Ci sono sere in cui la musica smette di essere un semplice ascolto e diventa un assalto frontale settato nel Rumore, un'elettrocuzione sonora che ti spettina l'anima e ti ricorda esattamente perché ami questo fottuto underground. Lo scorso 5 giugno al Traffic Live Club è successo proprio questo. Niente chiacchiere da bar sport dell'ovvio, niente pose da spararsi da intellettuali instagrammabili, solo la pura e devastante sostanza sonora ricchissima e variegata, spaziando dal mathcore cerebrale al post-core opprimente e al blackened mathcore compulsivo ed alienante.
