mercoledì 28 ottobre 2026

Plague Bomb+Retorsion+Maxcarnage+yButteroy (24 ottobre 2026 @ CSOA Spartaco)

E finalmente i Retorsion hanno messo a ferro e fuoco lo Spartaco. E finalmente è iniziata una nuova stagione in questo cs all'insegna della pura velocità, del rumore e delle botte da orbi. E come nuovo inizio, bisogna proprio dirlo, non c'era niente di meglio che un concerto con 3 gruppi locali grindviolence uno più tosto e figo dell'altro, con in mezzo questi 4 pazzi ungheresi chiamati Retorsion, di cui, come ormai sanno anche i sanpietrini, mi sono letteralmente innamorato appena mi sono messo ad ascoltare il loro magnifico album di debutto, recensito ormai un mesetto fa. Insomma, il Play Fast, dopo quell'antipasto al Parco Schuster con i Møld e i Nonsanto, è tornato a pieno regime, e chissà quali altre chicche ci riserverà nei prossimi mesi? Non lo so ma intanto eccovi il resoconto del primo Speed in Spartaco della nuova stagione.

A scaldare gli animi ci hanno pensato quei matti scocciati dei yButteroy, che ci hanno allietato con il loro ormai proverbiale power violence schizofrenico e tecnico in una maniera che farebbe impallidire pure i Dream Theater tanti sono anche i cambi di tempo, che si susseguono repentini e spastici in canzoni lunghe spesso 30 secondi. Peccato però che non siano prolifici a livello discografico visto che hanno fatto solo la miseria di 3 dischi dal 2017 a oggi ma, in fondo, chissenefrega perché si sono scatenati per bene. Come al solito. In mezzo però c'è stato qualche minuto di una pausa forzata perché a Fabio gli è partita una corda, da lui sostituita. Poi lo stesso Fabio ha fatto un bel discorso sulla situazione socio-politica generale in Italia, parlando anche del progetto di un fottuto data center a Colleferro approvato proprio di recente. E non scordiamoci della manifestazione contro il carovita tenutasi a Roma qualche ora prima del concerto, e quindi c'erano tutti i motivi, ora più che mai, per fare un discorso del genere. E quindi pure chissenefrega se con i yButteroy non c'è stata l'ombra di un pogo.

Un po' di pogo, in realtà leggerino (come incredibilmente per tutto il resto del concerto) c'è stato con il secondo gruppo della serata, i Maxcarnage. Ora, un loro concerto è già un evento di per sé visto che suonano già pochissimo ma vederli di nuovo su un palco dopo 4 mesi dall'ultima serata fatta al Forte Prenestino equivale praticamente a una visione, e non a caso la mia ragazza non vedeva l'ora di rivederli, e non è stata per niente delusa. Merito soprattutto di Leo, che stavolta non ha cercato di ammazzarsi ma ha fatto in sostanza stand up comedy, tanto che si può dire che i suoi discorsi deliranti sull'immortalità e altre amenità, conditi con parecchie interazioni con i vari astanti, abbiano prevalso sulla musica suonata, comunque intensissima. E così Leo non solo ha pogato col pubblico, non solo ha fatto esercizi per gli addominali, non solo si è spogliato rimanendo come al solito soltanto con i calzoncini ma ha invitato pure il pubblico a sedersi intorno a lui come un nonno pazzo intento a raccontare perle di malata saggezza, con gli altri del gruppo a percularlo e a percularsi a vicenda. I più divertenti della serata, non c'è altro da dire.

Ora, ben consapevole che dopo i Retorsion il loro banchetto sarebbe stato molto probabilmente assaltato, a un certo punto mi ci sono fiondato subito dopo la fine dell'esibizione dei Maxcarnage. Perché era mia intenzione, da giorni, di comprare la loro bellissima maglietta. Detto fatto, e così facendo il loro batterista mi ha regalato lo sticker del gruppo, dicendomi fra l'altro che avrebbero suonato da un momento all'altro dopo che gli ho detto "I can't wait to see you on stage". Ed eccomi accontentato poco dopo, con loro finalmente sul palco, pronti a devastarci i timpani e pure le ossa.

Ma qui si tocca un tasto dolente. Perché, da una parte, i Retorsion hanno fatto un concerto da paura, bombardandoci con il loro death/grind a mitraglia suonato a velocità assurde, anche grazie a un batterista (cioè Mark Miszei, intervistato sulla fighissima Uncut Reality #2) che - e lo posso dire senza tentennamenti - è stato uno dei più veloci che io abbia mai visto live, tanto che, fra un pezzo e l'altro, ha fatto dello stretching alle mani. Dall'altra, però, c'è stato sì un buon riscontro da parte del pubblico, al punto che il loro banchetto poi è stato effettivamente assaltato, ma il pogo è stato paradossalmente di una mosceria allucinante in un modo che neanche sembrava di essere a una serata grind. Insomma, c'erano tutti i presupposti per darci delle sportellate vere con una sana cattiveria alla maniera dei vecchi Go! Fest o del più recente Forest of Legends, anche perché incredibilmente, in questo evento targato Play Fast, non c'è stato nessun Bruce Lee de noantri in mezzo... e invece zero pogo fatto come si deve! Ma vabbè, almeno i Retorsion ci hanno dato dentro come dei dannati non lasciandoci un attimo di respiro se non grazie ai numerosi discorsi (di cui però non ho capito una mazza ma pazienza) fra un pezzo e l'altro del cantante, che fra l'altro aveva indosso una maglia calcistica targata Palestina. Ben congegnata poi la scaletta, comprendente pezzi, spesso dai titoli impronunciabili, come quel mid-tempo ballerino e skankoso di "Kannibalizmus" o il thrashone "Egy megszállás borzalmai, sőt még rosszabb" e altri ancora, per una carneficina raramente così devastante, ricordandomi per impatto e brutalità pochissime altre band, tipo i francesi Chiens, visti al Go! Fest 8.

Difficile fare di meglio a 'sto punto ma dopo ci sono stati gli eroi locali Plague Bomb, sì sempre tradizionali nel sound ma indubbiamente più vari e dinamici dei Retorsion, con cui, inoltre, hanno diviso il palco anche il giorno prima allo Scumm di Pescara (presenti qua pure i romani Guineapig), facendo quindi insieme un minitour italiano di 2 date. Ma, a dir la verità, i Plague Bomb, che si sono esibiti sotto forma di un terzetto senza basso, li ho seguiti soltanto nei primi 3 pezzi perché, essendosi fatta ormai una certa, io, Elisa e il nostro amico polacco preferito, Jan (che per questa sera si è improvvisato fotografo per Timpani allo Spiedo, scattando fra l'altro delle foto figherrime, come potete vedere), siamo andati proprio via dallo Spartaco per tornare a casa nella ridente Velletri. E questo è quanto.

"Questo è quanto sì" ma devo dire un altro paio di cosette, anche, diciamo, di natura folkloristica (in tutti i sensi). La prima è che, nonostante il pogo assurdamente scialbo e rilassato, più di una persona è riuscita comunque a surfare su un po' di teste, e inutile dire che, come al solito mio, ci sono riuscito pure io, e per questo devo ringraziare anche pubblicamente il buon Adriano dei Plague Bomb che, per farmi surfare durante i Retorsion, ha dovuto poggiare sul palco la birra in lattina che stava bevendo (di cui prima, preso dalla foga, non me ne ero proprio accorto). Come seconda cosa, carinissima l'iniziativa di Demian, ex-Scheletro e ora nel progetto solista Italo Goto, che durante la serata ha distribuito inviti, scritti in quel momento su piccoli fogli di carta, per il concerto, già inserito nel calendario della zine, della sua nuova creatura previsto per il 30 ottobre al Magma, e quindi, se potete, vi consiglio di andarci, seppur la data comunque non sia proprio strategica vista la manifestazione contro il carovita con annesso sciopero generale. In ogni caso, eccovi raccontate delle piccole curiosità accadute durante un concerto che mi ha fatto amare ancora di più soprattutto quei debosciati dei Retorsion. E per la mia Elisa quei debosciati ancora più totali dei Maxcarnage.

Live report by Flavio Er Coppola

Photos by Jan, a parte quella dei Plague Bomb by Flavio Er Coppola

Nessun commento:

Posta un commento