Live report breve ma intenso per questo concerto che, svoltosi il 17 gennaio al Pianodesotto del Friccicore, ha visto in azione 2 gruppi molto diversi fra loro ma uno più matto dell'altro. Sto parlando dei Quetzal Tenango, che non vedevo da una vita, probabilmente da quella volta all'Init di qualche anno fa, e i mega-sperimentali Die! Die! Diskothek, visti per la prima volta in quest'occasione e che ero moooolto curioso di vedere, anche perché interpretano il mio amato grind in un modo parecchio particolare. Con entrambi i gruppi però mi sono divertito un botto e nel finale è successo il delirio.

Prima però di saltare subito alle conclusioni, sappiate che i primi a suonare sono stati i Die! Die! Diskothek, che invece di salire sul palco si sono esibiti ad altezza pubblico, dandogli spesso fra l'altro le spalle. E poi si sono presentati con una formazione priva sia del chitarrista che del batterista, sostituito da una drum-machine programmata da Damiano, il sassofonista (esatto, IL SASSOFONISTA!), alle prese pure non solo con un sintetizzatore ma anche con qualche rarissima parte vocale. Al basso invece il buon Ruben, già noto per i suoi
Kleptocrazia e per le sue serate firmate
Blue Night Events. In pratica, solo 2 persone che, appena hanno cominciato a suonare, hanno eretto un muro sonoro invalicabile ai limiti con il noise, assordandoci con quello che amano definire "Asmrgrindcoredance", cioè una sorta di cybergrind danzereccio e strumentale che mi ha ricordato un miscuglio geniale fra i Libido Airbag, i Berzerker e, massì!, i
Diserta! per via del sax, intervallando il tutto coi discorsi strampalati e divertenti di Damiano fra un pezzo e l'altro. Presente però nella setlist un simpatico e rilassante momento lounge utile per far fiatare un po' sia la band che il pubblico. Ma senza dimenticare anche il fatto che i nostri abbiano buttato lì addirittura una frenetica cover dei
Napalm Death che però non vi dico perché la dovete indovinare talmente è suonata assurda ma comunque violentissima. Insomma, tutto fighissimo e pazzissimo e spero che il loro primo EP, su cui ormai stanno lavorando da mesi, esca il prima possibile!

Musicalmente molto più tradizionali ma anche loro attitudinalmente pazzissimi i Quetzal Tenango, sempre capaci di far ballare un po' di culetti. E la cosa è naturalmente successa pure questa volta, anche perché ci hanno allietato con parecchie cover famosissime reinterpretate secondo le loro ultra-energiche sonorità surf. Fra di esse, "Andavo a cento all'ora" di Gianni Morandi, "These Boots are Made for Walking" di Nancy Sinatra e, ovviamente, poteva mancare "Surfin' Bird" dei Trashmen? In mezzo c'è stata anche un'ospitata di un loro amico che ha suonato perfino il flauto. Se non ricordo male, è proprio sulle sue spalle che è salito il bassista dei Quetzal Tenango durante il finale, quantomai spettacolare e spericolato, mentre un altro della band, nello stesso momento, si è in qualche modo aggrappato all'amico quasi a mo' di ariete. Ebbene, tutto questo è avvenuto quando stavano suonando l'ultimo pezzo. Stavo morendo dalle risate!
Finisce così questo live report, breve ma intenso quanto (più o meno) il concerto, che mi ha fatto riscoprire una band divertentissima e caotica e fatto scoprire invece una band che promette cose assurde nel futuro prossimo venturo. E, a proposito, sappiate che i Die! Die! Diskothek sono attesi l'11 febbraio al 30 Formiche di supporto agli statunitensi Hide, altro duo bello scoppiato. Potrebbe essere un'altra buona occasione per (ri)vedere i Die! Die! Diskothek, non credete?
Live report e photos by Flavio Er Coppola
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