Trattasi questo di un disco di 7 pezzi per 17 minuti che si rifà a un hardcore newyorkese piuttosto metallico, spesso rallentato e pesante ma capace anche, con una certa dinamicità, di menare veloce quanto basta per farmi piacere gli Unsafe. Ammetto che questo è uno stile che non mi è mai piaciuto tantissimo ma, in fin dei conti, è ormai nota la mia ossessione per la velocità più smodata, e quindi gruppi di questa risma come i Cromags in generale mi prendono poco. Però, allo stesso tempo, c'è da dire che gli Unsafe riescono a proporre questo tipo di hardcore con una buona personalità, offrendo pure una varietà niente male utile a tenere sempre desta l'attenzione dell'ascoltatore.
Si citi a tal proposito l'estrema cupezza, anche vagamente black metal, di "So Far So Good" (c'è forse lo zampino dei Megadeth nel titolo?), che fra l'altro parte con un'intro acustica. Oppure le dissonanze di "I'll Never Come Back", pezzo che a poco a poco diventa sempre più lento e pachidermico. Oppure le chiarissime inflessioni hip hop (in realtà non così rare nel disco) di "Walking in My Shoes", dove c'è un featuring con il rapper Pacman, uno dei 2 ospiti presenti nel disco vista anche la collaborazione con Matx per "Business Clown", episodio dal riffing un po' più melodico rispetto agli altri. E così, alla fine, il NYHC degli Unsafe si palesa in un misto fra la dura pesantezza dei Terror e quella più rappata dei Biohazard, con in più, come abbiamo visto, sonorità non così comuni in questo modo di intendere l'hardcore.
Detto ciò, il muscolare NYHC tramutato nel "Southern Abruzzo Hardcore" degli Unsafe si fa rispettare, e tanto, anche per un cantato bello urlato aiutato qui e là, oltre che dagli ospiti, pure da un po' di cori. Peccato solo non avere a portata di mano i testi ma, dato il mood delle canzoni, non penso proprio che queste parlino di cose spensierate. E spensierata di sicuro non dev'essere nemmeno la loro nuova creatura, anche a giudicare da quel poco che i nostri stanno anticipando dell'album dalle loro storie sui social. A questo punto, sono curiosissimo di ascoltarlo! (Flavio Er Coppola)

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