mercoledì 7 ottobre 2026

INTERVISTA AI NECROGORE!


Dopo aver ascoltato e recensito con toni decisamente entusiastici il loro "Ectoplasmic Rape Phenomena", ho pensato bene di contattare i Necrogore su Instagram per proporre a questo terzetto una bella intervistina delle mie. Detto fatto, eccovela qui. Come al solito, tanti i temi toccati, dal confronto death metal svedese di Stoccolma/death statunitense ai primi passi nel metal e nel punk, dal concerto d'esordio dei Necrogore alla loro tendenza a farne pochi, di concerti, ma comunque sempre di qualità, avendo diviso il palco dal 2023 a oggi con gruppi sia metal che punk come yButteroy, Affluente, Vibratacore, Uraniavore Goatphago e addirittura gli spagnoli Avulsed. Insomma, non mancano gli spunti d'interesse ma, siccome mi sto stufando di quest'introduzione, è arrivata finalmente l'ora di dare la parola ai Necrogore. Buona lettura!

---------------------------------

Ciao ragazzi! Come va? Allora, prima di tutto, partiamo dal vostro nome, Necrogore: io si sa che ho un debole per i gruppi che hanno nel proprio moniker la parola “necro”, che mi è sempre suonata bella cattiva. E quindi vi chiedo: cosa vi ha spinto a chiamarvi Necrogore?

Ciao! Il nome è stato scelto proprio perché ci piacevano le parole “necro” e “gore” e insieme rappresentano il concept della band. Abbiamo quindi optato subito per questo moniker senza pensarci troppo. Lineare e facile da ricordare.

Dal vostro meraviglioso album di debutto traspare una passione estrema per il death metal svedese di Stoccolma, di quello più brutale alla Crematory e Carnage, con un pizzico dark alla Grotesque. Confermate queste influenze di base o ce ne avete altre?

Grazie per l'apprezzamento! Certo, le nostre influenze sono anche quelle. Il death metal svedese lo abbiamo sempre adorato sin da ragazzini e in particolar modo “Dark Recollections” dei Carnage lo consideriamo uno dei migliori album death metal in assoluto e non nascondiamo il fatto che ci abbia ispirati in passato. Le nostre influenze variano anche un po' nel crust, grindcore e qualcosa di brutal death americano.

A questo punto, propongo anche a voi questo piccolo sondaggio: preferite il death metal svedese di Stoccolma o quello statunitense e perché? Forse la domanda è retorica ma vabbè…

Per farla breve potremmo dire entrambi perché ognuno di noi ha le proprie preferenze. Quello statunitense lo consideriamo superiore per tecnica, brutalità e concept prevalentemente gore. Quello svedese di Stoccolma invece trionfa per il tipico sound dell'HM-2, e per lo stile compositivo più dinamico, cupo, funereo e allo stesso tempo punkeggiante.

E che ne pensate invece del death metal di Göteborg, decisamente più melodico e raffinato di quello di Stoccolma?

Se ci fermiamo ai primi album degli At The Gates e ai Ceremonial Oath (praticamente anno 1995) lo apprezziamo. Quello che è venuto dopo invece non ci piace.

Come il death metal svedese di Stoccolma, anche qualcuno di voi ha un forte background (hardcore) punk, cosa che si sente spesso tranquillamente nei Necrogore. Ma siete nati punk o metallari? E cosa vi ha insegnato di preciso il punk?

Direi che siamo nati metallari senza saperlo, già da bambini all'età di 9 o 10 anni eravamo tutti appassionati di film horror e tutto ciò che era macabro, poi ascoltavamo gli Iron Maiden, Metallica, Sepultura, Megadeth. Ci facevamo copiare le cassette da quelli più grandi di noi. Poi, se si parla di punk o hardcore, quello è venuto dopo ma ovviamente di punk consideriamo solo la vecchia scuola, quella con cui siamo cresciuti perché il resto ci fa un po' tutto cagare. Chris in particolare è sempre stato più amante del crust e D-beat, avendo iniziato sin da subito a suonare quel tipo di musica.


Come è iniziata la collaborazione fra voi e Paolo Girardi, che, come suo solito del resto, vi ha fatto veramente una bella copertina? Ed è stata una sua idea farla così o gli avete dato qualche input?

Abbiamo voluto commissionare l'artwork a Paolo Girardi perché è un grande amico di Luca e tutti noi conoscevamo già i suoi capolavori. Non avevamo alcun dubbio che fosse l'artista perfetto per realizzare la copertina del nostro album. L'idea iniziale è partita da Alex, con l'obiettivo di creare qualcosa di forte impatto che rispecchiasse il titolo e il concept del disco. Un cadavere in decomposizione, stuprato e divorato da una sostanza verde e viscida, dalla quale emerge un'entità eterea, ci è sembrata la rappresentazione perfetta di ciò che volevamo trasmettere, e Paolo è riuscito a renderla egregiamente.

È decisamente insolito che una band italiana venga supportata addirittura da una label cinese, in questo caso la Awakening Records, fra l’altro parecchio in ascesa in questi ultimi anni grazie a pubblicazioni notevoli, compresa ovviamente la vostra. Quindi, ecco, come siete entrati in contatto con la Awakening? E siete soddisfatti del suo lavoro?

Assolutamente sì. Se non sbaglio, la label aveva già un paio di band italiane nel roster, noi ricevemmo una proposta dal boss nel 2024. Avevamo a malapena un brano completato e ci siamo messi al lavoro subito dopo. Conoscevamo già la qualità delle produzioni, quindi eravamo piuttosto sicuri che la Awakening non ci avrebbe delusi.

Momento (relativamente) amarcord: vi ricordate del vostro primissimo concerto a nome Necrogore? E com’è andato?


Sì, ce lo ricordiamo perché lo abbiamo organizzato noi
. Il locale era il mitico L.N.D. di Cellino Attanasio, un paesino che è un vero e proprio buco di culo della provincia di Teramo, dove però i vecchi proprietari organizzavano un bel festival metal chiamato "La Mostra dei Mostri", che si teneva in pieno centro storico. Nonostante fossero passati anni dall'ultima edizione del festival, quel giorno il locale era pieno, tra cui giovanissimi che pogavano ed erano presi bene. Ci siamo divertiti!

Ma sbaglio o fate pochissimi concerti all’anno? Come mai?

Corretto, ma non per nostra scelta. Fare concerti è diventato quasi impossibile. Tra gestori di locali devoti alle cover band e organizzatori di grigliate tra amici, le occasioni realmente valide sono sempre meno. Cerchiamo situazioni che abbiano davvero senso per tutti, piuttosto che accettare qualsiasi condizione solo per poter dire di aver fatto tanti live.


Parlando di concerti imminenti, il 7 novembre scenderete nella Capitale per il Roma Grindcore, un bel festivalino iperveloce messo su dai tipi del Kill the Brain. Cosa vi aspettate da questo concerto e che scaletta state preparando? Suonerete anche qualche pezzo nuovo?

Cazzo, sì! Conosciamo tutte le band e conosciamo anche chi c'è dietro l'organizzazione, quindi ci aspettiamo un gran bel fest. Sarà la prima volta che suoniamo a Roma come Necrogore e per l'occasione faremo una scaletta con pezzi più veloci ed ovviamente ci saranno anche quelli dell'album.

Considerando che come ultimo pezzo dell’album avete voluto coverizzare il tema principale di “Non aprite quella porta 2”, vi andrebbe di fare una bella TOP 10 incentrata sui vostri film horror preferiti di sempre?

Ne abbiamo molti in mente ma proviamo a selezionarne solo 10 ai quali siamo più affezionati.

Top 10 di Chris:

1 – Il Ritorno Dei Morti Viventi (1985)
2 – Buio Omega
3 – Non Aprite Quella Porta (1974)
4 – Phenomena
5 – La Maschera Del Demonio (1960)
6 – Zombi Holocaust
7 – La Notte Dei Diavoli
8 – ...E Tu Vivrai Nel Terrore – L'aldilà
9 – Alucarda (1977)
10 – Zombi Horror aka Le notti del terrore

Top 10 di Luca:

1 – Evil Dead
2 – La Casa Dalle Finestre Che Ridono
3 – Profondo Rosso
4 – ...E Tu Vivrai Nel Terrore – L'aldilà
5 – Phenomena
6 – Demoni / Demoni 2
7 – Cannibal Holocaust
8 – Zombie
9 – I Vampiri Di Salem's Lot (1987)
10 – Blood Diner (Il Ristorante All'Angolo)

Top 10 di Alex:

1 – Tutti i Colori Del Buio
2 – I Tre Volti Della Paura
3 – Paura Nella Città Dei Morti Viventi
4 – Suspiria (1977)
5 – Le Cinque Chiavi Del Terrore
6 – Rosemary’s Baby
7 – Dopo La Vita (The Legend Of Hell House)
8 – Il Seme Della Follia
9 – L’Alba Dei Morti Viventi
10 – Chi c’è in fondo a quella scala

A parte il concerto a Roma, che cosa bolle in pentola in casa Necrogore?

Stiamo lavorando al secondo album, ma non anticipiamo altro.

L’intervista è ormai volta al termine, e quindi adesso sentitevi liberi di concluderla come volete. A questo punto, grazie mille per aver risposto alle mie 1400 domande!

Grazie a te per averci dato questo spazio. Un saluto e un ringraziamento a tutti coloro che hanno letto l'intervista. Ci vediamo il 7 novembre al ROMA GRINDCORE VOL. 2!!!

Nessun commento:

Posta un commento