mercoledì 8 aprile 2015

Abigail - "Intercourse & Lust" (1996)

Abigail - Intercourse & Lust

Ragazzi, oggi si parla della Storia. Questo è stato reso possibile dalla Nuclear War Now! Prod che recentemente ha avuto la bella pensata di ristampare (per l’ennesima volta e con una diversa copertina dall'originale) il primo album degli Abigail, 3 folli giapponesi in fiera attività dal 1992 che, insieme ai Sabbat e ai Sigh (almeno quando questi ultimi erano ancora “trve” nel più puro senso della parola), rappresentano i principali portabandiera del black metal made in Japan. Ecco quindi a voi “Intercourse & Lust”, cioè 9 pezzi per 40 minuti circa di un massacro capace di strapparti con estrema violenza la tromba d’Eustachio dalle tue orecchie idiote!

martedì 7 aprile 2015

Nuclear Perversions - "Desolation Rituals" (2014)

Nuclear-Perversions


Una copertina “nucleare”, un look a base di maschere anti-gas, borchie, cartucciere e maglie degli onnipresenti Blasphemy, dei nomi impossibili come Nocturnal Werewolf of Blasphemous Devastation and Nuclear Goatvomits (che vince veramente su tutti!)… mmh, dite un po’, secondo voi cosa dovrebbero suonare i Nuclear Perversions? E se vi dicessi che il loro demo “Desolation Rituals” è stato pubblicato dalla tedesca Iron Bonehead Productions, che ultimamente sta facendo uscire i peggiori bestemmiatori incalliti del pianeta, compresi i Necroholocaust? Ma sì, vi dò un ulteriore indizio, tanto per chiarirvi le idee: se ben ricordate, qual è il mio sotto-sotto genere musicale preferito? Ehm…

lunedì 6 aprile 2015

Nuclearhammer - "Serpentine Hermetic Lucifer" (2014)

Nuclearhammer - Serpentine Hermetic Lucifer

Carissime e carissimi, oggi vi presento i canadesi Nuclearhammer, gruppo abbastanza conosciuto nell’underground la cui storia inizia nel 2005. Comprendenti, fra gli altri, il chitarrista Impugnor (che suona anche nei violentissimi ma paradossalmente intelletualoidi Paroxishzem – quelli che insomma hanno trasposto in una musica ultra-brutale perfino un caposaldo del Teatro dell’Assurdo quale “Aspettando Godot” di Samuel Beckett!), i Nuclearhammer hanno quest’anno rilasciato il secondo album “Serpentine Hermetic Lucifer”, disco di una violenza allucinante completo di 13 pezzi per 44 minuti complessivi. Oddio, i pezzi sono sì 13 ma quelli “veri” sono solo 8, e questo perché a ogni canzone segue una specie di outro di pochi secondi, la quale solo in un caso è inclusa direttamente in un pezzo metal (cioè, in “Parasitic (Temple of Rats)”). E già qui potete capire che si tratta di un album veramente folle ma a livelli tali che, se non lo provate, non potrete lontanamente comprendere una mazza neanche con questa recensione.

domenica 5 aprile 2015

Necroholocaust - "Holocaustic Goat Metal" (2014)

Necroholocaust - Holocaustic Goat Metal

Avevo praticamente perso ogni speranza di poter ascoltare un giorno l’album d’esordio dei canadesi Necroholocaust, gruppo di culto totale come i da poco recensiti Revenge. Questo perché i Necroholocaust sono così underground da aver pubblicato in 11 anni di carriera una sfilza interminabile di produzioni minori, in particolare split, e quindi fino all’altro ieri non sembravano così interessati a far uscire un album, che ormai pareva esser divenuta una chimera. Ma improvvisamente, come spesso succede di questi tempi, i nostri 4 pazzi hanno trovato il proprio salvatore infernale nell’Iron Bonehead Records. Ecco così materializzarsi, come per incanto, il disco di debutto dei Necroholocaust. E luce (nera) fu.

sabato 4 aprile 2015

Revenge - "Attack. Blood. Revenge" (2001)

                                                        Revenge - Attack.Blood.Revenge
Certo che ultimamente le varie etichette discografiche mi stanno viziando proprio bene. Mi sta arrivando infatti materiale di culto totale come l’ultimo EP dei Morbosidad, il tanto atteso album d’esordio dei Necroholocaust, e adesso, fra gli altri, la ristampa via Nuclear War Now! Prod del primissimo EP dei canadesi Revenge, quell’”Attack. Blood. Revenge” (Dark Horizon Rec, 2001), che ha segnato il ritorno sulle scene di James Read. Pochi sanno chi lui sia, praticamente soltanto i fanatici del black/death bestiale: a voi ignoranti vi basti sapere che James è un uomo iper-impegnato in vari progetti (attualmente suona anche negli strani Blood Revolt – dove collabora insieme ad Alan Nemtheanga dei Primordial – e nei marcissimi Black Witchery) ma è così convinto delle sue idee musicali, sempre orbitanti nel black/death bestiale, che ha fondato i Revenge nel 2000 soltanto per continuare il sentiero tracciato dai suoi Conqueror, autori del leggendario e unico album “War Cult Supremacy” nel 1999, ma scioltisi poco dopo. In pratica, si può quasi dire che i Revenge siano i Conqueror sotto mentite spoglie, anche perché il logo “borchiato” è praticamente lo stesso, solo che i primi esistono ancora oggi avendo pubblicato finora la bellezza di 4 album così simili fra di loro che i titoli, sempre contrassegnati da 3 parole d’ordine, sono sostanzialmente gli stessi.

sabato 14 giugno 2014

The Nutries - "The Nutries EP" (15 Novembre 2013)

Ragazzi, ho deciso che è molto meglio riprendere l’attività di Timpani allo Spiedo per recensire senza problemi la roba che mi arriva piuttosto che attendere pazientemente il mio turno per pubblicare nell’altro sito dove scrivo.

Ecco quindi a voi i 5 scalmanati da Vicenza dei The Nutries che, nati nel 2008, se ne sono usciti di recente con questo bell’EP da 7 pezzi per 13 minuti di distruzione totale, una produzione condivisa dalla Sputo Records, Makadam Circus e Sirona Records. I nostri suonano un punk/HC metallico e cupissimo, talmente cupo da sconfinare alle volte in una specie di black metal. Fra l’altro, spesso emergono prepotentemente delle influenze crust (come in “Mr.S”, che è poi uno dei pezzi più monolitici del lotto), cosa che si avverte anche nell’ottimo lavoro del basso, tipico di questo particolare genere. Il bello è che la musica de ‘sti ragazzi è anche dinamica, e quindi ci sono dei buoni cambi di tempo, pensate che qui e là c’è pure qualche blast-beat ignorante come dei tempi pieni di groove, magari più concentrati sui tom-tom (come è il caso di “Tre Parole”). Invece, il comparto vocale risulta costituito principalmente da delle urla disperate alternate con occasionalissimi grugniti oltre tombali. Liriche totalmente in italiano che meritano di essere approfondite in un’eventuale intervista. Ah, dimenticavo: notare che la canzone d’apertura, “Asfissia”, è una semi-strumentale, quindi alla fine è una specie di intro.

Per farla breve, ci troviamo di fronte a un gruppo che sa il fatto suo. L’unico difetto (ma neanche tanto) che ho trovato nell’EP riguarda la produzione, visto che in canzoni come “Mr.S” la voce risulta stranamente più bassa rispetto ai pezzi precedenti. Fra l’altro, a quanto ho capito, i The Nutries sono amici dei Rejekts, il che spiega perché siano così “neri” e disperati.