti. Sinceramente i Black Witchery non sono uno dei miei gruppi prediletti, anche se mi piace ascoltare gruppi simili come Revenge e Archgoat.

10) Per quanto mi riguarda, il pezzo che più ho apprezzato è “Dio”. Intensissima è dire poco, assurda, schizzata e malata come poche, è caos, ma controllato, sembra che, soprattutto con tale brano, vogliate allontanare i potenziali ascoltatori, un po’ come faceva Nietzsche con i suoi scritti, brevi e sfuggenti. Il bello è che “Dio” è composto da tante soluzioni concentrate in un minutaggio così esiguo. Spaventoso! Ora, siete d’accordo con le mie affermazioni? Se no, quale è per voi il pezzo che più apprezzate di “Volizione” e perché? Come è nato, comunque, il brano e come riuscite (domanda forse idiota) a non perdere la testa con così tante variazioni folli? Ed esso cosa rappresenta per voi?

In realtà la canzone del disco che ci piace di più è "Sole". E' nata in 10 minuti e ha in qualche modo il testo più generico ed esaltante.

11) Vabbè, mi sembra scontato dirlo, ma per me il vostro principale punto di forza è proprio l’intensità, il rumorismo che sputate fuori con una rabbia ed un odio non comuni. Veramente pauroso e coinvolgente. Siete d’accordo? Se no, quale è secondo voi il vostro principale punto di forza (che, comunque, a mio avviso, ne avete tantissimi) e perché?

Secondo me il nostro principale punto di forza è appunto l'assolutezza, il non fare quello che facciamo secondo uno schema predefinito o seguendo un nostro schema, ma facendo cioè che ci piace nel modo più naturale possibile, così da essere caratterizzato dalla nostra natura senza sforzi. Comunque condivido anche ciò che dici tu, sostituirei solo "Odio" con "Amore" (bella stranezza! Nda Claustrofobia).

12) Ora vorrei parlare di un po’ di brani, partendo da “Enkel”. Mi sembra piuttosto scontato osservare che essa sia veramente disturbante, con quel rumore principale che pare ferraglia ultra-distorta. Insieme a questo, è presente un suono, e poi se ne fanno vivi altri due, tutti elettronici (o sbaglio?) che, attraverso le loro note non sincronizzate, generano una sensazione di autentico caos. Alla fine, inoltre si erge una voce che dice per 4 volte sempre le stesse provocatorie parole, e quando proclama per l’ultima e definitiva volta “io sono l’Illuminato” tutti i rumori, di botto, finiscono. Questo è, per me, il climax, che risalta anche il massacro subito successivo di “Dio”. Quindi, come è nata “Enkel” e quale significato le date? Cos’è esattamente il rumore principale? Inoltre, quella voce l’avete presa da qualche film? Se sì, quale? Ma avete fatto caso che “Enkel” è il secondo pezzo più lungo di tutto il lotto? Curioso, mi sto chiedendo il perché da un po’ di tempo, anche perché non ha niente degli strumenti classici che usate nel resto del demo. E perché, considerando che praticamente è un intro, non l’avete chiamata piuttosto in quest’ultimo modo?

Allora innanzitutto la voce che senti è tratta da "Fight Club" (è ora che io me lo veda allora. Nda Claustrofobia) e la canzone è stata fatta interamente con un programma per musica elettronica, distorcendo ed effettando suoni sintetizzati.Ottima domanda a proposito del nome: si chiama “Enkel” e non “Intro” proprio perchè non è un'introduzione al cd, ma bensì una canzone a sè stante, fatta con strumenti diversi rispetto alle altre canzoni del E.P.

13) “Dio” io penso che sia una delle canzoni più varie dal punto di vista delle influenze proposte, dato che, a mio avviso, parte un po’ thrash, per poi divenire black. Successivamente sembra facciate il verso al death melodico, ma poco dopo il massacro si fa più intensamente e decisamente grind, per finire in bellezza con un incubo doom! Strutturalmente parlando, “Dio” è simile a “Comunicazione”, pur essendo la prima un po’ un po’ più meditata ed anche maggiormente lunga. Ma quale è stata la genesi di questa canzone? Un po’ di birre di troppo forse eheh? Cosa significa per voi tale canzone?

”Dio” è una delle canzoni che ho scritto "a prima suonata", cioè non componendola pezzo per pezzo. Improvvisando riff a caso è venuta fuori…poi ovviamente ci ho messo qualche aggiustamento.

14) E’ arrivata l’ora di parlare di “Life”. In soli 3 secondi, secondo me, dite tutto, considerando che forse è la traccia che più identifica la vostra attitudine provocatoria, nichilista e misantropa. La considero un po’ come tutto il flusso della vita nella società occidentale, un flusso che per la verità è un soffio minuscolo che è il momento in cui si entra nel mondo, appena neonati. Siete d’accordo? Da chi siete stati influenzati per farla? Da “You Suffer” per caso (paragone scontatissimo ma tant’è…)?

Haha ci hai imbroccato giusto.. paragone scontatissimo ma azzeccato. Il testo di "Life" è stato composto circa nel 2007, nel pieno periodo "nero"... ci tengo a dire che da quando abbiamo scritto pezzi nichilisti come questo, è passato molto tempo... nelle canzoni future non troverai più questo retrogusto di cartongesso.

15) Perché un titolo come “Volizione” e da cosa è stata determinata la scelta? Ci sono altre proposte prima di decidere definitivamente per questo?

"Volizione" vuol essere l'uscita di un tunnel, il primo abbaglio di luce. Penso sia l'unico titolo che identificasse il nostro lavoro..ci sono state altre proposte come "Volizione Peculiare", ma abbiamo preferito lasciare il contrasto con la copertina.

16) Parliamo adesso della copertina. Sbaglio a dire che essa si ricolleghi in un certo modo al titolo del demo, nel senso che quello scheletro, impotente e solo ossa, possa essere considerato come l’opposto di “Volizione”? E’ un po’ insomma come una critica contro quelli che vogliono agire ma che alla fin fine non fanno un fico secco? Se sì, contro chi è diretto esattamente il messaggio (spero che questa domanda sia comprensibile)? Comunque, ci state, prima dell’attuale, altre copertine proposte? E chi l’ha fatta?

Si può dire che il messaggio sia proprio quello, uno scheletro solo ossa numerato incarna al meglio la limitatezza umana. Facendola pensavo proprio alla gente che mi circonda, che pensa con la mentalità del gruppo, che si sente sé stessa solo con la compagnia di amici uguali a sé.

17) Adesso vi tocca sorbirvi anche qualche mia critica, anche se in fin dei conti praticamente (quasi) irrilevante. La produzione è sì ottima ma la batteria mi sembra sia stata abbastanza trascurata, in special modo per quanto riguarda il rullante, un pochino debole ma paradossalmente la batteria dà una sterzata di violenza assurda. Come rispondete a tutto ciò?

Hai ragione, questo perchè abbiamo registrato chitarra, basso e batteria in presa diretta e il rullante è soffocato dalla cassa e dal basso. Il merito della "sterzata" è solo di Magris, che suona con un'intensità unica tralasciando tecnicismi omosessuali.

18) Un’altra piccola critica (questa molto irrilevante) che vi si può fare è che la produzione non è sempre omogenea per tutti i pezzi, considerando che “Ancora” ha un volume più basso rispetto agli altri pezzi. Perché, quindi, risulta così?

Sì è vero..purtroppo non so ancora spiegarmi la ragione ma quando ho fatto il mastering è stata l'unica canzone ad abbassarsi così tanto di volume. Non so proprio il motivo..sarà stato il cambio di stagione.

19) Vorrei fare adesso una domanda a Dario. Da chi sei stato influenzato per la voce, a mio avviso molto black metal? Quali sono, inoltre, i tuoi cantanti preferiti (se ce ne sono certo)?

Sinceramente non sono stato influenzato da nessun cantante in particolare. Come hai ben detto tu, mi piace molto la voce black metal e ciò si riscontra nella mia voce. Ti citerò alcuni cantanti che mi piacciono, black metal e non: Nattramn (Silencer) Mitch Harris (chitarrista/ seconda voce Napalm death), Stoffel (Yacopsae) (non a caso si può vedere su YouTube la cover di “Apokalypsae” rifatta dagli stessi Male Misandria. Eccovi il link: http://www.youtube.com/watch?v=8-U1zNx6_sk

20) C’è una ragione per il quale alcuni brani sono in italiano ed altri in inglese? Che trovate di affascinante in queste due lingue? E non credete, poi, che l’inglese sia un po’ troppo stra-abusato e commerciale, e per un gruppo non anglosassone, anche un po’ impersonale?

Sì l'inglese è molto impersonale, ma alcuni testi in italiano facevano cagare quindi li abbiamo messi in inglese... nel prossimo full saranno tutti in italiano.

21) Toglietemi una curiosità (come se fosse la prima o l’ultima): perché “Volizione” è stato pubblicato esattamente 2 giorni prima di Natale? Un regalino ai sensibili di orecchie (ed anche d’occhi, visti i testi e la copertina)?

In realtà abbiamo iniziato a distribuire il disco alla mezzanotte del 24 dicembre, quindi proprio il giorno di Natale, appena scesi dal palco dopo un concerto. Volevamo che "Volizione" fosse la chiusura dell'avvento.

22) Vi sentite soddisfatti del lavoro raggiunto? Come stanno andando la critica ed il pubblico nei vostri confronti?

Siamo veramente soddisfatti.. per ora abbiamo ricevuto tantissimi feedback positivi e questo ci onora.. spero che sia lo stesso per i prossimi nostri lavori.

23) Girano voci che dicono che siate praticamente odiati da ogni parte. Me lo confermate? Se sì, Ve lo sapete spiegare?

Anche Gesù era odiato in ogni parte!

24) Per caso, dato il vostro nichilismo, siete stati influenzati anche dai leggendari Nerorgasmo. Se sì, quanto vi ha pesato quest’influenza e perché ne siete così affascinati? Li considerate, poi, come i più punk di tutti? Quest’influenza, comunque, è valida per tutti voi?

Sì i Nerorgasmo ci piacciono tutt'ora anche se alcuni testi non li condivido più come un tempo.. Beh più punk di tutti no.. i più negativi dell’H.C. made in Italy sicuro.

25) Non avendo il vostro primissimo demo, “Übermensch”, che differenze (di musica, testi, produzione ecc…ecc…) ravvisate tra quest’ultimo e “Volizione”?

Guarda, mi fa cagare appieno. Le canzoni erano più lunghe e meno compatte, la registrazione è pessima visto che ho fatto tutto a casa mia con una scheda audio esterna. Comunque "Multiverse", "Life", "Noosphere" che erano stati registrati per il primo E.P. sono stati poi riproposti in "Volizione". Per chi volesse comprare “Übermensch”: è una figata (prima fa cagare e poi è una figata! Booooh…Nda Claustrofobia).

26) Chi ha scelto l’enigmatico nome del gruppo e da cosa è stata determinata la scelta? Prima di esso, sono stati proposti altri nomi?

L'ho scelto io e per noi significa sentirci sempre fuori posto, avevo in mente altri nomi che non voglio dire perchè mi fanno fin ridere.

27) Per quanto riguarda il logo invece? Chi l’ha fatto e perché è stato scelto (+ l’ultima domanda della 26, senza ripetermi un’altra volta)?

Il logo l'ha fatto una ragazza di Varese, Elisa (http://www.myspace.com/devihateart). Inizialmente ne avevamo uno molto più grezzo, fatto in brutta copia. Per me il significato del nervosismo nello sfondo e del font classico e leggibile è stato "Wolf In the Sheep's Clothing".

28) Considerando il riferimento all’anarchico individualista (che apprezzo tantissimo) Max Stirner ed anche certo vostro legame (Punk4Free, concerti con gli Antitest…) con la scena punk-hardcore, voi potete essere considerati come anarchici, almeno allargando il concetto (vita fuori dagli schemi e da regole di ogni tipo, odio verso chi segue come una capra e via dicendo…)? Se sì, da quanto lo siete ed avete organizzato anche qualcosa in tal senso (iniziative in centri sociali per esempio)?

La risposta è: absolutely no. Non facciamo parte di nessuna fazione politica. Abbiamo fatto il concerto con gli Antitest non sapendo fossero anarchici, e anche se lo avessi saputo prima non mi avrebbe fatto né caldo né freddo... Potrei suonare con loro, con gli Hate For Breakfast, o con i CCCP che non mi cambierebbe niente (so già che questa risposta mi causerà degli scazzi incredibili..).

29) Cosa sono la libertà e la vita per voi?

La libertà: sapienza (e non conoscenza). La vita: sapienza (e non conoscenza).

30) Una domanda cazzona: perché chi di voi aveva i capelli lunghi se li è tagliati (come si vede nella sezione “immagini” del MySpace del gruppo)?

Puja non li voleva tagliare, il barbiere ha fatto una cappella. Quando Brad Pitt dopo “Troy” si è tagliato i capelli, per Magris è stato un brutto colpo, seguito dall'ossigenata di Beckham, è un esteta ed il suo è stato un gesto estetico. Io invece non ero più a mio agio con i capelli lunghi e ho deciso di tagliarli. Da quei giorni il sex appeal è cresciuto per tutti.....forse non proprio per tutti(Puja è la verità).

31) Con quale pubblico preferite esibirvi, considerando che siete un misto fra il black ed il grindcore, pure se sperimentale?

Con un pubblico che non stia a contare i tempi dispari delle nostre canzoni, o che ci compri il cd perchè "oh vecchio, la batteria spacca un casinooo, tatatatatatata hehe" ma che ascolti ciò che vogliamo esprimere e lo capisca.

32) Volete raccontare di un vostro concerto-tipo?

Gente che si pesta sotto il palco, troie nel parcheggio, pushers in mezzo alla folla, gente che si spara fucilate nel pogo, suonare con Metal Carter e i Bloody Beetroots (nota per i lettori ignoranti – compreso me -: i The Bloody Beetroots sono un duo di musica elettronica – od in qualsiasi modo la si voglia chiamare - di Bassano del Grappa. Pensate che alcune loro canzoni sono comparse addirittura nei videogiochi di FIFA 09 ed Nba Live 09. Nda Claustrofobia) , a fine concerti tutti in centro città a spaccare i monumenti e le statue.

33) Prima di militare nei Male Misandria, avete fatto anche qualche altra esperienza in campo musicale e questa com’è andata? Avete pubblicato (o semplicemente registrato) qualche cosa?

Allora io ho suonato per 2 anni negli Esequie (2005- 2007).. abbiamo inciso un demo che si chiama "Funeral Devastation". Magris ha da poco lasciato gli Athwart con i quali ha registrato un demo (“Blowback”) e un full-lenght a breve disponibile, Puja cantava in un gruppo folk/ viking con altre 300 persone circa.

34) Considerando la vostra indiscutibile tecnica, da quanto tempo suonate i vostri rispettivi strumenti?

Puja non aveva mai preso un basso in mano in tutta la sua vita.. ha imparato a suonarlo ad Agosto.. è un chitarrista. Magris è un polistrumentista e suona la batteria da 4, 5 anni..io suono da quando ho 13 anni, sempre alla cazzo senza mai mettermi a studiare o a imparare scale su scale davanti al pc...ho sempre preferito le ragazze. Nessuno di noi ha preso lezioni, suoniamo tranne Puja un anno o 2 di chitarra e canto..che comunque non son serviti ad un cazzo per il nostro cd. Suoniamo mediamente 2 o 3 ore alla settimana i nostri strumenti e basta.
(mi fanno paura anche per questo ragazzuoli! Nda Claustrofobia)

35) Visti i vostri testi, presumo che voi siate appassionati di filosofia. Se sì, quali filosofi maggiormente apprezzate e perché e cosa vi affascina della filosofia?

La nostra filosofia non c’entra assolutamente con i libri: incidenti mortali in macchina durante gare stile “Fast and Furious”, incontri di lotta libera in periferia, invasioni di party, ballare sul cubo con due fighe tutta la notte sulle note di l'”Amour Tojours” (si sta parlando di Sagi Rei o del caro vecio Gigetto D’Agostino? Nda Claustrofobia), vandalismo urbano, e shopping con le morose. E queste cose ancora nessun filosofo le ha scritte.

36) Come vi rapportate con il fenomeno del peer 2 peer e, di conseguenza, con il formato MP3?

Ne facciamo uso anche noi, chi più chi meno. Personalmente quando mi piace un cd lo compro originale e questo sistema di condivisione mi permette di non buttare soldi nel cesso comprando dischi "a scatola chiusa".

37) Che ne pensate della vostra scena Metal estrema, ossia quella del Friuli Venezia-Giulia (anche dal punto di vista extra-musicale – nel senso dei locali, del pubblico e così via)?

Pubblico ce ne sarebbe anche, purtroppo in molti hanno il culo pesante. Mi piacerebbe poter diminuirne la quantità per incrementarne la qualità. Locali tabula rasa..un cazzo. Ci sono 2, 3 posti sparpagliati per le montagne e basta. Nei dintorni suonano sempre quei 4, 5 gruppi amici fra loro tipo 20 volte al mese.

38) Che ne pensate invece della scena Metal estrema italiana più in generale( idem)?

In modo non diverso da quella friulana.

39) Ascoltate altra musica oltre al Metal? Se sì, quale? Nuove leve da consigliare? Ritornando al Metal, quali gruppi preferite? C'è qualche sorpresa che volete segnalare?

Sì ascoltiamo vari tipi di musica. In questo periodo personalmente ascolto molto rap, elettronica e screamo. Vorrei segnalare 2, 3 gruppi italiani che ho realmente apprezzato da poco: Al Freddo (http://www.myspace.com/alfredddo . Nda Claustrofobia) (RIP), Gli Eroi (http://www.myspace.com/glieroi . Veramente interessanti. Nda Claustrofobia), 1/4 Morto (hardecore! http://www.myspace.com/unquartomorto . Nda Claustrofobia), Laghetto (http://www.myspace.com/laghetto . Nda Claustrofobia) e ce ne sono altri che non sono "sorprese" che quindi eviterò di citare.

40) Cosa bolle attualmente in pentola per voi? So che state registrando un album? Come sta andando e ci saranno 25 pezzi, come dettomi da Dario? Inoltre, come sarà? Ci sarà qualche novità interessante?

Sì verso inizio 2010 inizieremo a registrare il primo full, che si intitolerà "E.DIN". Forse però pubblicheremo un altro e.p. Prima, ma è tutto da vedere.

41) Fiuuu, siamo al termine ragazzi!! Spero che io non vi abbia annoiato! Volete mandare un ultimo messaggio, magari il più nichilista possibile, per chiudere in bellezza quest’intervista?

Figurati! Grazie mille di tutto!

lunedì 2 novembre 2009

Recensione Male Misandria - "Volizione" (2008)


MALE MISANDRIA
“VOLIZIONE” (2008)
Vi ricordate dei Deprogrammazione, che fecero bella mostra nel 4° numero della nostra cara rivista? Bene, dimenticateli. Allo stesso tempo, però, prendeteli in considerazione, un po’ come metro di paragone, perché in fin dei conti sempre di black/grind si tratta, ma il problema è che i Male Misandria stuprano letteralmente i timpani degli ascoltatori proponendo una musica ancor più selvaggia, meno sperimentale, e quindi dall’impostazione più “classica” (ma sempre originale), spesso ai limiti del rumorismo puro sfruttando di solito momenti brevissimi per scardinare tutto d’un fiato la nostra esistenza, e se si confronta tutto questo con i Deprogrammazione allora avrete di fronte uno stile totalmente diverso. Inoltre, ciò che mi salta in mente adesso sono altre 3 coincidenze particolarmente curiose tra i due gruppi: la prima è che entrambi provengono dal Nord (i Deprogrammazione da Biella, in Piemonte, mentre i Male Misandria un po’ più su, da Naon, in provincia di Pordenone, provincia Friuli-Venezia Giulia); il secondo punto interessante è dato dal fatto che le due formazioni si trovano belle belle su Punk4Free (peccato che i Deprogrammazione siano stati promossi, i Male Misandria invece no); infine, entrambe presentano testi ai confini della realtà, anzi, e forse i Male Misandria mostrano maggiore capacità di imbambolare il cervello tramite un linguaggio tanto bizzarro quanto efficace, esternando quindi, sempre probabilmente, inclinazioni misantrope.
Dopo questa lunga introduzione, vi presento finalmente “Volizione” degli spaventosi Male Misandria. Esso, pubblicato in maniera totalmente indipendente curiosamente il 23 Dicembre del 2008, è un ep di 11 pezzi per un totale di poco più di 11 minuti e 40 secondi (il brano più lungo è “Siamesic Stirner” – utile informazione: Max Stirner, al secolo Johann Caspar Schmidt, era un anarchico individualista autore della saettante e provocatoria opera “L’Unico e la Sua Proprietà”. Morì, per ragioni non note, nel 1856 all’età di 50 anni –, lunga quasi 3 minuti; traccia più breve, la minuscola “Fuck” di…3 secondi!). Ciò che il terzetto (composto attualmente da Dario - oppure D.D. - , nel ruolo di voce e chitarra, S.P. - o Puja - , basso e voce, ed M.M. – acronimo che non sta anche per Male Misandria? Comunque conosciuto anche come Magris, batterista) friulano propone in questa scheggia di autentica follia è una commistione piuttosto ardita, rumorista, ma con un occhio notevole verso la tecnica decisamente di indubbio valore, violentissima e quindi basata soprattutto su tempi sparati a velocità supersonica, tra il black metal ed il grindcore, seppur io noti qualche influenza proveniente dal death metal ed anche rarissime incursioni in territori thrash e doom (questi, comunque, tremendamente risicati…ma non solo sono presenti tali influenze a mio avviso). Bisogna comunque osservare che, nonostante i tempi ultra-sparati ed il quasi-perenne rumorismo, il gruppo ha un’ottima fantasia nel differenziare i vari pezzi l’uno dall’altro, così da passare dalla schizzata e con tentazioni in stile mathcore “Comunicazione” alla più, se vogliamo, “tradizionale” e meglio bilanciata tra tempi veloci e più lenti “Siamesic Stirner”, oppure dalla pazzesca e visionaria parentesi di “Life” alla disturbante sovrapposizione di voci urlate di “Natural Death”, alla più grindcore (almeno in fatto di riffs) “Noosphere”. Dal punto di vista strettamente strutturale, anche qui i Male Misandria non scherzano per quanto riguarda la varietà e la fantasia, e se infatti si confronta la più completa libertà d’azione di “Comunicazione” con la struttura più classica e, come dire, “metallica” di “Siamesic Stirner” , allora si noterà subito quanta cura i 3 friulani abbiano riposto su ogni aspetto del proprio suono. Altri esempi interessanti sono dati dal primitivismo di “Sucks” (soli 2 riffs che si ripetono in sequenza altrettante volte), al peso monolitico di “Natural Death”, brano che si regge praticamente su un riff, proposto in modi e patterns di batteria differenti. Va un po’ peggio comunque con la produzione, ma non riguardo la totalità degli strumenti, semmai per la batteria che presenta altresì un suono più basso rispetto a quello degli altri strumenti, ovattato quindi, seppur, paradossalmente, non mostrandosi debole. Secondo me, è il rullante che soffre maggiormente di tutti gli aspetti della batteria. Per quanto concerne invece la registrazione, qua niente da dire, dato che, secondo me, tutto è al suo posto e, come già osservato, la tecnica presentata dalla formazione è piuttosto ottima.
Prima però di analizzare pazientemente l'ep, vorrei parlare dei testi. I Male Misandria ne fanno di un tipo veramente assurdo, esprimendosi, come già osservato, attraverso un linguaggio praticamente incomprensibile (almeno per molti), ermetico come non potete mai immaginare (ancora peggio dei Deprogrammazione in cui qualcosa si capisce), criptico. Per non parlare poi di certi testi che, a mio avviso, hanno connotati un po’ paradossali, contraddittori, come per quanto riguarda “Sucks” in cui si afferma: “Io non voglio che non si pensi come me/Io non voglio che si pensi come me/Ciò che a me non piace, fa schifo.”. Già insomma vedete che i Male Misandria preferiscano rotolarsi nel fango più che su acque sicure ed almeno un minimo rassicuranti. Comunque, vi butto fuori qualche mia interpretazione, prendendo in esame per esempio “Comunicazione”, che risulta dominata dalle seguenti parole: “Solo suoni vuoti di un corpo in oscillazione/è la soggettiva interpretazione che caratterizza le parole”, in cui mi pare si denunci l’incomunicabilità tra le persone, una tesi che tra l’altro mi è data anche dalla “soggettiva interpretazione”, oltre che dai “suoni vuoti”. Oppure “Life”, con quel semplice e inquietante “Fog” (bel paradosso), non esprime forse l’odio per una società che permette la vera e propria vita soltanto quando una piccola e bellissima creatura esce per vedere la luce? “Multiverse”, tra l’altro, mi incuriosisce molto, dato che si parla praticamente dell’infinito, di “ogni secondo” “moltiplicato senza fine”, come per denunciare il desiderio di immortalità tipico degli ultimi tempi, ed anche di “vite che non hanno mai fine” (e pensare che prima parlavo di un testo anti-omologazione ma adesso non ne sono più per niente sicuro), di “tutte le possibilità in stanze riprodotte”. Ora come ora, queste parole mi sembrano rimandare all’ansia di infinito tipicamente di stampo romantico, per poi finire il tutto con un “niente è giusto o sbagliato nel (multi verso)”. In “Ancora” (che sta per “àncora”), fino a qualche tempo addietro, ipotizzavo che il gruppo fosse stato influenzato da certo esistenzialismo (Jaspers e le situazioni-limite in primis) ma andando più a fondo non mi pare più ci sia qualche legame con esso. Insomma, le domande da porsi sono tante di fronte a testi così curati, preparati…e da parte mia indecifrabili.
Lo sprezzante e provocatorio ep parte con un’”Intro” dai tratti malati e psicotici. Infatti, appena esso parte si sente un rumore assordante, come qualcosa di meccanico, a cui fa compagnia un suono dissonante e poco rassicurante, e comunque di stampo elettronico. Come elettronici sono i due successivi elementi che si fanno vivi poco dopo contemporaneamente (o quasi), che possono tra l’altro andare benissimo per qualche gruppo e/o progetto di derivazione electro-industrial. Assolutamente e psicologicamente distruttivo! Ultima ma non meno importante, si erge, dopo poco più di un minuto, maledetta ma sicura di sé stessa una voce sentenziosa (nel frattempo uno dei suoni elettronici smette la melodia – melodia? – con cui era partito, non facendosi più sentire), che afferma: “Affrontavo lo sguardo ostile di tutti. Sì, la cosa mi va benissimo: io sono l’Illuminato”. Inquietante è dire poco, anche perché questo parlato ripete ben 4 volte le stesse frasi, con tutti quei suoni e rumori che lo accompagnano, ma quando si sentono per l’ultima volta le 3 parole finali della sentenza, tutto diventa silenzio. C’è solo la voce, solitaria e misantropa, crudele ma giusta, umana ma saggia. E’, a mio avviso, il climax della traccia, climax che risalta ancora di più la violenza del primo vero e proprio brano del demo, ossia “Dio”. E le danze hanno inizio. Una musica assurda, ultra-intensa, violenta e senza pietà come poche, e questo a tutti i livelli.
Così parte “Dio”, esprimendosi con un putiferio di distruzione inarrestabile, e presentando poi non solo una struttura libera (5 riffs, nessuno dei quali viene ripreso durante il pezzo, per un totale di un minuto e circa 10 secondi complessivi) ma anche un pacco di influenze spaventose (se lo si confronta con il minutaggio sopraccitato mi sorprende ancora di più!): una specie di thrash metal violentissimo, deutsch direi, nell’inizio per poi farsi successivamente più black, trasformandosi poco dopo in un death melodico abbastanza disperato…ed ancora grind rumorista, finendo il tutto con un finale doom da capogiro! Qualcosa da far impazzire il cervello insomma! Unite tutto questo, inoltre, con una voce molto black che altro non è che un urlo veramente tirato allo spasimo (ed in questo quasi grind) a cui fanno il verso, anche se qui leggermente (nel senso che non sono molto presenti come in altri pezzi), grugniti, opera, penso, di S.P., di natura grind, che personalmente ricordano molto i peruviani Narkan, e che si fanno vivi insieme alle urla. L’urlo di Dario, tra l’altro, qualche volta dà il posto a vocalizzi più puliti (ma sempre belli incazzati), esperimento che successivamente si ripete anche in “Multiverse”, seppur stavolta in maniera minore ma sempre efficacemente. La seguente traccia, “Comunicazione”, è una delle più assurde e nervose di tutto il lotto, è il momento in cui i Male Misandria esprimono tutto il proprio odio verso una falsa umanità resa cieca dal lusso e per questo incapace di comunicare qualcosa di vero ed autentico ai suoi simili (beninteso che questa è la mia interpretazione!). E’ il caos della cosiddetta (in)civiltà occidentale. Il brano parte con un assalto al limite del rumorismo che mi richiama alla mente, ma schiacciati di tutta la propria ferocia, i canadesi Black Witchery, che pure di grind se ne intendono. La batteria abbandona poi i tempi sparati in blast-beats (ma sempre bella rullata) con chitarre assordanti ed acute, per poi far sì che le chitarre impazziscano ancora proponendo rumorismi bestiali, ed intanto il batterista spacca tutto con tempi ultra-sparati. E’ l’ora adesso di un riffing black, ed il tempo diminuisce di poco. Ma è solo un momento perché fa capolino una chitarra impazzita ed ultra-tecnica di impostazione mathcore, accompagnata dai folli colpi di una batteria non più tale, per poi finire il tutto come è iniziato, con l’aggiunta di una voce acutissima, doppiata subito dopo la sua apparizione, aumentando l’intensità, la potenza, il nichilismo del pezzo. Un climax per me favoloso! Sembra, questa, la rappresentazione dell’urlo di Munch, è un urlo di terrore ma allo stesso tempo di voglia di liberarsi dalla follia enorme dell’Occidente. Una piccola osservazione: questa traccia sembra presentare un andamento ondeggiante, dato che qui si fa uso di blast-beats e tempi meno folli praticamente a trasmittenza, tranne però per le ultime due soluzioni separate comunque da un millisecondo di silenzio. Per me, “Comunicazione” ha la palma d’oro di miglior brano del demo, dato che in quasi 30 secondi durata, mette a nudo un’intensità, un nervosismo, una catastrofe difficilmente raggiungibili in campo musicale, a mio avviso. Tra l'altro è una traccia che secondo me rappresenta al meglio la natura nietzschiana del gruppo, considerando che il filosofo tedesco, con i suoi scritti, cercava di allontanare il più possibile i suoi non-affini, e così succede un po' la stessa cosa ai Male Misandria. Sempre spaventosamente notevole la voce, anche perché l’insieme urla-grugniti si fa più insistente ed impietoso, più forte e selvaggio. La seguente traccia, l’anglofona “Sucks” (ricordo infatti che il gruppo, oltre ad usare l’italiano, utilizza anche l’inglese, almeno in pezzi come, oltre a quest’ultimo già citato, “Multiverse”, “Life”, “Noosphere” e “Natural Death”), riconferma il livello di ciclopica intensità che la formazione si porta appresso. Essa si apre con un suono che si fa più alto per poi lasciare tutto alla musica, ossia un black/grind in blast-beats a dir poco impressionante. La prima soluzione, dominata da un riffing molto black metal, viene ripetuta per 2 volte, dando dopo il posto ad una musicalità maggiormente grind, con il riff che è sì simile al primo ma più sporco, e con il batterista che va sempre in tempi veloci ma non blasteggianti (come, al contrario, succede con la prima soluzione citata). Durante questa soluzione pazzeschi grugniti dominano anche grazie a delle ottime linee vocali (come quelle di tutte le altre canzoni ma qui in modo particolare). Il 2° riff viene un po’ mozzato alla fine (quindi viene ripetuto per 3 volte e…mezzo!) dato che in un momento tutti gli strumenti smettono di suonare, permettendo a Dario di urlare a più non posso insieme a S.P., sputando un “Sucks” di proporzioni cosmiche. Poi si ripete tutto questo come prima, con un urlo di rabbia ed odio. Il successivo brano è invece, a parer mio, uno dei più black del lotto, almeno per quanto riguarda il riffing e le urla certo. Il primo riff, un po’ melodico e lunghetto per i parametri del gruppo, strutturalmente parlando, è interessante in quanto, dopo esser stato ripetuto per 2 volte, subisce una brevissima divagazione nella soluzione subito seguente, per ripetersi, a sorpresa, un’altra volta. L’ultimo riff, il 3°, presenta invece un andamento un po’ più dinamico, almeno dal punto di vista squisitamente ritmico, dato anche che, in certi momenti, il batterista si inerpica in fulminanti stop’n’go. I tempi sono quasi sempre in blast-beats, tranne forse (purtroppo non riesco a capire molto bene) nei primi secondi del brano. Vabbè, “Life” è altresì, come già scritto la più breve (ma probabilmente anche la più distruttiva) dell’intero ep. 4 (o sono 5?) colpi di hi-hat. Subito dopo tutti svalvolano, l’insieme urla-grugniti vomita se stesso, il proprio disgusto. Tutto qui è un po’ a là “You Suffer”. Successivamente, ecco un altro colpo di piatti, per far sì che i soli grugniti spazzino via l’aria e tutto ciò che la circonda. Personalmente, penso che “Life”, per quanto modesta possa sembrare, esemplifichi in tutto e per tutto lo spirito dei Male Misandria, il loro essere provocatori e folli (ma con senso). Mi pare sentire i Nerorgasmo in versione black/grind! Altro che black metal ragazzi! La successiva traccia, “Sole”, parte con un’introduzione piuttosto dinamica, quasi death direi, con il batterista che esegue un lavoro particolarmente tecnico. Poi, il brano prosegue attentando alla vita dell’ascoltatore con un interessante, a mio avviso, riff di derivazione black che dopo esser stato ripetuto per 4 volte diventa più contorto (ma non troppo) facendo fare i salti di gioia ad M.M. che abbandona così i blast-beats per intrecciarsi un po’ sulla falsariga dell’introduzione. In questo modo, si fa vivo un altro riff, stavolta più semplice ma sempre black che, almeno per le prime 2 volte, viene accompagnato dai potenti stop’n’go del comparto ritmico e dell’altra chitarra, per poi riversare, per altrettante volte, blast-beats a manetta. Questo riff viene un po’ ripreso nel seguente passaggio, che non è altro che uno dei pochi veri e propri rallentamenti dell'ep, ed infatti il tempo, qui, risulta piuttosto lento senza però essere doom. Ma è solo un illusorio attimo di “riposo” in quanto dopo distrugge tutto ciò che le capita davanti la soluzione precedente al rallentamento. Mi sembra piuttosto inutile osservare che il lavoro sulla voce e le linee vocali sia anche qui decisamente ottimo, specialmente nel finale. Ed adesso passiamo a “Siamesic Stirner”, che personalmente ritengo quale pezzo maggiormente particolare del lotto, se non altro per la struttura stessa e la sua lunghezza. Infatti, il brano parte con un’introduzione doom con una chitarra che butta fuori un riff quasi tormentato (e sottolineo “quasi”), accompagnato dagli altri strumenti (l’altra chitarra compresa) nell’inizio di esso. Così incomincia la lenta velocizzazione del tempo (adesso entrambe le chitarre suonano le stesse note in contemporanea), con la batteria che si mette in mostra con tanto di ride ed un buon lavoro sulla cassa. Dopo, M.M. abbandona il ride per concentrarsi sul charleston e tra l’altro su un tempo leggermente più veloce, mentre lo stesso riff di prima viene riproposto per l’ultima volta in modo più sporco, incazzoso e continuo. La canzone si velocizza ancora, attraverso un riff piuttosto tecnico, a mio avviso anche epicheggiante, ed inoltre bello vario. Silenzio. I blast-beats partono con inusitata violenza, e la voce, dopo quasi un minuto, si fa sentire. Notare che dopo aver eseguito tale soluzione (che dal punto di vista del riffing è chiaramente di impostazione black) per la prima volta, c'è un brevissimo ed efficace silenzio, per poi ripartire e ripetere per la seconda volta l'invenzione sopraccitata. Successivamente, questo passaggio regala la scena, introdotto da esso stesso, ad un rallentamento un poco groovy, e qui i Male Misandria mi pare siano stati influenzati dal metalcore moderno. Questa soluzione (breve e semplice) viene ripetuta addirittura per 16 volte! Finito anche questo passaggio, il tutto si ripete un’altra volta, partendo però dalla parte più sporca del 1° riff proposto, con una variazione che interessa il rallentamento, che invece di essere ripetuto in 16 tempi, finisce la canzone in 5 volte, con tra l’altro un bel climax, condito da blast-beats negli ultimi momenti. Insomma, questo è forse il brano più lineare dell’intero lotto, almeno in senso metal, con, tra gli altri aspetti, quell’introduzione crescente in velocità ed il cantante che ci mette un po’ più di tempo per distruggere i timpani dell’ascoltatore, facendolo ottimamente come al solito, secondo me. La seguente “Noosphere” è invece una delle canzoni più distruttive e grind dell’opera, ed il bello è che si regge principalmente su un solo dissacrante riff, previa breve e saettante introduzione, ed anche qualche variazione rapida e dolorosa per colorire e rendere maggiormente folle il tutto. Sangue e sudore fino a farsi scoppiare! “Ancora”, però, è ancora più assurda di “Noosphere” in quanto dal punto di vista strutturale è, secondo me, assolutamente magnifica e geniale dato che poggia sì anch’essa su un solo riff (che sarebbe quello con cui parte il brano), solo che questo viene riproposto attraverso variazioni minime rendendo così, a mio avviso, maggiormente interessante l’ascolto…ma non solo per questo. Infatti, dopo la prima soluzione, riempita soprattutto dai blast-beats, se ne fa viva un’altra, tremendamente rumorista ed iper-veloce, che poi regala il posto al precedente riff (variato come già scritto poc’anzi), ripetendosi per 2 volte, ma l’ennesima bella cosa è che nella prima botta la batteria esegue un contagioso tempo medio, mentre nella seconda battuta sferra blast-beats a più non posso. Attenzione che non è ancora finita qui, dato che dopo viene ripresa ancora la prima soluzione, ma variata una seconda (ed ultima) volta, e sempre in 2 tempi, e sempre attraverso prima il tempo medio e poi il massacro ritmico citato poco sopra. Non so che dire sul serio della genialità di tale gruppo. Devo segnalare comunque una curiosità: “Ancora” è l’unica traccia con una produzione diversa, decisamente più bassa ma non per questo meno efficace, anzi, rispetto alle altre. Veniamo adesso all’epitaffio, ottimo per quanto mi riguarda, del disco, rappresentato da “Natural Death”. Circa un minuto e 25 di musica dominata praticamente da un solo riff proposto però in modi (e non in variazioni come succede nel brano precedente) diversi, e quindi in certi punti mi pare più black, in altri maggiormente grind. Ad ogni cambiamento del modo di suonare il riff la batteria o va in blast-beats od in tempi veloci meno sparati. Dopo aver ripetuto per ben 8 volte tale riff, c’è un rallentamento tra il medio ed il lento, dato che talvolta si sviluppa anche in senso groovy, con tra l’altro, a mio avviso, un buonissimo lavoro sui piatti. La soluzione chitarristica proposta è piuttosto varia ed oserei dire anche quasi epica e comunque un pochino radicata nel black metal. Ma dopo 3 volte il “riposino” finisce, per far sì che il batterista, a sprazzi, vada in solitario in doppia cassa, e facendo poi in modo che le chitarre riprendino, in un climax di portata gigantesca, il riff principale….e per gli ascoltatori dalle orecchie sensibili il massacro può dirsi concluso, a meno che un qualche terrorista del suono non entri in casa loro per sfasciargli, stavolta definitivamente, i timpani con i Male Misandria – che nome strano, non trovate? -. Tra l’altro, devo osservare che in questo brano è stato fatto un lavoro superlativo anche per quanto riguarda la voce, dato che qui mille e mille urla vengono sovrapposte, creando un’atmosfera assolutamente raccapricciante, tra la follia, l’odio ed un tormento senza nome.
Carissime e carissimi, siamo alla conclusione. Non so più cosa dire di fronte a cotanta arte e genialità, se non che i Male Misandria sono praticamente unici, presentando anche, a mio avviso, un’originalità tutta loro, distruggendo poi ogni cosa con un’intensità, una potenza, una follia che per me è il vero punto di forza del gruppo, senza ombra di dubbio, seppur loro, secondo il mio parere, debbano migliorare in fatto di omogeneità dei pezzi per quanto concerne la produzione, oltre a fare un lavoro migliore circa il volume della batteria, sì basso ma, come già scritto in precedenza, paradossalmente devastante e senza pietà. I Male Misandria sono riusciti a fare del rumore un’autentica, inquietante, monumentale, magniloquente e tecnica opera d’arte, parole del vostro Claustrofobia, mischiando, almeno per me, la tensione spirituale (e forse anche certa follia) del black metal, soprattutto quello di impronta moderna, con l’intensità e la rabbia palpabile del grindcore. E con questo non ho detto niente perché le mie parole non valgono neanche un’acca di quello che questi friulani dicono ed hanno da dire con la loro terribile (in senso positivo) musica, insieme ai testi ovviamente.

Voto: 94

Claustrofobia

P.S. Vi siete accorti che questa recensione è strutturalmente un po’ diverso dalle altre che finora ho fatto? Anche questo per rendere onore all’originalità dei 3 pazzerelli.

Tracklist:

1 – Enkel/ 2 – Dio/ 3 – Comunicazione/ 4 – Sucks/ 5 – Multiverse/ 6 – Fuck/ 7 – Sole/ 8 – Siamesic Stirner/ 9 – Noosphere/ 10 – Ancora/ 11 – Natural Death

MySpace:

http://www.myspace.com/malemisandria