Sunday, March 10, 2013

"Skin Deep - Il piacere è tutto mio" (Settore Cinema)

                                    

Fai lavorare un attore istrionico come il compianto John Ritter (famoso per aver impersonato Jack Tripper nel bellissimo telefilm “3 Cuori in Affitto”) con uno dei registi più pazzi di tutti i tempi come Blake Edwards (“La Pantera Rosa”) e ne viene fuori una commedia scatenata e geniale, garantito al 100%. Ma “Skin Deep” è una commedia molto più intelligente di quel che sembra inizialmente, ragion per cui è diversissimo rispetto alla precedente pellicola del regista, cioè il pur ottimo “Appuntamento al Buio” (1987), che vedeva una storia d’amore semplice semplice fra Bruce Willis e Kim Basinger. Però non corriamo che già mi vedo fare salti chilometrici per l’entusiasmo, quindi passiamo tranquillamente alla trama.

Anche questo film verte su una storia d’amore, con la fondamentale differenza che non è fra due perfetti sconosciuti ma fra marito e moglie. Zachary Hutton (John Ritter), famoso scrittore 42enne in declino con il pallino delle donne (e provetto pianista), viene lasciato da sua moglie, Alex, che prontamente chiede il divorzio, lo ottiene e lo rovina completamente. Casa, fattoria, e bla bla bla + la bellezza di 100000 dollari per 5 anni (evidentemente non le basta lo stipendio da giornalista…). Ma questa prima lezione non gli servirà a un tubo, perché Zach non riesce lo stesso a resistere al fascino delle donne, e nel frattempo si sente così depresso (“La mia non è una depressione da serie B, la mia è una depressione da Campionato del mondo!”) da rifugiarsi nell’alcol. In compenso, chiede aiuto a un saggio psicologo (o come dico io, “pizzicologo”), che gli risponde sempre per suggerimenti, mai dando vere e proprie risposte. E i suoi soli amici in questa rocambolesca battaglia contro sé stesso (e per sé stesso) sono il vecchio gestore di un pub, Barney (Vincent Gardenia, eterna spalla del cinema americano), con cui si confida sempre, e il proprio avvocato, Jake (Joel Brooks, vecchia conoscenza – per inciso, sempre spassosa - di “3 Cuori in Affitto”), che lo tira sempre fuori dalla galera… oltre a tirargli (involontariamente) uno scherzo a dir poco tremendo…

Moltissime le scene da antologia. Come per esempio:

1)      quella d’amore con una biondona tutta muscoli conosciuta nel pub, che conta alcune delle battute più cazzute di tutto il film. Tipo: “Ti piacciono le donne che fanno culturismo?”, e lui: “Non lo so, non frequento donne di molta cultura.”, e poco dopo: “Allora, come ti senti?”, “Come la moglie di Schwarzenegger.” Da menzionare obbligatoriamente l’attimo in cui il pelosissimo Zach (o John, che fa lo stesso) si specchia (al tempo aveva una barba da invidia);

2)      lo storico “cazzo di ferro”, al buio e con i preservativi fluorescenti, fra Zach e un rockettaro, fidanzato di una ragazza adescata dal primo (ovviamente) nell’albergo dove tutti loro alloggiano;

3)      la scena più bella in assoluto di “Skin Deep”, fra l’altro anche bella lunga. Zach esce da un centro di benessere dopo un trattamento un po’ troppo elettrico subìto da Molly, una sua vecchia fiamma che lavora guardacaso proprio lì, peccato che sia “leggermente” incazzata con lui. Così, Zach, dopo quest’esperienza, è provatissimo, sembra uno schizzato. Si scontra senza volerlo con una donna, dopodichè cerca di aiutarla a riprendere i fogli che le sono caduti ma combina un disastro; subito dopo fa una battaglia con un povero cieco che si ritrova a dover difendere addirittura il suo bastone; poi incontra il suo psicologo, perplesso una cifra, a cui viene rivolto uno scattoso “vaffanculo”; infine, esce dal parcheggio regalando un intero portafoglio durante il pagamento ma guida in una maniera così assurda (e distratta) da finire addosso a un autobus, facendosi di conseguenza arrestare per l’ennesima volta. Pazzesco!

E’ pazzesco anche il montaggio, che si dipana fra flashback, brevi scene totalmente folli, conferendo così al film un ritmo molto alto, isterico e inventivo per tutta la sua durata.

Ma, come già scritto, “Skin Deep” ha un sottotesto serio, si ciba di analisi psicologiche che però non vanno mai sul pesante (e grazie a Graziella). In pratica, più che una storia d’amore, la pellicola sembra trattare la voglia di cambiare, la necessità di un cambiamento radicale, che spesso viene ostacolato dal carattere stesso della persona perché, come spiega bene un ubriaco Zach, quello che manca veramente è un’alternativa, così la gente preferisce fossilizzarsi su sé stessa piuttosto che rischiare. E l’alternativa di Zach è sempre stata sotto i suoi occhi, semplice e geniale.

Insomma, un film grandioso, imprevedibile e intenso in tutti i suoi 96 minuti. Se proprio bisogna trovare una pecca, forse questa è da individuare nella canzone di “Skin Deep”, la pur bella “Falling Out of Love”, classico pezzo pop anni ’80 dalle sonorità calde come piace a me ma che ritmicamente è un filino statica, con la batteria incantata sullo stesso pattern e che non si adegua benissimo al climax del pezzo, contrassegnato dalla voce roca eppure melodiosa di Ivan Neville. Ma questo, in fin dei conti, non conta un’assoluta sega, anche perché alla fine del film può scappare la lacrimuccia per John Ritter, che la morte l’ha preso all’età di 54 anni. Thanks for laughing, John!

Voto: 93

Trailer italiano:

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