Tuesday, March 26, 2019

Autotheism - "CLSTVM: Dogma Sculptured in the Flesh" (2018)

Gruppo: Autotheism
Titolo: CLSTVM: Dogma Sculptured in the Flesh
Genere: Black/Death/Doom Metal
Durata: 17.06 min
Data di pubblicazione: 22 maggio 2018
Voto: 70/100












Comunicazione di servizio:

ormai lo sanno anche i sassi, ma è sempre bene spammare il fatto che il 24 marzo 2019 sia uscito finalmente "Nel Segno del Marchio Nero", il mio ebook che racconta vita, morte e miracoli della "first wave of black metal", coprendo un lungo periodo che va dal 1981 al 1991, parlando sia di gruppi famosi come i Venom che di gruppi più sfigati come i tedeschi Poison e altri provenienti anche da Paesi insospettabili come la Malesia (gulp!). Per leggervi un'anteprima e ordinarlo, questo è il link.

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Chi non muore si rivede! Gli Autotheism sono un giovane quartetto nato nel 2016 che risulta composto da due ex-membri dei defunti Blessed Dead, gruppo in passato più volte ospitato su Timpani allo Spiedo. Bene, il loro nuovo progetto si chiama, appunto, Autotheism, e finora hanno rilasciato due dischi, cioè l'EP di 2 pezzi "Hives MMXVII" (2017), e lo spaventoso singolo "CLSTVM: Dogma Sculptured in the Flesh" (2018), qui recensito. Presto scoprirete perché ho usato l'aggettivo "spaventoso".

Allora, prima di tutto, sappiate che gli Autotheism si etichettano come "atmospheric death metal/experimental", e tale definizione ci sta tutta se è vero che i nostri si dichiarano influenzati da gruppi death metal anti-convenzionali come Gorguts, Ulcerate e Portal oltre che dai Deathspell Omega. E come seconda cosa, sappiate che questo singolo, per ora pubblicato solo in via digitale attraverso BandCamp, è formato da un'unica canzone che dura la bellezza di 17 fottuti minuti! Ne converrete quindi che ci troviamo di fronte a qualcosa di seriamente spaventoso. Ma adesso vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

In tutto questo monumentale arco di tempo, gli Autotheism suonano una specie di death metal tecnico tremendamente folle e dissonante, e ritmicamente diviso fra violentissimi blast-beat e abissali tempi doom. A dire il vero, questi ultimi sono talmente frequenti e rilevanti che lo stile degli Autotheism potrebbe essere tranquillamente definito come death/doom metal. Ma le influenze da altri generi non finiscono qui perché molti riff sono così freddi da essere black metal. Inoltre, non mancano dei momenti in cui le chitarre sputano fuori dolorose inflessioni noise, come quelle che precedono quel lungo stacco atmosferico praticamente dark ambient (dove ci sono dei samples creati da tal Lost Kadath...cioè il cantante stesso del gruppo!) prima che tutto torni nella mattanza più folle per la parte finale della canzone, poi conclusa definitivamente con una chitarra acustica che trasmette pura desolazione. E a proposito della struttura del pezzo, lo trovo molto efficace proprio fino a quella parte ambient, gestendo un climax straniante che, andando dalla violenza più distruttiva al rumore e dal rumore a una calma apparente, dimostra quanto gli Autotheism siano già pronti per fare il grande salto dell'album di debutto. Purtroppo però, dopo la parte ambient, il pezzo si perde in un'ultima parte meno impressionante perché più prevedibile.
In soldoni, siamo alle prese con un mostro black/death/doom/chiamatelo come volete metal che mostra delle similitudini anche con gruppi come i Temple Nightside o i Lyhhaeon. Ergo, stiamo parlando di un quartetto coraggioso e ambizioso che fa cose che qui in Italia si sentono raramente, e questo non può che fare loro onore, oltretutto mettendo in scena un testo che, secondo la biografia in mio possesso, racconta "di un'umanità in preda alla decadenza dei suoi stessi pilatri filosofici e morali, schiava di un dogma che la porta verso un'ultima disperata invocazione autodistruttiva verso forze superiori". D'altro canto, se i primi 10-11 minuti di "CLSTVM" risultano incredibilmente perfetti, i suoi ultimi minuti sono meno efficaci, e questo è un peccato. Ed è un peccato anche che i nostri pare che non abbiano mai fatto dei live, e quindi spero che li faranno quanto prima. Ma per ora, data la giovinezza del gruppo, è bene dare più importanza ai lati positivi perché gli Autotheism, se queste sono le premesse, promettono bene e tanto per il futuro!

Scaletta:

1 - CLSTVM: Dogma Sculptured in the Flesh

Formazione:

P - vocals
R - guitars
L - bass
N - drums

Ospite:

Lost Kadath - samples

FaceBook: https://www.facebook.com/autotheismdeath.official
BandCamp: https://autotheismdeath.bandcamp.com/releases

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