Ma pure io e la mia dolce metà, Elisa, abbiamo storto il naso, soprattutto appena entrati nella zona praticamente recintata, adibita agli eventi, del Parco Schuster. Perché ci siamo addentrati in un posto palesemente mainstream non nostro, completo di inutili transenne come di inutili buttafuori. Ma questo non ha poi più di tanto condizionato l'esito della serata e nemmeno Pompeo e co., che infatti hanno comunque fissato il prezzo dell'ingresso nello spazio concerti ai classici 5 €. E poi ma quando ti ricapita un altro concerto con una basilica letteralmente a pochi passi, in questo caso la Basilica di San Paolo, che si ergeva altissima quasi per intimorirci? Pleonastico quindi dire che le bestemmie si sono sprecate. Anche da parte del cantante dei Møld ahah!
Ma prima di parlare dei Møld, c'è ovviamente da parlare del gruppo di apertura, ovvero i Floema. Appena sono saliti sul palco, un sacco di giovani, circa una trentina (su tipo una sessantina di persone), si sono avvicinati il più possibile al gruppo, a ulteriore conferma di un ricambio generazionale nella scena punk che ormai non dovrebbe più sorprendere. E fatemelo dire: questi giovani hanno veramente un buon gusto, visto che i Floema sono una band con i controcazzi alle prese con un death/grind tecnico, schizzato e cervellotico un po' fra i Red Chord e i Cephalic Carnage, oltreché ora più apertamente schierato come certificato da alcuni pezzi nuovi, fra cui uno dedicato con tanto amore alle guardie ("un pezzo per Vannacci!", come ha urlato un giovine subito dopo che il cantante dei Floema ha introdotto 'sto brano, sollevando un po' di risate). Permane comunque la mia idea di inserire nella formazione un bassista in modo da rendere più corposo il sound, anche per rafforzare certi lunghi stacchi di sola chitarra che secondo me spezzettano un po' troppo il discorso, altrimenti super-intenso ma, del resto, i Floema sono giovanissimi (in tutti i sensi!), e così diamo loro il tempo di crescere in santa pace. Ma intanto hanno fatto divertire un botto chi stava sotto palco, sia con un buon pogo, comunque non sempre costante, sia con qualche clone di Bruce Lee, tra cui però uno che ha colpito per sbaglio in testa un ragazzo che conosco, Chad, ma per fortuna non si è fatto male più di tanto. Insomma rega, bello l'entusiasmo ma stiamo attenti che così facendo basta poco per far male seriamente. Bellissimo però l'attimo in cui il cantante dei Floema, al momento dei saluti e dei ringraziamenti, ha detto a un certo punto un edulcoratissimo "porcodue", al che io ho urlato "PORCODIO, NON PORCODUE"! E questa è stata praticamente la prima di una lunga serie di rumorose bestemmie verso l'Altissimo... che dopo un po', da qualche parte, l'hanno fatto incazzare veramente!Un cambio palco piuttosto veloce, con annessa sistemazione su una cassa di una bandiera della Palestina, ed ecco il primo gruppo dalla Polonia: i Nonsanto. Provenienti esattamente da Breslavia (sì, come gli Abuser, recensiti pochi giorni fa) sono un quartetto con all'attivo, fra gli altri, uno split del 2017 diviso con i grandiosi Nuclear Holocaust, vecchia conoscenza di Timpani allo Spiedo, e l'album del 2020 "Enslaved by the Grind", finora il primo e unico della loro non nutrita discografia. E infatti il loro set è durato pochissimo, tipo sui 20 minuti, ma è stato devastante. Merito del loro grind ignorante e piuttosto classico ma dinamico, capace di passare da parti suonate alla velocità della luce ad altre più lente e doom dal taglio a volte apocalittico. Merito delle prestazioni individuali di questi ragazzi, tra cui il chitarrista che, semplicemente, pareva quasi un sosia di Pompeo in versione polacca, e il cantante, un animale da palco con dei dreadlock che lancia urla assurde, anche mettendosi letteralmente in bocca il microfono, in un momento che a Marina, un'amica della mia Elisa, ha fatto ricordare una donna processata nel programma "Un giorno in pretura" (più avanti troverete una piccola ma significativa documentazione fotografica di ciò). E, infine, merito del pubblico che, pur non pogando sempre e comunque e pur con i giovani che, finiti i Floema, non sono stati tutti in prima fila, ha reagito discretamente bene a questo gruppo di pazzi scriteriati. Che ogni tanto, così per inciso, hanno fatto pogare anche me. Come al solito.Pazzi scriteriati che, fra l'altro, sono stati in sostanza gli stessi con i Møld, che con i Nonsanto condividono sia il sempre sorridente batterista che il bassista, uno che in passato ha anche suonato negli ODRA, dei trafficanti sludge coperti su queste paginette qualche anno fa. I Møld però non fanno sludge, bensì power violence, ed ecco quindi che ci hanno massacrato, affiancati brevemente dal cantante dei Nonsanto, con canzoni frenetiche e brevissime degne degli Spazz. Non a caso, il loro set mi sembra che sia stato ancor più breve di quello dei Nonsanto, tipo sui 15 minuti, nei quali hanno suonato anche pezzi tratti dal loro secondo, recentissimo EP, dal titolo impronunciabile di "U mnie w głowie wszystko ok". Varie però le chicche avvenute durante il loro concerto, come i vari "porcodio, grazie" detti dal cantante a furia di sentir bestemmiare il pubblico. O quando lui, ormai a fine concerto, ha passato il microfono a un po' di ragazzi sotto palco, che ovviamente hanno bestemmiato come dei matti assatanati (e nel frattempo l'Altissimo si era già incazzato, come dimostrato da un temporale in corso chissà dove che si poteva intravedere, in un modo molto d'effetto, dietro la basilica). O, soprattutto, l'attimo in cui io ed Elisa, spronati letteralmente dal cantante in pieno concerto ("Open the gates!"), abbiamo preso la decisione di aprire le transenne, cosa che abbiamo fatto aiutati anche da qualcun altro. Quasi superfluo dire che, dopo averle aperte, io sono salito sul palco per fare un bel salto da lì, e ciò mi ha permesso di fare pure una lunga e divertente surfata su qualche testa, grazie a chi mi ha sostenuto. Per la gioia dei buttafuori, che subito dopo hanno tentato, praticamente invano, di rimettere a posto le transenne. Poveri buttafuori ahah!E così, concerto finito prestissimo, addirittura poco prima di mezzanotte, fra l'altro senza nessun episodio di crowdkilling, di cui, come mi è stato raccontato dalla mia ragazza, ci è stato solo un tentativo prontamente abortito da un veterano della scena, il buon Damien, ex-Scheletro e ora nei curiosi Italo Goto, perché giustamente la scena punk dev'essere un ambiente sicuro per tutti e tutte. E prima data (su solo 2) terminata del mini-tour italiano dei Møld e dei Nonsanto, che il giorno dopo, il 18, hanno fatto tappa al Bari Hardcore facendo praticamente squadra con i Plague Bomb di Pompeo, anche loro nella line-up di questa bellissima manifestazione. Ma continua a essere una "bellissima manifestazione" qualsiasi concerto targato Play Fast, pure quelli organizzati, in sostanza per la primissima volta da parte di questo collettivo, in posti commerciali come il Parco Schuster. Però niente paura che per il prossimo evento del Play Fast si torna a un cs, cioè allo Spartaco. E con chi? Ma con i devastanti ungheresi Retorsion, che domanda! Ma intanto ammirate qui sotto il cantante dei Nonsanto nell'atto di mangiarsi praticamente il microfono. Solo che né io né Elisa siamo riusciti a cogliere l'attimo e quindi accontentatevi di una... speciale foto d'archivio ahah!
Live report and photos (del concerto, ovviamente) by Flavio Er Coppola





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