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mercoledì 26 agosto 2026
Mascharat - "Ars Aurea Mortis" (Remparts Productions, 2026)
È sempre bello quando un gruppo mi ricontatta, anche dopo anni, per inviarmi il suo nuovo materiale. È questo il caso dei milanesi Mascharat, che a gennaio sono usciti con un nuovo album, "Ars Aurea Mortis", pubblicato a una distanza di ben 9 anni dal debutto, recensito proprio su queste paginette con al seguito una bella intervista a questa misteriosa band. Perché sì, passano gli anni ma dei Mascharat ancora si sa piuttosto poco, in primis i loro volti, visto anche che non suonano praticamente mai dal vivo, rimanendo quindi di base una studio band. Però in loro niente è fondamentalmente cambiato, dalla musica a dei concept articolati e impegnativi che ruotano intorno alle maschere del carnevale veneziano e al suo folklore. E, ovviamente, anche "Ars Aurea Mortis", solo il secondo album di un'avventura iniziata nell'ormai lontano 2010, non fa decisamente eccezione. Ma una cosa che è cambiata in realtà c'è: l'etichetta. Se infatti l'album omonimo uscì per conto dell'australiana Seance Records, il nuovo per la francese Remparts Productions, label nata nel 2022 e totalmente specializzata nel black metal ma senza porsi barriere di sorta, andando così da quello avanguardistico a quello più tradizionale.
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