Finita questa sfida, ha preso parola Claudia, una ragazza del collettivo del DLF. Non mi ricordo esattamente cosa ha detto ma di sicuro ha ringraziato tutto il pubblico e non solo per essere venuto all'AUF Fest, parlando anche di quanto è difficile organizzare queste cose in una realtà di provincia come Velletri, fra l'altro refrattaria a certe situazioni, diciamo, progressiste ma, al contrario, decisamente incline ad accogliere tutta la propaganda d'odio lanciata dal governo e da altri personaggi discutibili. E qui ha citato giustamente l'imbarazzante inaugurazione della sede velletrana del partito di merda poc'anzi menzionato. Perché, se non si è capito ancora, il DLF è una realtà molto schierata. Dalla parte giusta, ovviamente. E schierati sono anche i gruppi pronti di lì a poco a esibirsi, e così Claudia ha concluso il suo discorso invitando tutti noi a seguirli.
I primi a scatenarsi sul palco sono stati allora gli Asino, che ero curiosissimo di vedere all'opera perché sono stati definiti sull'Insta del DLF come un misto "fra noisecore, bizarre post hardcore e anarcho post punk", e voi sapete quanto io ami il noisecore. In realtà, questi con il noisecore e roba alla Atrofia Cerebral e 7 Minutes of Nausea non ci azzeccano nulla ma sono stati fighissimi lo stesso e per me sono stati una vera sorpresa. Anche perché sono solo in 2, solo chitarra e batteria ma fanno un macello assurdo e inclassificabile. Quello che vi posso dire è che ci hanno maciullato i timpani con uno stile tutto nervoso, spastico e frammentato fatto di una batteria frenetica con addirittura qualche accenno di blast beat qui e là, una chitarra lancinante e testi assurdi e assurdisti in grado di citare anche - non so se volutamente - "Tutti pazzi" dei Negazione ("Olimpionica/Funeralia"). In più, hanno una ottima varietà di pezzi, andando così da dinamici tour de force dai rimandi psichedelici a ballate dai testi incredibilmente comprensibili. E una volta il loro batterista ci ha detto "quello era l'ultimo pezzo" ma non era vero per niente. Quindi insomma, questi toscanini di Massa-Carrara con 4 album all'attivo, realizzati fra il 2012 e il 2025, sono anche simpatici. Ma a me i toscani piacciono quasi a prescindere, e qui sì che sono di parte!Strano forte anche il gruppo successivo, i torinesi Animaux Formidables. Formatisi nel 2022, l'anno dopo hanno partecipato addirittura a X - Factor ma, nonostante ciò, sono una band indubbiamente figa. Anche loro sono un duo chitarra/batteria ma sono ancor più particolari degli Asino ma lo sono veramente in tutto, dal fatto che in realtà loro 2 siano marito e moglie al look un po' glam e un po' BDSM con tanto di maschere da gatto in lattice, dalla batteria che per la verità sono delle percussioni suonate praticamente in piedi da Mrs. Formidable alla loro musica. Questa è infatti una sorta di garage rock punkettone e fuzzato molto danzereccio e oserei dire anche marziale, contraddistinto inoltre dalla grande estensione vocale di Mr. Formidable, capace di tirare fuori ogni tanto anche dei vocalizzi belli strambi, oltre che un suono di chitarra veramente ignorante. Inoltre, per tutto il concerto lei è stata sempre muta mentre piuttosto verboso fra un pezzo e l'altro è stato lui (nonostante sua moglie lo critichi proprio per questo) ma i discorsi che ha fatto per esempio sull'amore (a proposito, una canzone l'ha anche dedicata alla moglie) e contro l'odio sono stati bellissimi e toccanti, e quindi ben venga questa sua verbosità. Figo pure il momento in cui Mr. Formidable è sceso dal palco per invitare uno del pubblico a fare delle plettrate sulla sua chitarra mentre il numero di chiusura ha coinvolto anche Mrs. Formidable. Lei infatti è scesa con un piatto di batteria, poi colpito dalla chitarra del marito in modo da far spargere tutto intorno dei brillantini posati su di esso. Insomma, momento glitter notevole per un gruppo che si sta dando da fare parecchio in questi tempi suonando spesso anche in giro per l'Europa. Pare poi che debbano uscire con un nuovo album, e quindi seguiteli se vi piacciono le robe strane e grezze ma fatte con criterio.E, per finire, ecco una vecchia conoscenza del Marci su Roma: gli Square Terror Collective. Costoro sono infatti un collettivo techno (o in qualsiasi modo si possa definire la loro musica che in quanto a techno e similari non ci capisco veramente un cazzettino) che ha preso parte al Marci su Roma del 2022 e, pur essendo lì allo Strike, saltai in pieno questi ragazzi. L'AUF Fest è stata quindi un'ottima occasione per recuperare questi pazzi che, esibitisi con ben 2 bandiere palestinesi appese al loro banco, hanno messo su, praticamente non stop per un'ora e qualcosa, la loro techno videoludica eseguita pure con i game boy. E dico "videoludica" non solo per i game boy, non solo per certe sonorità richiamanti le musiche dei videogiochi anni '80/'90 ma anche per i video dietro di loro. A un certo punto infatti si sono viste scene estratte da Tekken 4 in versione PlayStation 2, e quasi ho avuto la sensazione che i nostri ci stessero giocando in tempo reale ma mi sa di no. Però io ci sono cresciuto con Tekken (almeno con i primi 3), e quindi è stato bello vederlo a un concerto simile. In ogni caso, io ed Elisa abbiamo ballato un botto. E io che ballo la techno è un evento non raro, rarissimo!Il giorno dopo infatti sono tornato al DLF ma purtroppo senza la mia dolce metà causa lavoro. Di base solo soletto sono andato a seguire quindi fondamentalmente i concerti. Quando sono arrivato avevano già iniziato a suonare i Murph, ennesimo duo chitarra/batteria (al DLF sono letteralmente ossessionati dalle formazioni a 2 o sbaglio?), stavolta però romano e alle prese con una sorta di metal moderno, aggressivo ma melodico, alla Trivium suonato pure con delle basi per mettere su, per esempio, le parti con la chitarra acustica. Bello il pogo che a tratti ha coinvolto come si deve quelli più giovani del pubblico (ma, se non erro, un po' di pogo c'è stato anche con gli Animaux Formidables). Ma bellissima la dedica che ha fatto il cantante/chitarrista a Carlo Giuliani, di cui era passato da poco l'anniversario della morte caduto il 20 luglio, e ad Abderrahim Fakir, ricordati anche dal DLF con degli striscioni presenti lì fin dall'inizio della manifestazione.Dopodiché, il clou di questa serata: i Vintage Violence, quartetto dalla bellissima Lecco in attivita dall'ormai lontanissimo 2001. Ammetto di non averli mai seguiti ma, dopo averne sentito parlare spesso, ero molto curioso finalmente di conoscerli. E mi hanno sorpreso decisamente, e non solo dal punto di vista musicale. Prima di tutto, fanno punk rock, nudo e crudo. Un punk rock molto energico, veloce, fantasioso ma anche palesemente politicizzato grazie a testi che si scagliano senza peli sulla lingua contro, per fare qualche esempio, il fascismo e il razzismo. Ma ho apprezzato subito tantissimo anche il fatto dei testi mostrati a video, in modo da far cantare tutti, nella maniera più inclusiva possibile, pure quelli che non conoscevano per niente, come me, le canzoni dei Vintage Violence. Bella intuizione insomma, profondamente coerente con le idee del gruppo. Inoltre, ultra-carismatico il cantante, uno capace di coinvolgere il pubblico in tante maniere diverse. Ad esempio, a un certo punto ha tirato fuori una bottiglia di vino e, senza fermarsi mai a cantare, l'ha fatto bere a quelli in prima fila. Ha continuato a cantare anche quando è sceso dal palco proprio alla fine del concerto, chinandosi per terra con il pubblico che praticamente ha fatto la stessa cosa. Praticamente il buon Nicolò, citando un po' l'onorevole Nullazzo, ha "il controllo delle masse" ahah! Ma il momento più bello e collettivo è stato quando, d'accordo con il gruppo, uno del DLF ha lanciato per terra dei razzi e pure qualcosa di bruciato (non mi ricordo però cosa), e lì è partito il coro "Siamo tutti antifascisti", ritmato anche grazie alla band. Inutile dire che c'è stato un buon pogo. Inutile dire che, pur non pogando, ho comunque skankato (con il mio gin lemon in mano!). E inutile dire che c'è stato un bis. Anzi, più di uno!
A dir poco fantastici sono stati allora i Vintage Violence ma spero di rivederli con la mia Elisa. Finito però pure questo concerto, è finito anche felicemente il mio momento sociale, e quindi sono tornato a casetta saltando così completamente DJ Sfiga, atteso dopo i Vintage Violence.
Ma ci è piaciuto tutto l'AUF Fest. Anche perché, oltre ai concerti (fra cui quelli del 26 che hanno coinvolto i locali I'm Bob e i lancianesi Management del Dolore Post-Operatorio) e alle attività già descritte, c'è stata qualsiasi cosa, dai laboratori per bambini alle partite a scacchi giganteschi, dagli spettacoli circensi a molto altro ancora. Che cosa chiedere di meglio a un posto come il DLF che, attirando in occasione dell'AUF anche gente dei Conflict Within, yButteroy, No More Lies e altri pure della scena capitolina, rende viva una cittadina altrimenti morta e irrimediabilmente super-bigotta come Velletri?
Live report and photos by Flavio Er Coppola








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