Saturday, January 26, 2019

Obscene Revenge - "Try to Deny This" (co-produzione fra etichette DIY, 2018)

Band: Obscene Revenge
Titolo: Try to Deny This
Genere: Street Punk/Hardcore Punk
Durata: 30.10 min
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2018
Voto: 84/100













Mi ricordo che al Questa è Roma c'era una comitiva di punk da fuori con delle triple creste assurde, e uno di loro aveva indosso una toppa degli Obscene Revenge. E oggi, come anticipato in un post che ho pubblicato giorni fa sulla pagina FB della 'zine, parliamo proprio degli Obscene Revenge. Questi sono un gruppo marchigiano da Macerata nato nel 2014 praticamente dalla fusione di due formazioni street punk chiamate Atti Osceni e Total Revenge, quindi stiamo parlando di musicisti con una buona esperienza alle spalle. Bene, dopo il primo EP "Don't Clean Up This Blood" (2015) e il secondo "This is War" (2017), gli Obscene Revenge hanno realizzato "Try to Deny This", un ottimo album di debutto co-prodotto da ben 6 etichette: Warhead Punx (francese, ha co-prodotto "Resilience" dei NoWhite Rag), Impeto Records, Nuclear Chaos Rec, SFA Records, Rof Distro Records, e quella THC DIY Prod che ormai conosciamo così bene su questa 'zine.


Con il supporto di tutte queste etichette, l'allegra combriccola degli Obscene Revenge ha confezionato un lotto di 12 pezzi (compresa una brevissima intro curiosamente intitolata "6.0"), 3 dei quali già editi in passato (cioè "This is War", "No More Liars" e "Nuclear Trap"). Ebbene, questi pezzi sono perfetti per pogare al suono di uno street punk bello veloce, orecchiabile, anthemico e incazzato. L'approccio è ovviamente semplice e diretto ma senza essere scontato né prevedibile, visto che non solo le canzoni (che si attestano sempre sui 2-3 minuti di durata) sono ben strutturate ma anche perché gli Obscene Revenge sanno sfruttare benissimo tutti gli strumenti, arricchendo così il proprio assalto e rendendolo anche più dinamico. Per dirne qualcuna, c'è qui e là qualche assolino di chitarra ma, ancor più importante, il basso riveste per i nostri un ruolo importantissimo, dato che esso certe volte completa i riff di chitarra espandendo le linee melodiche, e senza dimenticare quei non pochi duetti batteria-basso senza chitarra. E non dimentichiamo che "Try to Deny This" sprizza anche un sacco di intensità, anche grazie all'uso di parecchie tipologie di voce, fra le quali una urlata (la principale) e una più ringhiosa in stile Oi!.
Liricamente parlando, gli Obscene Revenge affrontano vari temi, sia vecchi (cioè tradizionali per il genere) che nuovi, parlando quindi di problemi attuali. Per fare qualche esempio, "State of Police" è la classica canzone di odio HC contro le forze del (dis)ordine mentre "Bastard Religion Mediatic Whore" si pone contro la religione, la Chiesa e i preti pedofili. Ancora, "No More Liars" si scaglia contro tutti i politici, e "Antifascist" è un inno contagiosissimo all'unità per combattere ogni tipo di fascismo. Invece, "Divided Countries" invita a lottare contro questo populismo razzista che sta dilagando in un'Europa ormai disunita a causa dello scottante problema dell'immigrazione. Infine, "City Falls" denuncia l'incuria e la sete di profitto di chi deve mettere in sicurezza città e paesi in modo da prevenire terremoti e disastri simili (e qua ricordo che il Maceratese è stato ultimamente colpito più e più volte dal terremoto).
Ma adesso pochi cazzi! "Try to Deny This" è un signor album che, forte di canzoni come "State of Police", "No More Liars", "Antifascist" (la mia canzone preferita!) e l'ultima "Divided Countries" (che ha alle volte un riffing più cupo), presenta un hardcore punk stradaiolo che mi ricorda tantissimo quello dei brianzoli Pubblico Oltraggio (a proposito, dove sono finiti?). L'unico difetto è che i nostri usano forse troppo l'inglese ma l'unico esperimento in italiano, presente in "Antifascist", è talmente coinvolgente che usare di più la nostra lingua non sarebbe affatto male. A parte ciò, il pogo più selvaggio vi aspetta ai concerti degli Obscene Revenge, quindi non lasciateveli scappare!

Scaletta:

1 - 6.0
2 - State of Police
3 - City Falls
4 - Bastard Religion Mediatic Whore
5 - This is War
6 - Violence and Decline
7 - No More Liars
8 - Never Change
9 - Antifascist
10 - Nuclear Trap
11 - Obscene Revenge
12 - Divided Countries

Line-up:

Teo - voce
Jacopo - chitarre
Marco Jack - basso
Alessio - batteria

FaceBook: https://www.facebook.com/ObsceneRevengepunx/
BandCamp: https://obscenerevengeofficial.bandcamp.com/
THC DIY Prod: https://www.facebook.com/THCDIYPROD/
Warhead Punx Records: https://www.facebook.com/warheadpunxrecords/
Impeto Records: https://www.facebook.com/impetorecords/
SFA Records: https://www.facebook.com/sfadiyrecords/
Rof Distro Records: https://www.facebook.com/rof.d.record/
Nuclear Chaos Records: https://nuclearchaos.bandcamp.com/

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